Lui è il più bello d'Italia, e in autunno puoi visitarlo senza folla per scoprire i "giganti" che spuntano dalla terra
Nel cuore della Valdera, un paese medievale unisce vicoli, terrazze panoramiche e installazioni monumentali che emergono dalle colline. Un luogo da scoprire anche durante l'autunno.
Tra le pieghe più intime della Toscana centrale, Peccioli è uno di quei luoghi che cambiano il modo di guardare un borgo medievale. Qui, tra le colline della Valdera, vicoli in pietra e chiese romaniche convivono con enormi figure umane che sembrano emergere dalla terra, osservando in silenzio campi coltivati, oliveti e vigneti. È questo equilibrio inatteso tra passato e presente ad aver contribuito alla vittoria nel concorso televisivo Borgo dei Borghi 2024, che ha acceso i riflettori nazionali su una comunità piccola ma molto dinamica. Per chi ama intrecciare paesaggio, arte e cammini lenti, Peccioli è una meta da mettere inagendasoprattutto in autunno, quando i colori delle colline si scaldano e le installazioni all’aperto diventano ancora più scenografiche. Un viaggio adatto a curiosi, camminatori e appassionati di fotografia, alla ricerca di una Toscana meno scontata.
Peccioli, il borgo medievale della Valdera che guarda al futuro

Peccioli sorge su una collina nel cuore della Toscana, in quella fascia di territorio dolce e ondulata compresa tra Pisa e Volterra. Il centro storico mantiene una struttura chiaramente medievale: un nucleo compatto, raccolto attorno all’antico insediamento fortificato che controllava le campagne della Valdera e le vie commerciali che attraversavano la regione.
Le origini del borgo sono legate a una fortificazione di epoca longobarda, attorno alla quale si è sviluppato progressivamente l’abitato. Ancora oggi la posizione dominante permette di abbracciare con lo sguardo vallate, filari di alberi e piccoli paesi sparsi sulle colline.
Il riconoscimento ottenuto il 31 marzo 2024, quando Peccioli ha vinto il titolo di Borgo dei Borghi nel programma Kilimangiaro su Rai 3, ha premiato non solo la bellezza storica, ma anche una politica di valorizzazione che ha saputo unire recupero architettonico, progetti culturali e arte contemporanea diffusa sul territorio.
Paesaggi, giganti nella terra e luoghi da non perdere

Chi arriva a Peccioli scopre innanzitutto un paesaggio tipicamente toscano: colline coltivate, vigneti, oliveti e campi che cambiano colore con le stagioni. Sullo sfondo, la sagoma dei borghi circostanti accompagna la vista verso l’orizzonte, creando uno scenario ideale per chi ama camminare e fotografare.
Il centro storico custodisce alcune tappe imprescindibili. La Pieve di San Verano, con la sua struttura romanica e le testimonianze artistiche accumulate nei secoli, racconta la storia religiosa della comunità. Poco distante, il Palazzo Pretorio ricorda l’antica organizzazione amministrativa, mentre scalinate e vicoli lastricati conducono a piccole piazze e punti panoramici.
Fuori dal nucleo medievale, il paesaggio cambia volto grazie alle Presenze, le gigantesche figure umane alte fino a nove metri che emergono dal terreno. Collocate tra l’area del Triangolo Verde di Legoli, l’Anfiteatro Fonte Mazzola e la località della Fila, sono diventate un segno distintivo del profilo contemporaneo di Peccioli.
Un museo a cielo aperto: MACCA, Palazzo Senza Tempo e frazioni d’arte
La vera sorpresa, per chi visita Peccioli, è la quantità di arte contemporanea integrata nel tessuto urbano. Il progetto MACCA, Museo d’Arte Contemporanea a Cielo Aperto, raccoglie oltre settanta opere diffuse tra centro storico, spazi pubblici e frazioni, trasformando l’intero territorio in un percorso espositivo all’aperto.
Tra gli interventi più iconici spicca Endless Sunset di Patrick Tuttofuoco, una passerella pedonale colorata che collega due livelli del paese con una grande curva ispirata ai colori del tramonto. Oltre a semplificare gli spostamenti tra parcheggio e centro, la struttura regala una prospettiva inedita sulla Valdera.
Nel cuore del borgo, il Palazzo Senza Tempo, edificio quattrocentesco restaurato su progetto di Mario Cucinella, ospita spazi per mostre e incontri. La sua ampia terrazza sospesa affacciata sulla vallata introduce un segno architettonico contemporaneo nel profilo medievale del paese. Il percorso continua nelle frazioni, come a Ghizzano, dove David Tremlett ha ridisegnato le facciate di via di Mezzo con tonalità di verdi e marroni ispirate ai colori agricoli della campagna toscana.
Consigli pratici per visitare Peccioli, soprattutto in autunno

L’autunno, tra ottobre e novembre, è uno dei momenti migliori per visitare Peccioli: le temperature sono più miti rispetto all’estate e le colline della Valdera si tingono di sfumature calde, tra campi lavorati, vigneti e oliveti pronti per la raccolta. È il periodo ideale per alternare passeggiate nel borgo e tappe tra installazioni e panorami.
Peccioli si raggiunge facilmente in auto dalla superstrada Firenze-Pisa-Livorno, uscendo a Pontedera-Ponsacco e proseguendo verso la Valdera. Il borgo dista circa 40 chilometri da Pisa e una ventina da Volterra. Un comodo punto di arrivo è il parcheggio multipiano di viale Mazzini, collegato al centro dalla passerella Endless Sunset.
Per una prima esplorazione conviene prevedere almeno mezza giornata tra Pieve di San Verano, Palazzo Senza Tempo e Anfiteatro Fonte Mazzola. Chi desidera includere anche l’area del Triangolo Verde di Legoli e le altre Presenze deve considerare un’intera giornata e informarsi in anticipo sulle modalità di accesso tramite la Fondazione Peccioliper.
Le strade del borgo presentano salite e tratti lastricati: in autunno, soprattutto dopo la pioggia, meglio indossare scarpe con buona aderenza e prendersi il tempo per godere dei punti panoramici disseminati lungo il percorso.
