Ivrea: la guida completa e aggiornata
Guida Ivrea, tutto ciò che devi sapere: storia, territorio, quando andare, come muoversi e arrivare, cosa mangiare, cosa visitare e cosa fare
Considerata il capoluogo del Canavese, regione storico geografica del Piemonte, Ivrea è bagnata dalla Dora Baltea, ed è collocata al centro di un un'area formatasi da un grande ghiacciaio del Pleistocene, che in seguito al ritiro, dopo l'ultima glaciazione, ha dato vita ad una zona che si arricchì di numerosi laghi morenici, che ancor oggi circondano la città. Essi sono principalmente cinque, il lago Sirio, il lago San Michele, il lago Pistono, il lago Nero (tra Montalto Dora e Borgofranco) e il lago di Campagna a Cascinette. Il centro storico si inerpica su una collina che porta al Castello sabaudo ed al Duomo, mentre la parte moderna si estende in piano, occupando entrambe le sponde della Dora Baltea.
Per volere di Jolanda di Francia, venne costruito il cosiddetto Naviglio di Ivrea, un canale irriguo destinato a rifornire di acqua le risaie del vercellese e che, essendo in origine navigabile, permetteva il collegamento tra Ivrea e Vercelli. Il clima è di tipo temperato, mite e relativamente umido. Gli inverni sono raramente rigidi, questo permette la possibilità di poter visitare la città in qualsiasi periodo dell’anno. Il nome antico di Ivrea è Eporedia, fondata intorno al V secolo a.C. dai Salassi, antico popolo celtico. Successivamente i Romani latinizzarono il nome, che subì delle varianti, quali Iporeia, quindi Ivreia, Ivrea. Fatta eccezione per alcuni brevi periodi di occupazione prima francese e poi spagnola nel XVI secolo, Ivrea rimase fondamentalmente alle dipendenze dei Savoia per tutto il periodo tra il XV secolo e il XVIII. Ivrea rappresenta da non molto tempo il punto di riferimento di una piccola ma allo stesso tempo significativa ed importante comunità ebraica, ciò è testimoniato dalla presenza della sinagoga ottocentesca e del cimitero ebraico. Ogni anno si svolge lo storico carnevale di Ivrea conosciuto per la celebre "battaglia delle arance" risalente al 1808, anno in cui l'Impero Napoleonico ordinò di unificare i carnevali rionali in un'unica grande festa, una manifestazione ed evento riconosciuto a livello nazionale molto importante ed estremamente sentito, sia da parte dei cittadini che da tutti coloro che giungono appositamente per visitarla. Si mescolano nel pieno svolgimento delle manifestazioni carnevalesche eporediesi, costumi ed altri elementi folcloristici che recuperano avvenimenti della storia e della leggenda. Violetta è l'eroina della manifestazione, simbolo della ribellione popolare contro il marchese di Monferrato.
Secondo l’antica leggenda, Violetta, figlia di un mugnaio promessa sposa a Toniotto, si ribella alle pretese del feudatario che reclama il diritto al cosiddetto "jus primae noctis". Dopo aver finto di accettare l’invit,o uccide il tiranno con un pugnale che aveva nascosto tra i capelli e dà il segnale al popolo che si solleva contro i nobili. Il popolo infatti viveva momenti difficili anche a causa delle tasse sul macinato e sul matrimonio.
Ivrea rappresenta dal lontano 1908 la sede della prima fabbrica italiana di macchine da scrivere voluta da Camillo Olivetti.
Molto interessante e suggestiva è anche la festa che si tiene in onore del santo patrono e protettore della città, San Savino, il 7 luglio, durante il quale si può assistere anche ad un meraviglioso spettacolo pirotecnico dove vengono preallestite delle bancarelle, piccoli chioschi con prodotti enogastronomici e un luna park per i più piccoli.
La sua economia ha sempre fatto riferimento, fin dai tempi più remoti, vista la sua importanza, al gruppo Olivetti, avente ad Ivrea stessa il centro direzionale ed amministrativo. Ivrea come città industriale è realmente del XX secolo, la fabbrica Olivetti si è sempre differenziata perché poneva come obiettivo non solo il profitto ma anche e soprattutto il progresso sociale e culturale di tutti i suoi dipendenti. Nel 2012 è stata dichiarata patrimonio dell’Umanità.
Numerosi sono i personaggi di spicco e famosi che ebbero dei legami con Ivrea, da coloro che in questa città nacquero a coloro che la decantarono o nominarono nelle proprie poesie. Oltre al già citato Camillo Olivetti, si può nominare il filosofo Piero Martinetti, il conduttore radiofonico Sergio Ferrentino, il regista televisivo Mauro Marinello e molti altri.
Meta per gli appassionati di cibo e buongustai, non è difficile mangiare bene ad Ivrea, sono numerose, infatti, le specialità tipiche e locali legate alle produzioni del luogo con ingredienti di alta qualità e riconosciuti. Alcuni esempi possiamo trovarli nella torta novecento, una ricetta risalente all'Ottocento del mastro pasticcere, Ottavio Betinotti, per festeggiare l’inizio del nuovo anno. La ricetta di questa magnifica torta venne custodita e nascosta dalla pasticceria "Balla" che tutt’oggi la produce essendo, appunto, l’unico posto ad avere la ricetta originale e in parte segreta. Per i più golosi ad Ivrea si possono anche assaggiare i biscotti eporediesi, dalle origini ignote ma molto croccanti esternamente e dentro morbidi, con cacao, nocciola e mandorle. Da non perdere poi la polentina di Ivrea sempre una piccola torta realizzata con cioccolato, farina di mais e fecola e, infine, i Faseuj grass. Si tratta di un piatto tipico dell’intero Canavese. Uno stufato di fagioli cotti con maiale e salamella speziata, è un piatto che richiede moltissimo tempo per essere preparato e fatto all’interno di enormi pentoloni: viene cosi fuori una zuppa cremosa che gli abitanti di Ivrea amano degustarla con il vin briulè.











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