Frosinone: la guida completa e aggiornata
Guida Frosinone, tutto ciò che devi sapere: storia, territorio, quando andare, come muoversi e arrivare, cosa mangiare, cosa visitare e cosa fare
Capoluogo della Ciociaria, Frosinone è medaglia al bronzo al merito civile per il suo comportamento durante la II guerra mondiale ed è tale dal 1108. Sorge su un colle di circa 300 metri di altezza che domina il fiume Cosa.
La si può visitare in ogni momento dell'anno, considerando che dal punto di vista climatico, Frosinone presenta in genere estati abbastanza calde e afose, inverni non molto rigidi, con possibilità di picchi di freddo intenso, spesso colpiti da fastidiose nebbie, nonché da episodi nevosi, mente le altre stagioni sono solitamente intermedie in termini di temperature e precipitazioni. Un classico clima semi-continentale, dettato anche dalla sua posizione lontana dal mare e da una morfologia soprattutto montuosa.
Tutto il territorio, incastrato tra le province di Roma, L'Aquila, Campobasso, Caserta e Latina, è caratterizzato in buona parte dai bacini dei due fiumi più estesi della zona, il Sacco e il Liri, ed è circondato da non elevate catene montuose, al nord gli Ernici, a nord est le Mainarde (i rilievi più bassi dei monti della Meta), a sud e sud ovest Lepini, Aurunci, Ausoni. Un'orografia complessiva che pone Frosinone al centro di un'area puntellata da diverse località di grande interesse culturale-artistico-storico e anche religioso, con le note abbazie benedettine di Montecassino e Casamari. Ci sono Alatri con le sue mura ciclopiche, Ferentino, fondata 1900 anni prima di Cristo, la medievale Anagni, Fiuggi e le sue acque terapeutiche. Insomma, un territorio ricco di potenzialità turistiche tutte da scoprire.
Frosinone è stato un centro molto importante per il popolo del Volsci, pastori e guerrieri. Appartiene a questa gente una necropoli risalente al VI-V secolo avanti Cristo, rinvenuta presso piazzale De Matthaeis. Ma in zona ci sono testimonianze molto più antiche, con reperti databili addirittura a 4 mila anni avanti Cristo. Tuttavia, sono i Volsci ad aver dato un'identità a Frosinone e a tutto il territorio della provincia: quando si allearono con altre popolazioni formando la Lega Ernica, diedero parecchio filo da torcere a Roma che tuttavia la conquistò. E sotto i Romani fu prefettura e municipio. Di qui passò perfino Annibale nel corso delle guerre puniche. Durante il periodo che va dal X al XIII secolo appartenne a vari signori: tra l'altro per un certo periodo fu persino possedimento della non lontana Anagni, passando poi sotto la "gestione" dello stato della Chiesa che la nominò "libero comune". Nel 1527 fu saccheggiata dai Lanzichenecchi, i terribili soldati di ventura tedeschi, e qualche anno più tardi devastata da truppe spagnole. Sempre sotto il dominio vaticano, senza grossi sconvolgimenti nei secoli successivi, sul finire del 1700 si ribellò ai soldati francesi che occupavano gran parte dello stato della Chiesa. Fu annessa al Regno d'Italia il 17 settembre 1870, tre giorni prima della presa di Porta Pia a Roma. Nel 1927 divenne capoluogo di provincia.
Un tempo votata all'agricoltura (soprattutto vigneti e coltivazioni di patate) e all'allevamento del bestiame (bovini e ovini), che rimangono voci importanti nell'economia di Frosinone, di una certa rilevanza sono stabilimenti industriali metalmeccanici, tessili e chimici. Resiste l'artigianato, in particolare nella produzione di mobili e arredamento in genere, nonché di oggetti di gioielleria. Cresce il turismo, con un'ampia offerta che riguarda tutta la provincia.
