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Pavia, una città da visitare  

Guida completa della città di Pavia, tutto ciò che devi sapere: storia, territorio, quando andare, come muoversi e cosa fare e scoprire in città

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Pavia
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La splendida Pavia è una città italiana tra le più amate e visitate del nord; situata a circa 38 km a sud di Milano e attraversato dal fiume Ticino, a cui tra l'altro deve il suo nome originario Ticinum (datole ai tempi delle città romane), questo centro è davvero la meta perfetta per un weekend alternativo.

Pavia è una città serena come lo scorrere del fiume che l’attraversa: imperdibile è il caratteristico Ponte Coperto che collega il centro storico al Borgo Ticino, il pittoresco quartiere di Pavia sulla riva destra del Ticino.

Andateci se vi piace: luoghi di culto, relax e benessere, ville e dimore storiche.
Per quanto tempo: un weekend.
Il periodo migliore: tutto l'anno.

Da sapere

  1. Cosa sapere su Pavia: le dritte per non perdersi il meglio
  2. Dove si trova Pavia: il territorio e la storia millenaria
  3. Come si vive a Pavia: clima, qualità della vita e quando andare
  4. Cosa vedere a Pavia
  5. Dove e cosa mangiare a Pavia
  6. Cosa vedere nei dintorni di Pavia
  7. Cosa fare la sera a Pavia

Cosa sapere su Pavia

Pavia è una città a misura d’uomo che svela un bellissimo centro storico ricco di arte e cultura: il maestoso Castello Visconteo, oggi sede dei Musei Civici, l’elegante piazza della Vittoria, cuore pulsante della città, l’imponente Duomo, dedicato a Santo Stefano Martire e Santa Maria Assunta, e il via vai di Strada Nuova, dove si susseguono negozi e locali animati dalla gentilezza dei pavesi, dagli studenti indaffarati e dai turisti incantati.

Ponte coperto a Pavia

Una storia prestigiosa e duratura, se consideriamo che anche oggi Pavia può a tutti gli effetti essere definita una specie di "città-campus" che ospita ben 25.000 studenti con la sua rete di collegi universitari, un campus residenziale di 15 collegi unico in Italia e con una partecipazione diretta ai più importanti progetti di ricerca internazionali, grazie anche agli oltre 300 accordi di scambio stipulati con Università di tutto il mondo.

Non a caso all’Università di Pavia hanno studiato intellettuali ed artisti di tutti i periodi storici. Da questo punto di vista la città è nota soprattutto per avere ospitato Albert Einstein in un periodo della sua vita (durante il quale tra l’altro pubblicò il suo primo articolo scientifico), ma è doveroso sottolineare come diverse personalità di in età e secoli lontanissimi l’uno dall’altro abbiano frequentato l’Ateneo: è proprio qui che il poeta Ugo Foscolo ha insegnato eloquenza nella prima decade del 1800, è qui che Alessandro Volta (uomo di scienza noto soprattutto per avere inventato la pila, il primo generatore elettrico e per avere scoperto il metano) ha avuto la sua prima cattedra in Fisica Sperimentale ed è qui che in tempi decisamente più recenti il cantautore Roberto Vecchioni ha tenuto un corso di lezioni a tema “Testi letterari in musica”.

Se si parla di musica italiana è infine impossibile non citare Massimo “Max” Pezzali, popstar più che celebre (è autore di alcuni dei più grossi successi della storia delle recente musica italiana) e pavese DOC. Pavia è stata per ben tre volte una capitale (del regno ostrogoto, di quello longobardo e infine del "Regnum Italicum" di Carlo Magno) ed ha contribuito attivamente alla fondazione del nostro paese, come attestato dalla medaglia d'oro come "benemerita del Risorgimento nazionale" con cui è stata decorata assieme ad altre 26 città italiane distintesi per azioni particolarmente patriottiche compiute durante il Risorgimento.

Dove si trova Pavia

Fondata dalle tribù preromaniche, Pavia deve il suo nome ai Longobardi (che la conquistano nel 572 dopo Cristo rinominandola Papia) ed ha il suo primo periodo di splendore durante il Medioevo, quando diventa sede di una delle più antiche università di tutta l'Europa con un ateneo la cui fondazione risalirebbe addirittura all'825 dopo Cristo.

Pavia

Il legame diretto di Pavia con la storia è sancito in maniera evidente dalla presenza di numerosi ed importantissimi monumenti. Per quello che riguarda l'architettura religiosa il monumento più importante della città è sicuramente la Basilica di San Michele Maggiore: costruita nel periodo longobardo, distrutta da un incendio e poi riedificata tra il 1117 ed il 1155 (anno in cui tra l'altro avrebbe ospitato l'incoronazione di Federico Barbarossa come imperatore del Sacro Romano Impero).

