La Gerusalemme d’Europa è in Italia: a 2 ore da Roma sembra di essere in Terra Santa
Migliaia di pellegrini ancora oggi vengono qui ogni anno: l’esperienza di arrivare dopo giorni di cammino deve essere la stessa di secoli fa
A prima vista potrebbe sembrare un posto di provincia come tanti, ma quella che nasconde è un’anima ben più profonda e significativa. Questa cittadina in provincia di Viterbo nel cuore dell’Alto Lazio è proprio questo: a pochi chilometri dal confine con Toscana e Umbria, è conosciuta come la Gerusalemme d’Europa, ed è un vero e proprio punto di riferimento lungo la Via Francigena e custode di una delle reliquie più preziose della cristianità.
Perchè la chiamano così?
Siamo ovviamente lontanissimi dall’originale, ma con la vera Gerusalemme la cittadina di Acquapendente sembra mantenere un legame forte, un filo spesso e sottile al tempo stesso che abbatte chilometri e chilometri di distanza. Un collegamento che si ritrova in uno dei suoi edifici più incredibili: la Basilica del Santo Sepolcro, costruita nel Medioevo per custodire una reliquia straordinaria, alcune pietre macchiate di sangue provenienti, secondo la tradizione, dal sepolcro di Cristo a Gerusalemme. La basilica fu edificata tra il IX e il XI secolo e divenne subito destinazione per i pellegrini che percorrevano la Via Francigena, il grande cammino medievale che collegava Canterbury a Roma. La posizione strategica lungo la Via Francigena e la presenza di una basilica di tale importanza resero presto Acquapendente la piccola Gerusalemme d’Europa, alternativa per tutti quei pellegrini che non avevano la possibilità di intraprendere un viaggio impegnativo come quello verso la Terra Santa. Ancora oggi sono tantissimi i devoti che arrivano ad Acquapendente per pregare all’interno della Basilica e ammirarne la cripta romanica che, con le sue 24 colonne e i capitelli scolpiti, riproduce fedelmente la planimetria del Santo Sepolcro di Gerusalemme. Considerata una delle cripte più grandi e suggestive d’Europa, è uno dei luoghi sacri più importanti del Lazio dichiarato monumento nazionale già nel 1872.
Cosa vedere e cosa fare ad Acquapendente e dintorni
La storia di Acquapendente non è solo religiosa. La sua posizione strategica, a ridosso del confine tra Lazio, Toscana e Umbria, ne ha fatto nei secoli un crocevia di commerci, ma anche di scontri. Nel Medioevo fu teatro di rivolte popolari contro il dominio imperiale: celebre la ribellione del 1166, quando gli abitanti insorsero contro l’imperatore Federico Barbarossa, dando vita a uno degli episodi di resistenza più significativi dell’epoca. Oltre alla Basilica del Santo Sepolcro, Acquapendente conserva infatti molte altre testimonianze di un passato così ricco. Le chiese medievali disseminate nel centro storico, come San Francesco e San Vittore, raccontano l’importanza religiosa della città. Il palazzo vescovile e i resti delle mura medievali ricordano invece ilruolo politico e strategico. Il borgo stesso è un piccolo quadro a cielo aperto dai colori d’altri tempi, un complesso di poetica bellezza che conserva l’impronta medievale scolpita nelle sue case in pietra, nei loggiati e nei portali scolpiti che si incontrano ad ogni passo. Accanto al patrimonio storico e religioso, Acquapendente vanta anche un grande tesoro naturalistico: la Riserva Naturale di Monte Rufeno, che si estende per oltre 3000 ettari lungo il confine con l’Umbria. Tra boschi di faggi, cerri e castagni, popolati da daini, caprioli e rapaci, è il luogo perfetto per chi è alla ricerca di un diretto contatto con la natura e che, specialmente in autunno, incanta con i romantici colori di stagione e con il foliage. Qui si possono percorrere sentieriescursionistici che conducono a eremi nascosti, antichi mulini e panorami spettacolari che addirittura nelle giornate limpide permettono di ammirare in lontananza le colline della Val d’Orcia e le acque del Lago di Bolsena.
