La porta dell'Appennino è l'antico castello della città che oggi ospita statue misteriose (ed eleganti matrimoni)
Tra mura medievali e antichi cammini, una fortezza domina ancora la valle e custodisce enigmatiche figure di pietra risalenti a migliaia di anni fa.
Arrivare a Pontremoli, all’estremo nord della Toscana, significa entrare in quella Lunigiana di vallate strette, borghi in pietra e antiche strade che uniscono ancora oggi il nord e il centro Italia. Sopra i tetti del centro storico, il Castello del Piagnaro domina la confluenza tra Magra e Verde, ricordando subito il ruolo strategico che questo passaggio appenninico ha avuto per secoli. Qui, dove transitano pellegrini lungo la Via Francigena, mercanti e viaggiatori trovavano una sosta sicura, oggi trasformata in punto panoramico e spazio museale. All’interno della fortezza, infatti, il Museo delle Statue Stele Lunigianesi racconta una storia molto più antica delMedioevo,fatta di figure in pietra scolpite migliaia di anni fa. Il risultato è un luogo unico: un castello che controllava la valle e che oggi custodisce uno dei patrimoni archeologici più affascinanti d’Italia.
Pontremoli e il Castello del Piagnaro, porta d’ingresso alla Lunigiana

Pontremoli è spesso definita la porta dell’Appennino, un titolo che qui non è uno slogan turistico ma una sintesi geografica precisa. La città sorge dove la valle del Magra si stringe, tra Toscana, Liguria ed Emilia, lungo i collegamenti che dal passo della Cisa scendono verso il Tirreno e la pianura. In cima alla collina che sovrasta il centro storico, il Castello del Piagnaro continua a controllare idealmente questo passaggio, come fa da secoli.
Lo sguardo dalle sue mura abbraccia tetti in pietra, campanili e il reticolo di strade su cui è cresciuta Pontremoli. Intorno, le montagne della Lunigiana chiudono l’orizzonte e aiutano a capire perché qui ogni colle sia diventato, nel tempo, un punto di osservazione privilegiato. Oggi il castello è il riferimento più forte dell’immagine cittadina: un simbolo che unisce fortificazioni medievali, pellegrinaggi lungo la Via Francigena e uno straordinario museo archeologico dedicato alle statue stele.
Una fortezza medievale tra valli, panorami e passaggi strategici

Il primo nucleo del Castello del Piagnaro viene fatto risalire agli inizi dell’XI secolo, quando Pontremoli doveva difendersi e allo stesso tempo controllare i transiti tra Pianura Padana e Toscana. Il nome stesso del complesso rimanda alle piagne, le lastre di arenaria con cui tradizionalmente si coprono i tetti in Lunigiana. Nel tempo, guerre e cambi di potere hanno lasciato il segno: demolizioni, ricostruzioni e ampliamenti hanno creato una fortezza composita, in cui convivono parti databili a epoche diverse.
Una pagina significativa arriva nel 1110, quando le truppe dell’imperatore Enrico V distruggono il castello durante lo scontro con gli abitanti di Pontremoli. La struttura verrà poi ricostruita e continuerà a svolgere un ruolo militare per secoli. Oggi il valore difensivo è affidato più alla narrazione che alle armi: salendo fino alle zone più alte della rocca, si leggono chiaramente la città, la valle del Magra e i crinali appenninici. È sufficiente questo panorama per capire come, in passato, controllare il Piagnaro significasse governare un passaggio chiave tra nord e centro Italia.
Le misteriose statue stele e il legame con la storia più antica della Lunigiana
Il cuore più sorprendente della visita al Piagnaro è il Museo delle statue stele Lunigianesi Augusto Cesare Ambrosi, che custodisce la collezione più importante di queste enigmatiche figure in pietra. Le statue stele vennero realizzate tra il IV millennio a.C. e l’età del Ferro, lungo un arco temporale che attraversa preistoria e protostoria. Scolpite nell’arenaria locale, rappresentano figure umane stilizzate, con corpi ridotti a pochi tratti essenziali.
Alcuni esemplari mostrano armi e cinture, altri collane ed elementi che permettono di distinguere personaggi maschili e femminili. Proprio questa combinazione di semplicità formale e dettagli simbolici rende le statue immediatamente riconoscibili e affascinanti. La loro funzione, però, resta in gran parte misteriosa: le interpretazioni oscillano tra ipotesi religiose, funerarie o legate alla rappresentazione di antenati. Molti reperti provengono da diverse aree del bacino del Magra e talvolta sono stati riutilizzati in epoche successive, complicando la lettura originaria. Il contrasto tra queste opere antichissime e le mura medievali del castello crea un dialogo potente tra tempi storici lontanissimi, in un allestimento che valorizza luci, prospettiveesilenzi.
Via Francigena, visita al castello e consigli pratici per il viaggio

Pontremoli è una tappa fondamentale della Via Francigena moderna: l’Associazione Europea delle Vie Francigene la indica come punto di arrivo della discesa dal passo della Cisa e punto di partenza verso Aulla. Il Castello del Piagnaro, con il suo ostello per pellegrini, recupera così una funzione di accoglienza che richiama antiche ospitalità medievali. Chi cammina può dormire o sostare in un luogo che per secoli ha controllato gli spostamenti lungo l’Appennino.
Per organizzare la visita al museo e al castello conviene consultare in anticipo i canali ufficiali del Comune di Pontremoli e del Museo delle Statue Stele, perché orari e modalità di accesso possono variare in base alla stagione e agli eventi. Dalla piazza principale del centro storico si raggiunge la fortezza a piedi, lungo una salita breve ma decisa, che restituisce fisicamente il dislivello tra città bassa e collina fortificata. In cima attendono cortili, camminamenti e scorci sulla Lunigiana, oltre agli spazi destinati a iniziative culturali, matrimoni e cerimonie civili. È proprio questa stratificazione di usi – difesa, pellegrinaggi, archeologia, vita quotidiana – a rendere il Piagnaro una tappa da inserire in ogni viaggioallascoperta dell’alta Toscana.
