Non è Santiago, ma da questa città italiana passano alcuni dei cammini più belli di tutta Europa
Una città italiana custodisce un sorprendente intreccio di antichi cammini europei, tra vie di pellegrinaggio, basiliche medievali e percorsi che conducono verso Roma.
Pavia non è Santiago de Compostela, ma chi ama il turismo lento la riconosce sempre più come una vera “città dei cammini”. Nel cuore della Lombardia, tra Ticino e Po, la città si trova lungo la Via Francigena e si collega a percorsi come la Via Francisca del Lucomagno, la Via degli Abati, il Cammino di Sant’Agostino e altri itinerari storici. Non parliamo di una moda recente: da secoli Pavia è un nodo naturale della mobilità europea, religiosa e commerciale, e oggi questa vocazione torna protagonista grazie a progetti mirati e a una rete di sentieri ben segnalati. Per il viaggiatore significa poter entrare in città a piedi, dal Parco del Ticino o dalla campagna pavese, e ritrovarsiinun centro medievale raccolto, fatto di basiliche romaniche, il Ponte Coperto, la riva del fiume e un’atmosfera universitaria vivace, perfetta per una sosta di più giorni.
Pavia crocevia europeo tra Ticino, Po e grandi cammini storici

Arrivando a Pavia a piedi si percepisce subito perché viene definita un crocevia europeo di cammini religiosi e culturali. La città si trova in una posizione strategica tra Ticino, Po e Pianura Padana, lungo direttrici che per secoli hanno guidato pellegrini, mercanti e viaggiatori. Oggi quelle antiche vie sono diventate percorsi segnalati che collegano il Nord Europa al Mediterraneo, riportando il camminare al centro dell’esperienza di viaggio.
Il portale turistico ufficiale della provincia racconta Pavia come punto di incontro fra la Via Francigena, la Via Francisca del Lucomagno, la Via degli Abati, il Cammino di Sant’Agostino e altri itinerari minori. Non è una semplice tappa tecnica: chi entra in città attraversa un centro storico compatto, dove basiliche romaniche, università, vicoli medievali e il lungofiume del Ticino danno ai camminatori un forte senso di luogo e di continuità con il passato.
Via Francigena e grandi cammini: dal Parco del Ticino al cuore medievale
La Via Francigena è il filo principale che lega Pavia alla grande storia dei pellegrinaggi europei. Il tracciato moderno supera i 3.000 chilometri, da Canterbury a Roma e fino a Santa Maria di Leuca, e in Lombardia interessa soprattutto le province di Pavia e Lodi. Qui il percorso alterna pianura, argini fluviali, paesaggi agricoli e centri storici, offrendo un mosaico di scenari ideale per chi ama il turismo lento.
La tappa da Garlasco a Pavia attraversa il Parco del Ticino e termina nel cuore della città, che il portale Visit Pavia indica come arrivo della quarta tappa provinciale. Da qui il cammino riparte verso Santa Cristina e Bissone, lungo un tratto che la tradizione fa risalire al viaggio documentato nel 994 dall’arcivescovo Sigerico di Canterbury. Camminare oggi significa entrare in Pavia passando dal paesaggio rurale a un tessuto urbano ricco di basiliche medievali, il Ponte Coperto, il fiume e una buona rete di accoglienza per pellegrini.
Via Francisca, Via degli Abati e Cammino di Sant’Agostino: la rete dei cammini pavesi

Se la Francigena è l’asse principale, la Via Francisca del Lucomagno e la Via degli Abati mostrano quanto sia articolata la rete dei cammini che converge su Pavia. La Via Francisca nasce da un antico tracciato romano-longobardo che dal centro Europa attraversava il passo del Lucomagno per raggiungere la Pianura Padana e collegarsi alla Francigena. Oggi viene proposta come itinerario storico da Costanza verso la Lombardia, con un tratto di circa 138,5 chilometri da Lavena Ponte Tresa a Bereguardo, suddiviso in otto tappe.
Sul versante opposto, la Via degli Abati – spesso chiamata Francigena di montagna – parte proprio da Pavia e punta a Pontremoli attraverso l’Appennino, seguendo in parte i percorsi utilizzati dai monaci dell’abbazia di Bobbio. A questa rete si aggiunge il Cammino di Sant’Agostino, un itinerario tematico di oltre 590 chilometri tra Monza, Milano, Brianza e Pavia, che termina davanti alle reliquie del santo nella basilica di San Pietro in Ciel d’Oro. È un sistema reticolare: alcuni cammini arrivano, altri ripartono, altri ancora si incrociano, restituendo bene la complessità della mobilità medievale.
Pavia Città dei Cammini 2026: come organizzare un viaggio di turismo lento
Con il progetto “Pavia Città dei Cammini 2026” il territorio ha scelto di valorizzare in modo organico questi itinerari, collegando Via Francigena, Via Francisca, Via degli Abati, Cammino di Sant’Agostino e altri percorsi come il Sentiero dei Celti e dei Liguri. Nel calendario compaiono iniziative pensate anche per chi viaggia con i bambini, come “Famiglie in cammino sulla Via Francigena”, attiva tra maggio e ottobre lungo il tratto pavese.
Per organizzare il viaggio il consiglio è partire da Visit Pavia, dove si trovano mappe aggiornate, tracce GPX, informazioni sulle tappe e suggerimenti di strutture di accoglienza per pellegrini. Non è necessario percorrere l’intero cammino: si può scegliere una sola tappa, entrare in città dal Parco del Ticino, dedicare un giorno alle basiliche di San Michele Maggiore, San Pietro in Ciel d’Oro e al Duomo, e usare Pavia come base per esplorare altri segmenti. La stazione ferroviaria, i collegamenti con Milano e un centro storico raccolto rendono questo crocevia ideale per scoprire il turismo lento in Lombardia, anche con poco tempo a disposizione.
