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A Roma un sito archeologico tra i più importanti della città custodisce da secoli una colonia felina diventata simbolo del luogo  

L'area archeologica più straordinaria di Roma custodisce una colonia felina con 2000 anni di storia

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Ci sono luoghi di Roma che si attraversano in fretta e che invece meritano di essere letti con calma. Largo di Torre Argentina è uno di questi: una piazza centrale, rumorosa, attraversata ogni giorno da mezzi e passanti, ma capace di raccontare in pochi metri la Roma repubblicana, il volto medievale della città e le grandi trasformazioni del Novecento.

Dove si trova Largo di Torre Argentina e perché si chiama così

L'area archeologica più straordinaria di Roma custodisce una colonia felina con 2000 anni di storia

Largo di Torre Argentina si trova nel centro storico di Roma, in un punto di confine tra i rioni Pigna, Sant’Angelo e Sant’Eustachio. Oggi appare come una grande piazza aperta, ma il suo nome genera ancora qualche equivoco: non ha infatti alcun legame con lo Stato sudamericano. L’origine va cercata nella Torre Argentina, costruita nell’area in età rinascimentale e collegata a Johannes Burckardt, cerimoniere pontificio nato a Strasburgo. Il nome latino della città, Argentoratum, diede origine all’aggettivo “argentina”, poi passato a indicare questaparte di Roma. È un dettaglio curioso, ma utile per capire quanto la toponomastica romana nasca spesso da intrecci tra biografie, lingua e memoria urbana.

L’area archeologica: templi repubblicani e Teatro di Pompeo

L'area archeologica più straordinaria di Roma custodisce una colonia felina con 2000 anni di storia

Il cuore del luogo è la grande area archeologica, collocata a un livello più basso rispetto alla strada moderna. Qui sono visibili i resti di quattro templi repubblicani, tra i complessi sacri più importanti emersi nel centro di Roma, insieme a strutture legate al Teatro di Pompeo, uno dei monumenti più celebri della città antica. Questo spazio è noto anche per un episodio decisivo della storia romana: nel 44 a.C., nella curia annessa al teatro, fu ucciso Giulio Cesare. La forza di Largo Argentina sta proprio in questa concentrazione di livelli storici: in un solo colpo d’occhio si percepiscono la religione pubblica della Roma repubblicana,lamonumentalità del teatro e il peso simbolico di un evento che ha cambiato la storia dell’Occidente.

Dal quartiere medievale alla piazza moderna del Novecento

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Dopo l’età antica, l’area cambiò aspetto con la crescita di un fitto quartiere medievale, fatto di case, torri, chiese e strade strette. La svolta arrivò con il Piano regolatore del 1909, che immaginava una nuova viabilità tra via Arenula e corso Vittorio Emanuele II. Tra il 1926 e il 1929 il quartiere venne demolito e durante i lavori emersero i resti antichi. Fu allora che si impose il tema della tutela: l’archeologo Giuseppe Marchetti Longhi sostenne con decisione la conservazione dei ritrovamenti, mentre l’architetto Antonio Muñoz definì la sistemazione della nuova piazza con l’area archeologica ribassata rispetto al pianostradale.L’inaugurazione avvenne il 21 aprile 1929, giorno del Natale di Roma, e il nome iniziale fu Foro Argentina, poi sostituito da quello attuale.

Oggi tra trasporti, turismo e colonia felina

L'area archeologica più straordinaria di Roma custodisce una colonia felina con 2000 anni di storia

Oggi Largo di Torre Argentina ha una doppia identità molto romana: da una parte è un importante nodo del trasporto pubblico, servito da autobus, tram e taxi; dall’altra è una meta turistica tra le più riconoscibili del centro. A renderlo unico contribuisce la celebre colonia felina, nata spontaneamente tra le rovine dopo le demolizioni novecentesche, quando i gatti trovarono riparo negli spazi archeologici. Con il tempo la loro presenza è diventata parte del paesaggio urbano e oggi la gestione è affidata a un’associazione che cura alimentazione, assistenza veterinaria e sterilizzazioni. È anche per questo che la piazzacolpisce tanto chi la visita: qui convivono traffico, antichità, memoria politica e la scena quotidiana dei gatti tra i templi, in uno dei luoghi più particolari e fotografati di Roma.

 
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