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Le 5 gite più belle nei dintorni di Torino da fare in primavera  

Castelli, poli industriali e borghi con vista lago: il Piemonte che incanta rinasce durante questa stagione

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Torino è da qualche tempo una delle città con il maggior fermento in Italia: dalla Coppa Davis alle ATP World Tour Finals, fino ad arrivare all’Eurovision Song Contest che verrà ospitato a maggio nel Pala Alpitour, c’è davvero tanto da fare in città. Eppure, oltre alla Mole Antonelliana e al Museo Egizio, le zone intorno al capoluogo piemontese sono ricchissime di spunti per una gita fuori porta in Piemonte. Il tutto, percorrendo distanze peraltro ragionevoli e dandoci la possibilità di passare un sabato e domenica in giro tra vigne, colline d’autore e bellissimi luoghi della storia. Abbiamo selezionato cinque destinazioni del Piemonte da scoprire nel weekend che non sono necessariamente luoghi celebri o i più visitati della regione, ma restituiscono appieno il senso di una regione eterogenea, particolarmente amichevole col turista e capace di stupire anche il più navigato dei viaggiatori del weekend. Pronti a partire?

Ivrea, un sogno chiamato Olivetti

Le 5 gite più belle nei dintorni di Torino da fare in primavera

Niente, o meglio nessuno, racconta il passato industriale e la forza del genio italiano come la Olivetti. L’azienda fondata nel 1908 è stata precursore in tantissimi campi della tecnologia contemporanea, dalla macchina da scrivere ai calcolatori elettronici, e il suo Programma 101 può essere di fatto considerato il primo personal computer della storia. Tutta la città di Ivrea è impregnata del “mondo Olivetti”, poiché è grazie a questo colosso industriale che si è imposta nelle cartine turistiche dell’Alto Piemonte. Merita la visita l’Unità residenziale Ovest, detta anche Talponia, tra i meglio riusciti esempi di urbanistica creata su misura per un’industria: è un grande complesso di gusto moderno, un semicerchio che richiama l’architettura classicista e la dota di servizi modernissimi, con spazi privati dagli 80 ai 120 metri quadrati. Da scoprire anche il Laboratorio Museo Tecnologicamente, ovvero il Museo Olivetti dove è esposta gran parte della collezione industriale con esempi iconici come laValentine del 1969 o il Programma 101, già esposta al MOMA di New York.

Il museo è aperto dal lunedì al venerdì con orario 9-13, il sabato e domenica con orario 9-13 e 15-18. Durante il week end la visita guidata si tiene dalle 15:30 alle 17:00, mentre durante settimana dalle 10:00 alle 12:00 su prenotazione a questo indirizzo.

Sacra di San Michele, l’abbazia preferita da Umberto Eco

Le 5 gite più belle nei dintorni di Torino da fare in primavera

L’hanno definita la Piccola Mont Saint Michel d’Italia. Un’abbazia che sfiora il cielo e con la sua forma arroccata sembra un castello capace di dominare sul mondo intero. La sua forza storica è data sia dalla posizione, lungo il Sentiero dei Franchi e la Via Francigena, e sia per l’imponenza dell’edificio che oltre ai 6 metri di basamento si eleva per altri 20 metri in verticale. Quello che è considerato il monumento simbolo del Piemonte è ancora oggi abitato dai frati Rosminiani, che ne curano la protezione e la salvaguardia. La visita richiede diverse ore e si compone di numerosi punti dalla bellezza sorprendente, come lo Scalone dei Morti, una ripidissima salita verso il punto più alto dell’Abbazia che termina nella Porta dello Zodiaco, opera duecentesca del Nicholaus. La fama della Sacra di San Michele è dovuta anche a Umberto Eco che, per scrivere il suo capolavoro Il nome della rosa, si ispirò proprio agli ambienti in penombra e misteriosi di questo imponente edificio di culto del Piemonte.

La Sacra di San Michele dista 38 chilometri da Torino, in direzione della Val di Susa (via A32/E70). L'ingresso ha un costo di 10 euro, 15 euro con la visita guidata. Quest’ultima è disponibile solo il sabato e domenica alle 11.00 e alle 15.00. Per ulteriori informazioni su orari, prenotazioni e biglietti è possibile consultare il sito ufficiale.

Il Forte di Fenestrelle, luogo di difesa scambiato per lager

Le 5 gite più belle nei dintorni di Torino da fare in primavera

Una fetta di pubblico, particolarmente legata alla questione identitaria meridionale, ha da sempre definito il Forte di Fenestrelle come “la prigione sabauda per i sostenitori dei Borboni”. Quello che è il più grande complesso militare storico d’Italia, la seconda fortezza per lunghezza al mondo dopo la Grande Muraglia Cinese, è un luogo che ancora a 160 anni dall’Unità d’Italia non manca di generare tensioni e schermaglie culturali. Se già solo questo motivo dovrebbe spingervi a una visita, con l’obiettivo di diramare nebbie e cattive interpretazioni, vi basterà sapere che uno dei monumenti più conosciuti del Piemonte ha numeri davvero da record: 1.350.000 metri quadrati di estensione, 3 forti, 7 ridotte, 3 km di lunghezza e 635 metri di dislivello complessivo. Sono numerosi, e di complessità via via crescente, gli itinerari che permettono di salire questa fortezza così estesa e dalla struttura complessa. Per ciascuno vale ovviamente la prenotazione obbligatoria, che va effettuata contattando l’Associazione Progetto San Carlo – Forte di Fenestrelle (in convenzione con Torino Musei).

