L'abbandono e la rinascita: la storia di Bussana Vecchia, rinata dalle ceneri grazie agli artisti
Un borgo ligure abbandonato dopo il terremoto del 1887 tornò a vivere grazie a una comunità di artisti, tra antiche rovine, atelier e vicoli medievali.
Sulle alture che dominano Sanremo, Bussana Vecchia è uno di quei luoghi che costringono a rallentare il passo e lo sguardo. Qui, un antico borgo ligure porta ancora impressi sulle pietre gli effetti del terremoto del 1887, ma anche le tracce della sua inattesa rinascita nel Novecento. Vicoli stretti, case ferite, archi che incorniciano squarci di mare raccontano una storia spezzata e poi ripresa, grazie all’arrivo di artisti e artigiani attratti da questi spazi sospesi. Passeggiare tra i suoi ruderi significa sfiorare porte che non portano più da nessuna parte, affacciarsi sulla chiesa di Sant’Egidio trasformata insimboloeattraversare un paese che non è stato ricostruito secondo un progetto unitario, ma recuperato poco a poco. Bussana Vecchia non assomiglia ai borghi liguri restaurati in modo uniforme: è un laboratorio a cielo aperto, dove memoria, creatività e fragilità convivono nello stesso vicolo.
Dove si trova Bussana Vecchia e perché è diversa dagli altri borghi liguri

Bussana Vecchia si trova sulle colline alle spalle di Sanremo, nella Riviera ligure di Ponente, a pochi chilometri dal mare ma abbastanza in alto da godere di un’atmosfera raccolta e quasi sospesa. Dalla costa si risale tra serre, ulivi e macchia mediterranea, fino a raggiungere un nucleo che, a prima vista, appare come un paese in rovina. In realtà, dietro muri crollati e case senza tetto, si nasconde una comunità viva fatta di atelier, laboratori artigiani e piccole attività.
Quello che colpisce subito chi arriva a Bussana Vecchia è la sensazione di trovarsi in un borgo rimasto a metà del guado tra abbandono e rinascita. Non è un villaggio-museo restaurato secondo un progetto organico, ma un antico centro medievale colpito da un terremoto e ripopolato in modo spontaneo dagli artisti nel Novecento. Questa doppia anima, a cavallo tra rovina e creatività, rende la visita profondamente diversa rispetto ai classici centri storici liguri dalle facciate allineate e dai caruggi ordinati.
Cosa vedere tra ruderi, vicoli e atelier affacciati sul mare

Il modo migliore per scoprire Bussana Vecchia è dimenticare la fretta e lasciarsi guidare dai vicoli. Il punto di riferimento è la chiesa di Sant’Egidio, oggi un impressionante rudere che conserva facciata, porzioni di muri e aperture verso il cielo, testimonianza diretta del terremoto del 23 febbraio 1887. L’accesso alle parti più compromesse è limitato per motivi di sicurezza, ma anche da lontano la sua sagoma racconta quanto fu violento il sisma che devastò l’antico abitato.
Intorno alla chiesa si sviluppa un reticolo di stradine, archi, passaggi coperti e scalinate che seguono il profilo della collina. Qui si alternano porte murate e finestre senza infissi ad atelier di pittori, ceramisti, scultori e artigiani, spesso riconoscibili da insegne dipinte a mano, oggetti esposti all’esterno e piccole corti trasformate in spazi creativi. Di tanto in tanto, tra una casa lesionata e una bottega colorata, si aprono scorci sulla Riviera dei Fiori e sul Mediterraneo, a ricordare quanto sia breve la distanza, in chilometri, tra il traffico del lungomare e questo borgo sospeso nel tempo.
Dal terremoto del 1887 alla comunità degli artisti del Novecento

Per capire davvero Bussana Vecchia bisogna tornare alla mattina del 23 febbraio 1887, Mercoledì delle Ceneri, quando una serie di forti scosse colpì la Liguria occidentale e parte della Costa Azzurra. L’antico paese, allora popolato e compatto, fu duramente danneggiato: edifici crollati, volte lesionate, la chiesa di Sant’Egidio colpita in modo irreversibile. Le autorità decisero di non ricostruire il borgo nella stessa posizione e nacque così, più a valle, l’attuale Bussana Nuova, mentre il vecchio centro venne progressivamente evacuato.
Per decenni il nucleo originario rimase in abbandono, aggredito da vegetazione, pioggia e mancata manutenzione. Il cambio di destino arrivò soltanto tra anni Cinquanta e Sessanta, quando alcuni artisti e artigiani, italiani e stranieri, scoprirono queste case vuote e iniziarono a recuperarne gli spazi per farne abitazioni, studi e laboratori. Una figura spesso citata è quella dell’artista torinese Mario Giani, detto Clizia, intorno al quale si sviluppò una comunità internazionale con l’ambizione di creare un vero villaggio degli artisti. La rinascita, però, non fu lineare: accanto all’energia creativa emersero questioni legate alla proprietà degli immobili, alla legittimità delle occupazioni e alla sicurezza degli edifici,aspettiancoraoggi parte integrante della storia del borgo.
Come visitare Bussana Vecchia: consigli pratici e informazioni utili

Organizzare una visita a Bussana Vecchia è semplice, soprattutto se si parte da Sanremo o dalla Riviera dei Fiori. In auto si risale seguendo le indicazioni per Bussana Vecchia e si lascia il mezzo nel parcheggio ai piedi del borgo, per poi proseguire a piedi lungo la strada in salita. Alcune linee di autobus collegano la zona costiera alle frazioni collinari, ma è bene verificare orari e frequenze, variabili a seconda della stagione.
Il paese si gira esclusivamente a piedi: i vicoli sono stretti, irregolari, con pavimentazione in pietra e gradini, quindi sono consigliate calzature comode e attenzione in caso di pioggia. Non tutti i ruderi sono accessibili e le aree interdette vanno rispettate, sia per sicurezza sia per tutela del patrimonio. In alta stagione e nei fine settimana molti atelier e botteghe sono aperti, mentre in altri periodi dell’anno l’atmosfera può essere più quieta, con una presenza più discreta di residenti e visitatori. Bussana Vecchia si presta bene a essere abbinata a una giornata a Sanremo o alle spiagge della Riviera, per un itinerario che unisce mare, entroterra e una delle storie piùsingolaridell’urbanisticaligure.