Allo stesso tempo diverse architetture civili testimoniano la lunga storia della città attraverso le diverse epoche storiche, a partire dal celebre Ponte Coperto che attraversa il Ticino (costruito attorno al 1350), passando per diversi importanti palazzi rinascimentali che ospitano le opere d'arte di esponenti di spicco del manierismo italiano quali Federico Zuccari e Cesare Nebbia.

Un splendore cittadino a cui fa da perfetto contraltare la presenza di diversi paesaggi naturali mozzafiato: Pavia è infatti all'interno della leggendaria "Via del Sale" che attraversa alcuni dei luoghi più suggestivi della Pianura, oltre a trovarsi a pochi passi da alcuni magnifici stabilimenti termali (Terme di Rivanazzano, Terme di Salice ecc). Ovviamente, al di là degli scenari, l'Oltrepò Pavese offre anche diversi cibi di assoluto prestigio: primo fra tutti ovviamente il riso, di cui Pavia è il principale produttore europeo (si va dal Carnaroli, una delle varietà più consumate in Italia, al Vialone nano, al Baldo, Roma, Sant'Andrea ecc).

Come si vive a Pavia

Tra le altre materie prime locali è poi impossibile non citare l'oca (animale amatissimo nella zona), ed i formaggi, utilizzati spesso e volentieri anche al termine del pasto (d'altronde come recita un noto adagio popolare: "La bocca l'è minga stracca se la sa nò de vacca", ovvero "La bocca non è sazia fino a che non sa di formaggio"). Materie che portano direttamente ai piatti tipici pavesi, tra cui si distinguono certamente il salame di Varzi, il risotto alle rane, l'oca con le verze. Pietanze deliziose da gustare al meglio accompagnandole con uno dei numerosi vini DOP dell'Oltrepò.

Pavia città

Capoluogo dell'omonima provincia, Pavia presenta le principali peculiarità metereologiche della Pianura Padana, con un clima continentale piuttosto tipico, caratterizzato da forti escursioni termiche col susseguirsi delle stagioni: si va da inverni piuttosto freddi (con temperature che toccano spesso gli 0 °C e neve anche all’interno della città) ad estati piuttosto calde, passando per primavere ed autunni particolarmente piovosi. Un clima che ha favorito lo sviluppo dell’agricoltura, specializzata nella crescita di viti, riso e cereali.

Insomma Pavia è una città sicuramente ricca di passato e tradizioni, ma è anche un posto in cui vivere al meglio il presente. È infatti una città ricchissima di offerte, animata da una numerosa popolazione di giovani studenti. È attenta tanto alla cultura quanto allo sport, come testimoniato da alcune interessanti manifestazioni tra cui il Torneo Internazionale Giovanile di Tennis Under 14, a cui prendono parte 32 ragazzi e 32 ragazze tra i migliori in Europa.

È infine una città facilmente raggiungibile, essendo perfettamente collegata sia a livello stradale che ferroviario: Pavia è infatti disposta lungo due uscite dell'Autostrada A7 ed è inserita nelle città coperte dal servizio di treni regionali Trenord.