Se avete un’intera giornata da dedicare a Fenestrelle, il consiglio è di scegliere la cosiddetta Passeggiata Reale. Si parte alle 9 e si rientra nel tardo pomeriggio, per complessive sette ore di avventura che toccano Forte San Carlo, i 4000 gradini della Scala Coperta, il Forte delle Valli a 1800 m s.l.m. per ridiscendere poi lungo la Strada dei Cannoni. Il costo della visita guidata è di 20 euro, con riduzioni a 17 euro per gli under 12.

Lago d’Orta, un tuffo nel gusto

Le 5 gite più belle nei dintorni di Torino da fare in primavera

Pochi luoghi in Italia hanno lo stesso aspetto romantico e rilassante del Lago d’Orta. Giunti in automobile o in treno da Torino (circa 1 ora e 40 in macchina, poco meno di 3 ore in treno passando per Novara) o da Milano (2 ore e 20 in treno, 1 ora e mezza in macchina) a Orta San Giulio, quello che si apre davanti agli occhi è un aspetto idilliaco, semplicemente. Un piccolo lago, sul quale si stagliano le alte cime frondose del Mottarone, al cui centro fa bella mostra di sé una minuscola isola, detta appunto di San Giulio. È qui che Giuseppe Tornatore ha ambientato il suo film La corrispondenza, trasformando le poche case e il Monastero Mater Ecclesiae nel “Borgo Ventoso” della narrazione cinematografica. Sapevate che qui, all’interno del monastero, per decenni c’è stato un importante laboratorio di restauro librario gestito dalle religiose dell’ordine? Oggi la presenza delle suore è marginale, ma a rimanere è la bellezza ben curata e romantica di un’isola da scoprire rigorosamente a piedi. Ci si arriva, neanche a dirlo, in battello con partenze ogni 45 minuti e un costo A/R di 5 euro. Non solo cultura e passeggiate, perché il Lago d’Orta lo si può scoprire anche in bicicletta, magari arrivando fino alla vicina Omegna (la “Piccola Venezia del Piemonte”) con il suo centro storico attraversato dai canali, oppure godendosi una coccola esclusiva.

Villa Crespi a Orta San Giulio, un edificio Liberty con richiami allo stile islamico, ospita infatti un Relais con annesso ristorante. E non un ristorante qualsiasi, poiché a curarne menù e servizio è lo chef Antonino Cannavacciuolo, volto noto della TV e che proprio qui ha ottenuto 2 stelle Michelin. Prenotando con congruo anticipo (da 1 a 8 persone) è possibile provare il menù alla carta o le degustazioni che Cannavacciuolo ha dedicato all’incontro tra Nord e Sud Italia. 

Ricetto di Candelo, il borgo medievale dove fare un tuffo nel passato

Le 5 gite più belle nei dintorni di Torino da fare in primavera

Appena fuori Biella, 80 chilometri circa da Torino, si trova un luogo dove il tempo si è fermato… nel vero senso della parola. Il Ricetto di Candelo è un suggestivo esempio di borgo medievale, non solo nelle forme ma anche nella preservazione degli edifici e delle mura perimetrale, rimaste sostanzialmente intatte nel tempo. La particolarità del “Ricetto”, che è il nome dato originariamente a qualsiasi struttura fortificata dove erano preservati i beni alimentari del borgo, è proprio il suo stato di conservazione eccezionale, soprattutto perché risale al XIII secolo. 470 metri di mura perimetrali, dalla forma simile a quella di un pentagono, con diverse torri e gli immancabili tetti di tegole rosse. La visita è sicuramente pregevole in primavera, quando balconi e vicoli si arricchiscono di fiori, ma in ogni momento dell’anno si può godere di rappresentazioni e collezioni museali dedicate al Medioevo. Non è un caso che il Ricetto sia stato scelto anche per numerose rappresentazioni, film e serie TV in costume, dall’indimenticabile La freccia nera ai Promessi Sposi del trio Lopez-Marchesini-Solenghi. 

La visita a Ricetto di Candelo è gratuita. Per chi volesse avere informazioni più dettagliate o richiedere una guida in loco, è possibile contattare la Pro Loco Candelo scrivendo a info@prolococandelo.it oppure recandosi presso l’ufficio accoglienza turistica di Piazza Castello 31/A.

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