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Le cascate più belle del Lazio da visitare in una sola giornata  

Nel Lazio ci sono cascate spettacolari, immerse in paesaggi incontaminati, dove è possibile organizzare escursioni indimenticabili e trascorrere ore rilassanti. Sono a pochi passi dalla capitale.

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Per godere della frescura autunnale all’aria aperta, non è necessario allontanarsi troppo dalle città. I romani lo sanno bene, visto che con le loro gite fuori porta hanno bisogno di spostarsi anche di pochi chilometri dalla Capitale per scoprire paesaggi e borghi meravigliosi. Nel cuore del Lazio, precisamente in terra ciociara, si riscoprono tradizioni e costumi di un tempo e ci si rilassa in luoghi dove la natura sembra ancora essersi salvata dalla mano usurpatrice dell’uomo. Lo sapevate che la Ciociaria nasconde alcune tra le più belle cascate naturali d’Italia? Tra colline e faggete, sono decine i salti d’acqua che non ti aspetti e che sgorgano tra i monti Aurunci, Ernici, Lepini, Ausoni e Simbruini e dalla forza dirompente dei fiumi Aniene, Amaseno, Liri, Melfa, Sacco e Rapido. Eccone alcune per un ‘salto’ rinfrescante fuori Roma.

La ‘Grande Cascata’ a Isola del Liri, lo spettacolo che non ti aspetti in pieno centro

Le cascate più belle del Lazio da visitare in una sola giornata

Una cascata naturale che sgorga in pieno centro storico? Esiste e non è finzione. Si trova a Isola del Liri, in provincia di Frosinone, dove è possibile assistere a uno spettacolo unico in Italia. Tutto merito del fiume Liri che, nel suo percorso attraverso vari paesi, arriva con forza a Isola del Liri formando la ‘Grande Cascata’, un salto a strapiombo di circa ventisette metri che crea colori e suoni suggestivi in tutte le ore del giorno. Un paesaggio pittoresco che, non a caso, è stato celebrato in molte stampe e dipinti (uno fra tutti si trova al Louvre ed è opera di Bidault). L’impeto del fiume si origina nella piana di Sora e, arrivando all’altezza della roccia su cui si trova il Castello Boncompagni – Viscogliosi, si ramifica in due grandi braccia pronti ad avvolgere la cittadina del frusinate. Se a sinistra va ad alimentare la Cascata Verticale con un salto di ventisette metri, a destra ne crea una più bassa detta del Valcatoio, e poi giù per 160 metri. Sappiamo bene come storicamente i luoghi che godevano di flussi d’acqua sono poi diventati quelli più ricchi e sviluppati. L’acqua disseta ma è anche fonte di energia e Isola del Liri ne ha beneficiato creando, a partire dal 1580, diversi centri industriali, come cartieri e lanifici. Le cascate divennero forza motrice per le macchine industriali e qui si insediarono varie centrali elettriche, che resero questa zona uno dei punti nevralgici dell’economia nazionale; ancora oggi Isola del Liri è riconosciuta come città industriale della carta. Il giro turistico parte dal ponte sul corso principale – punto perfetto per foto spettacolari – per poi attraversare il parco fluviale tra i resti di antiche macchine della carta e giungere ai piedi della Cascata del Valcatoio. 

Le Cascate del Torrente Cosa, il water trekking in Ciociaria 

Le cascate più belle del Lazio da visitare in una sola giornata

Nascono da uno dei torrenti più abbondanti dei Monti Ernici, che parte da Alatri e percorre, tra un salto e l’altro, tutta la Valle del Fiume, fino ad arrivare nella Valle dei Santi. Il protagonista è il torrente Cosa. Qui la parola d’ordine è water trekking, una rinfrescante camminata (a quasi mille metri) tra fitte faggete con i piedi a mollo per conoscere ed esplorare una parte del territorio ciociaro ancora incontaminato e tra i più spettacolari del Lazio. Si tratta di uno degli angoli più selvaggi dei Monti Ernici, con tratti anche un po’ dissestati, per un’escursione che segue il corso scavatosi nel tempo dal torrente Cosa, prima calmo e poi impetuoso, dividendosi tra piccole cascate e gole profonde. Il tutto fino alla sorgente di Capofiume, dove l’acqua sgorga da varie fessure alla base delle rocce in un contesto naturale che evoca un bosco incantato fiabesco. Per la visita, si consigliano comode calosce (i tratti con i piedi nell’acqua sono parecchi) e giubbotto termico, visto che le Cascate del Torrente Cosa sono immerse in un bosco fitto dove il sole non riesce a penetrare e le temperature sono basse anche in estate.