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Recensioni Pavia

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Voto complessivo 3
Guida generale : A Pavia c'è una targa su un muro che ricorda dove visse Ugo Foscolo. Trecento metri prima un'altra lapide ricorda la casa di Ada Negri, a 5 minuti dalla piccola fabbrica che fu della famiglia Einstein ...e ancora si ricorda ... Leggi tutto Albert che in bicicletta andava sulle rive del Ticino. Più su abitava Alessandro Volta, inventore della pila, vicino alla casa di Cardano. E a 200 metri in una piazzetta ombrosa chiamata "della Rosa" , abitava Giosuè Carducci, proprio dietro il Colleggio Universitario Ghislieri dove lo studente veneziano Carlo Goldoni fu espulso dal collegio e costretto a lasciare precipitosamente la città sulle sponde del Ticino, per aver composto una satira oltraggiosa nei confronti di fanciulle pavesi. Scendendo verso il fiume trovi la basilica di San Michele dove venivano incoronati i Re del Regno Italico e dove fu incoronato Federico Barbarossa fra i te deum dei cori e i bassorilievi di sirene e grifoni, draghi e arabeschi che ornano la facciata da mille anni esatti. Appena fuori le mura appare la chiesetta costruita in una notte da Carlo Magno a Santa Sofia, l'antico porto di Pavia, per battezzare la figlia Adelaide che nacque durante i tre anni in cui il futuro Imperatore del Sacro Romano Impero tenne in assedio la città, dopo aver ripudiato la figlia dell'ultimo sovrano longobardo, Re Desiderio, che la notte, spaventato, si recava in San Michele a pregare….. e verso nord, ad un soffio fuori dalle mura esterne, la cascina Repentita dove il re francese Francesco I, sconfitto nel 1525, rinchiuso prigioniero chiese del cibo e la contadina mise insieme brodo uova e formaggio inventando la famosa zuppa pavese, e lui ne fu talmente entusiasta che portò la ricetta a corte diffondendola nel mondo come "Soupe a la pavoise". Nel centro fisico di Papiae ecco il Duomo, la terza cupola più grande d'Italia dopo Roma e Firenze, con i resti di San Siro, patrono di Pavia, che la leggenda vuole essere quel fanciullo che seguiva Gesù assieme ai seguaci e fornì i pani e i pesci per il famoso miracolo, costruita sui resti della Basilica di Santo Stefano, tanto prediletta da Federico Barbarossa che egli stesso e la consorte contribuirono ad abbellirla e dove per molti secoli si trovò un misterioso tumulo funerario che molti credettero essere la sua tomba. Anzi qualcuno sostiene che proprio in Santo Stefano e non in San Michele Maggiore, venne incoronato per sua volontà. Pavia è la città di San Severino Boezio, filosofo fondamentale per la forma del pensiero cristiano, seviziato e ucciso ingiustamente da Teodorico, re degli Ostrogoti che aveva eletto Pavia una delle capitali del suo regno italico facendo costruire un Palazzo Reale dove oggi si trova il Monastero della Mostiola. I resti di San Severino Boezio riposano nella Cripta della Basilica di San Pietro in Ciel d'oro davanti al pozzo la cui acqua era considerata miracolosa e bevuta ritualmente dai Re. Alcuni studi vorrebbero che Re Teodorico sia stato srpolto a Pavia e ptoprio in San Michele tumulato. San Pietro in Ciel d'Oro, chiesa a nord della Capitale, costruita su un antico cimitero romano all'interno della quale oltre a Boezio sono sepolti Sant'Agostino, una dei punti di riferimento fondamentali della religione cristiana, Re Liutprando e dove in passato transitarono anche le salme di alcune figure di rilievo del casato dei Visconti compreso Galeazzo II Visconti che costruì nel 1360 lo splendido Castello Visconteo dove Il 17 gennaio 1491, nella cappella ducale del castello, Ludovico il Moro sposò Beatrice d'Este. San Pietro in Ciel d'oro è citata nel Paradiso di Dante, i cui versi sono scolpiti in una lapide all'ingresso. Anche il Petrarca, innamorato della città, la cita in una bellissima lettera all'amico Boccaccio che invita a vistare questa "splendida città costruita su un altipiano dall'aria salubre". E se ciò non bastasse il Boccaccio stesso vi ambientò l'ultima novella del Decameron, capolavoro della Letteratura italiana e mondiale. Boccaccio ambienta in un bellissimo scenario della parte terza della novella nona della giornata decima del suo Decamerone, la novella, insomma, di messer Torello da Pavia. Pavia è citata nel "Decameron" anche nella seconda novella della terza giornata ("Agilulf re de' longobardi, sì come i suoi predecessori avevan fatto, in Pavia città di Lombardia fermò il solio del suo regno, avendo presa per moglie Teudelinga... E senza dimenticare la scuola di studi voluta da Carlo Magno presso l'attiguo monastero, firse la più prestigiosa scuola d'Europa, embrione di una delle Università più antiche del mondo, dove a dirigere fu chiamato il monaco irlandese Dungall (Dungallo) e dove si formò il monaco Paolo Diacono, che divenne storico e poeta dei Longobardi, scrivendone la storia; anche Carlo Magno si avvarrà dello storico. Papi e imperatori concessero donazioni e privilegi che tra l'VIII e il XIV secolo ne fecero uno dei più potenti e significativi centri culturali e religiosi del Medioevo europeo. Vi furono ospitati importanti personaggi come San Maiolo e l'imperatore Enrico Il. Non c'è più il Palazxo