Tra gli eventi che rendono effervescente una visita nella città, è senz'altro da ricordare la festa della Radeca (ovvero la foglia di agave "brandita" dai partecipanti alla divertente processione nelle vie del centro storco) che coincide con il carnevale frusinate: ricorda la rivolta dei cittadini contro gli occupanti francesi. A maggio c'è la gara delle "barozze", ovvero carrozzine senza freni che vengono lanciate giù per le strade in discesa. Per onorare e festeggiare i patroni San Ormisda e Silverio il giorno giusto è il 20 giugno, ma l'evento si prolunga per qualche giorno a ridosso di tale data. Da ricordare il lunedì dopo la Pentecoste l'appuntamento con San Liberatore o Glibbratore come lo chiamano qui. A giugno, nel quartiere omonimo si partecipa all'evento "le cantine del Giardino". In questo mese si svolge inoltre il FEW, Frusino Ethnic World festival. Tra luglio e agosto, al via il Festival Nazionale Dei Conservatori Italiani Città Di Frosinone, durante il quale gruppi giovanili si sfidano a colpi di musica pop, rock, classica. In agosto due appuntamenti da segnalare: il 5 la festa della Madonna della Neve, il 16, San Rocco. A settembre c'è la festa in onore di San Gerardo, a ottobre presenze internazionali per la gara podistica StraFrosinone. Da non dimenticare presso il lago di Maniano, nella zona di Colle Marte (dove è stata rinvenuta una statua del dio ora conservata a Villa Torlonia di Roma) il falò per la ricorrenza di Santa Lucia.
E cosa si mangia? La cucina frusinate rispecchia in pieno le tipiche ricette ciociare, saporite, genuine, a base di carne e verdure. Tra i primi, il top spetta ai "fini-fini" al pomodoro, una specie di spaghetti fatti a mano con acqua, uova e farina, le sagne e fagioli, fettuccine con rigaglie di pollo, i tonnarelli alla ciociara (il ragù cotto con un misto di carne e pezzetti di pancetta), la polenta con le salsicce, la minestra con il pane sotto. Per i secondi: carne alla brace di ogni tipo, abbacchio allo scottadito, spezzatino di pecora o di castrato in umido. Da provare l'abbuticchio, cioè un involtino di trippa ovina (legato con budella di agnello) con dentro uovo sodo, pancetta stagionata, formaggio pecorino e aromatizzato da aglio, basilico, peperoncino, rosmarino: cucinato in salsa di pomodoro, è servito con una generosa spruzzata di pecorino. Poi, broccoli in padella con aglio, olio e peperoncino, frittelle di cavolfiore, ceci e fagioli. Per i dolci, da assaggiare quelli di ricotta e le ciambelline al vino, gli struffoli fritti con il miele, le frappe di Carnevale, la pigna, una tipica torta pasquale. Da bere, il vino bianco di qui è la Passerina del Frusinate, secco, profumato e fruttato. Ma i rossi sono ideali per le pietanze a base di carne, come il Genazzano DOC, il Casanese del Piglio DOCG o l'Affile DOC.
Frosinone è il centro della Ciociaria che deve il suo nome alla "ciocia", una semplice calzatura diventata simbolo degli zampognari, i pastori ciociari che in tempo natalizio vanno in giro per le città vestiti in modo caratteristico annunciando con i loro particolari strumenti musicali, le zampogne, l'arrivo del Redentore. Ebbene, costoro calzano appunto le ciocie, formate da una suola stretta al piede da stringhe, avvolte anche attorno alla gamba, rivestita fino al ginocchio da un tessuto bianco.
Anche se non è nato esattamente a Frosinone ma nella vicina Arpino, in questi luoghi è vissuto Marco Tullio Cicerone, principe degli oratori romani. Altre località nei dintorni hanno dato i natali a personaggi illustri, Fontana Liri all'attore Marcello Mastroianni, Sora a Vittorio De Sica che ha vinto l'Oscar per un suo celebre film con Sophia Loren, "La Ciociara", in cui si racconta il triste periodo della II guerra mondiale proprio in queste zone.
Da Frosinone il panorama sulla valle del Sacco e del Liri è aperto su una teoria di valli, monti, pianure. Del resto il suo primo nome, Frusna, significherebbe proprio "terra irrorata dai fiumi". Cittadina piacevole e non particolarmente caotica, si visita con tranquillità, esplorando i diversi angoli costellati da palazzi maestosi, come il massiccio palazzo della Provincia, passeggiando tra l'altro nell'ampio corso della Repubblica che conduce a piazza Vittorio Veneto: da qui si gode di una suggestiva visione verso i Monti Ernici e Lepini. Di salita in salita, si giunge alla Cattedrale dell'Assunta con il suo snello campanile. Con un occhio al Museo Archeologico, di proprietà comunale, che dà un primo biglietto da visita per conoscere la città. Infatti, nelle sue sale ci sono numerosi reperti della storia e dell'insediamento umano nel territorio frusinate, dalla preistoria all'età romana imperiale. Con straordinarie testimonianze del popolo "padrone" del luogo prima dei Romani, ovvero i Volsci.













Voto complessivo 6