La Cascata di Trevi, uno dei salti più belli d’Italia è tra i Monti Simbruini

Le cascate più belle del Lazio da visitare in una sola giornata

Riconosciuta tra le dieci più affascinanti d’Italia secondo il Touring Club Italiano, la Cascata di Trevi – o di Comunacque - è sicuramente uno dei luoghi più suggestivi del Parco regionale dei Monti Simbruini scelto anche per molti set cinematografici. Un angolo di paradiso sulla strada che porta a Vallepietra e che nasce dalle acque limpide del fiume Aniene. Il fascino che caratterizza la Cascata di Trevi non è dato dalla potenza dell’acqua o dal salto vertiginoso quanto piuttosto dalla bellezza del luogo in cui natura, poesia, storia e misticismo si uniscono in una splendida cornice. Tutto parte dal flusso dell’Aniene che confluisce a valle in quello del Simbrivio e, sgorgando in una roccia, va a gettarsi in un laghetto sottostante che fa da specchio a tutti i colori della vegetazione intorno. All’aspetto bucolico si aggiunge anche la dimensione storica, visto che l’area archeologica di Comunacque è ritenuta il sito dove venne realizzato l’acquedotto dell’Anio Novus nel I secolo d.C., opera tra le più importanti dell’antica Roma. La zona era storicamente conosciuta anche per la presenza di uno dei sette castelli di Trevi – detto ‘Comminacchio’ – e del primo monastero fondato da San Benedetto da Norcia. Non mancano altri resti industriali visto che qui sorse una delle prime centrali idroelettriche; ciò che ne rimane è visibile vicino al ponte sul torrente Simbrivio. Da dove partire per raggiungere la Cascata di Trevi? Basta percorrere il sentiero turistico 1 che parte dalla strada provinciale 29 direzione Trevi.

Le Grotte di Pastena e le meraviglie nascoste nella Ciociaria sotterranea

Le cascate più belle del Lazio da visitare in una sola giornata

Un lavoro lento e inarrestabile nel centro della terra, dove l’acqua non smette di compiere magie tutti i giorni dell’anno: la natura fa miracoli e riesce a regalare all’uomo spettacoli di pura bellezza presso le Grotte di Pastena. Siamo nel Parco Naturale Regionale Monti Ausoni e Lago di Fondi, in quelle che vengono definite ‘grotte di attraversamento’ proprio perché sono del tutto percorribili tranne che per un tratto aperto solo agli speleologi. Nell’ingresso (chiamato inghiottitoio), alto venti metri e largo dodici, confluiscono le acque del fosso Mastro, utilizzate fin dalla preistoria. Il sito si divide in due percorsi principali, ramo attivo inferiore e ramo fossile superiore. Il visitatore parte da un’entrata incorniciata da stalattiti policrome per proseguire in dieci sale, ognuna di queste con un nome legato alla storia della grotta; si passa dalla zona del ramo inferiore, con un fiume sotterraneo e un lago blu, a quella del ramo superiore, con sempre più depositi sedimentari, fino alle splendide sale delle meraviglie e delle colonne. Le Grotte di Pastena nascondono un passato storico tumultuoso, dall’eccidio di briganti del 1868 al rifugio dei profughi durante la Seconda Guerra Mondiale. Oggi rappresentano una delle realtà speleologiche più importanti del nostro Paese, dove è possibile ammirare una varietà spettacolare di forme carsiche sotterranee. Un chilometro indimenticabile di meraviglie creato dall’erosione dell’acqua nelle rocce e illuminato da riflettori: stalattiti e stalagmiti, colonne dalle strane forme, laghetti e rimbombanti cascate pronte a dare manforte (nelle stagioni più piovose) ad uno scenario già superlativo. 

 
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