Reale costruito da Teodorico dove vissero Alboino e Teodolinda, trasferitisi poi a Verona e Monza per paura delle tresche di Palazzo, Rotari e Liutprando e tutti i Re longobardi a seguire.... e quel Ariperto II che rubò tutto il tesoro di palazzo e affogò in Ticino con il peso di tutto l'oro, e nemmeno l’originale della statua equestre detta Regisole in faccia alla cattedrale, forse anticamente meccanica come usava a Bisanzio, svanite le tracce anche dell'anfiteatro e delle terme frequentate da Teodote, splendida fanciulla romana di cui Re Cuniperto si invaghì e dopo averle usato violenza con inganno la fece rinchiudere in monastero, detto della Pusterla di cui oggi esiste ancora la via, dove i resti di Teodote, diventata Badessa, riposarono a lungo e i cui Plutei, lastre di marmo capolavoro di scultura dell'epoca, sono visibili nel Museo del Castello Visconteo. Possiamo supporre il luogo dove venne emanato l'Editto di Rotari promulgato alla mezzanotte fra il 22 novembre e il 23 novembre del 643 e che cambiò la storia del diritto medioevale...e poi ancora la casa di Spallanzani...la cripta di Sant'Eusebio, basilica ariana dei Longobardi proprio sotto le tre enigmatiche torri medioevali, parallelepipedi altissimi fino a 50 metri, dall'utilizzo non ancora chiaro, simboli della città,...e poi ancora il naviglio progettato da Leonardo che visse in città diverso tempo all'Osteria del Saracino in compagnia del suo allievo e forse amante prediletto, Giagiacomo Caprotti detto il Salai, che alcuni studiosi vogliono sia in realtà il viso prestato alla Gioconda. Leonardo studiò la costruzione del Duomo dalla forma circolare come ritroviamo nei suoi noti disegni che ricopiano la chiesa Santa Maria delle Pertiche, dove i Longobardi avevano un cimitero e ponevano una colomba su ogni palo in ricordo dei guerrieri morti in battaglia. E a proposito di Regisole... Leonardo passò molto tempo a disegnare diverse versioni del cavallo del Regisole per progettare quello promesso a Ludovico il Moro e quindi non ispirandosi come dice la storia al Marco Aurelio, ma alla statua pavese difronte al Duomo..."che come più di ogni altra statua di cavallo, sembra dotata di movimento". E poi c'è un'altra targa antichissima che ricorda l'entrata in Pavia, dopo tre anni di assedio, del re longobardo Alboino, che cadde da cavallo nel 572 dc proprio in quel punto, a metà circa dell'attuale Corso Garibaldi. Inferocito dai tre anni di assedio e dalla caduta promise razzie immani. Qualcuno gli suggerì che il cavallo si fosse accasciato per la sua promessa di radere al suolo la città e lo invitò a ritirare il suo verdetto per scongiurare il maleficio e ciò fatto il suo cavallo di colpo si rialzò e un panettiere pavese donò lui un dolce a forma di colomba, ed essendo Pasqua, la colomba divenne il dolce simbolo di pace e della Pasqua in tutto il mondo. Una seconda versione della leggenda vuole che invece il dolce fosse un pane ricco di uvetta, cioè il Panettone, e quindi che proprio li fosse nato il dolce che sta facendo impazzire gli americani in questi anni. E che dire di Francesco Petrarca di casa vicino alla piazza che oggi porta il suo nome e dove anticamente svettava una torre che fu la prigione di Severino Boezio? Il grande letterato visse in vari momenti in quella città che ormai si chiamava Papiae, nel periodo dal 1353 al 1361, allorché scrisse in venti epistole, contenute nel Regesto, tutto il suo amore per Pavia facendola conoscere a tutto il mondo allora conosciuto, amore che dichiarò anche all'amico Giovanni Boccaccio in una famosa e splendida lettera. Il Petrarca a Pavia perse il nipotino di due anni, sepolto in una chiesa in centro vicino alla tomba di San Zeno. Della chiesa di San Zeno restano alcuni ruderi in piazza Guicciardi. Pavia fu il centro del potere amministrativo e fino al 1200 e per tutto il periodo del Sacro Impero, una delle tre città più importanti d'Europa, la città dove venivano incoronati re e imperatori, tanto che in Vaticano un documento ricordava: "Come Roma incorona l’imperatore con il suo papa nella chiesa di San Pietro, così Pavia con il suo vescovo incorona il re nella chiesa di San Michele maggiore, dove di trova una pietra rotonda con quattro altre pietre rotonde". Pavia la Gotica, ove i Goti si rifugiarono incalzati dalle truppe fi Bisanzio. Pavia della "La Piccola Roma" per la bellezza che lentamente aveva preso corpo con i Romani che l'avevano difesa con pozsenti mura e in cui costruirono edifici, fognature , il Foro, le terme e una meravigliosa porta, quella poi palatina, ad est, ricca di statue per ricordare Augusto che vi albergò per due mesi. Pavia fu capitale dei Goti, prima ancora dei Longobardi. Pavia razziata da Odoacre, dagli Unni, Eruli, Vandali, Napoleone. Pavia da sola contro Milano, Piacenza, Tortona e Alessandria. ...E alla fine ti accorgi che Pavia non è la classica città di provincia, forse nemmeno di provincia, ma un'antica capitale, una metropoli mancata, un concentrato sconosciuto di storia, di quella che ha cambiato le cose, gli uomini, i tempi. Una città con 25 mila studenti universitari su nemmeno 100mila abitanti dove hanno studiato o insegnato nomi illustri di oggi e di ieri come il Nobel Rubbia, Pannella, Vecchioni, Foscolo, