Loches, quindici secoli di storia e di intrighi nella Touraine del Sud
Cité royale, borghi fioriti e slow travel tra Loches, Beaulieu-lès-Loches, Le Louroux, Montrésor e Chédigny (Val de Loire)
Loches è una delle porte d'ingresso più affascinanti del Val de Loire, ma qui l’effetto “cartolina” non è mai fine a sé stesso: è il risultato di quindici secoli di stratificazioni, incontri e... sì, intrighi di corte.
La Cité royale: la città a due livelli e i grandi personaggi

La prima impressione di Loches è quella di una città “a due livelli”: la ville basse, commerciale e viva, e la città alta, la Cité royale, distesa su uno sperone roccioso come un palcoscenico naturale. Un percorso di scoperta invita a “non perdere nulla” seguendo i segni a terra (fleur-de-lys), quasi fosse una caccia al tesoro urbana. In alto, il Logis royal racconta un Medioevo che vira verso il Rinascimento: qui passano Giovanna d’Arco, venuta a parlare con Carlo VII, e la sua favorita Agnès Sorel, figura chiave di una corte fatta di alleanze e gelosie. A pochi passi, la collegiata di Saint-Ours spiazza per un dettaglio rarissimo: le due “dubes”, piramidi ottagonali che coprono la navata e rendono l’edificio un unicum in Francia.
Il Donjon e l’HistoPad: prigione di Stato e salto nel tempo

Poi c’è lui: il Donjon, massiccio, severo, quasi “cinematografico”. Fu costruito tra 1013 e 1035 da Foulques Nerra (Foulques III, conte d’Anjou) e in seguito divenne anche prigione di Stato: con l’avvento di Luigi XI la fama del luogo si tinge di ombre, tra racconti di reclusioni esemplari e simboli (controversi) come le “gabbie di ferro” entrate nell’immaginario popolare. Il duca di Milano Ludovico il Moro fu imprigionato proprio in questo castello, dal 1504 al 1508. Rinchiuso nel torrione noto come Tour du Martelet, visse i suoi ultimi anni in prigionia dopo la cattura da parte di Luigi XII. È possibile visitare ancora oggi la sua cella, decorata con graffiti attribuiti allo stesso Sforza.
È qui nel Donjon che la visita fa un salto nel tempo grazie all’HistoPad: una tablet che sovrappone ricostruzioni in 3D e scene in realtà aumentata agli ambienti reali, restituendo stanze com’erano, volti, dettagli, trasformazioni scomparse. Per maggiori informazioni su questo strumento tecnologico che vi permette di viaggiare nel tempo, potete leggere "I castelli della valle della Loira tra arte, realtà aumentata, natura ed enogastronomia".
Il ritmo del territorio: mercato e sapori della Touraine

Dopo le pietre, Loches si concede anche in chiave lenta e quotidiana. Una deviazione che vale la sosta è il mercato, che anima le mattine di mercoledì e sabato: non è solo spesa, ma “narrazione gastronomica” del territorio, tra Sainte-Maure-de-Touraine (AOP), rillons e specialità locali che si assaggiano camminando. Se avete poco tempo, basterà alternare una mattina di mercato a una salita nella Cité royale: in poche ore avrete la Touraine del Sud in versione completa.
Beaulieu-lès-Loches: artigianato d’autore e botteghe “Rue des Arts”
A rendere il soggiorno ancora più interessante è il borgo vicino di Beaulieu-lès-Loches, “petite cité de caractère” con un’identità artigiana fortissima (non a caso è anche “Ville & métiers d’art”). Qui il viaggio cambia tono: dalle prigioni medievali alle botteghe e ai saperi del fare. L’associazione Rues des Arts valorizza gli artigiani durante tutto l’anno e in agosto firma un festival che porta atelier ed esposizioni tra strade e cortili del borgo. La chicca è la boutique ospitata nella Maison des Templiers, edificio di fine XII secolo (monumento tutelato), perfetto per cercare un pezzo autentico (gioielli, sculture, intrecci, ferronnerie, ...) e portarsi a casa un frammento di Touraine “fatto a mano”. Poco lontano, Les Courants d’Arts mescola brocantes e galleria, con giornate di apertura dedicate (e un progetto in evoluzione).
Le Louroux: l’étang dei monaci, silenzi e birdwatching

Proseguendo verso la natura si arriva a Le Louroux, dove lo slow travel diventa quasi meditazione. Qui la protagonista è l’acqua: l’Étang du Louroux, grande specchio creato in origine dai monaci con una diga, oggi è un’oasi per chi ama camminare e osservare gli uccelli (binocolo consigliato). (loches-valdeloire.com) Nel paese sopravvive anche un priorato: non aspettatevi la visita “classica”, perché il sito è accessibile solo dall’esterno, ma proprio questa discrezione lo rende più autentico, da guardare con il rispetto che si riserva alle tracce vive del passato. (tourainevaldeloire.com)
Montrésor e Chédigny: “Plus Beau Village”, rose e anteprima ciclabile 2027

Il finale perfetto è un doppio colpo di scena. Da un lato Montrésor, uno dei Plus Beaux Villages de France, abbracciato dal fiume Indrois e dominato dal castello: qui la storia francese incrocia quella europea, perché nell’Ottocento il nobile polacco Xavier Branicki acquistò il maniero e lo restaurò, portando con sé memorie e gusto (un piccolo angolo di Polonia in Touraine). Passeggiate fino alla collegiata e non perdete le Halles des Cardeux, dove scoprire il “Gemmail”, un’arte del vetro del XX secolo (accesso libero secondo le indicazioni locali).

Dall’altro lato c’è Chédigny, il paese che “si visita con il naso”: è considerato il primo villaggio di Francia premiato con la nomea di Jardin remarquable, con oltre 1000 rose e centinaia di varietà che trasformano strade e facciate in un giardino aperto. E qui la notizia in anteprima: da questa estate dovrebbero partire i lavori per una via ciclabile capace di connettere questi borghi in un unico racconto “a pedali”, con apertura al pubblico prevista nel 2027.
Per organizzare tappe, orari e aggiornamenti: Office de Tourisme Loches Sud Touraine Val de Loire e Ente del Turismo Francese France.fr
Foto di copertina: Loche-vue-du-ciel-en-ete_Foto di Olivier Chable
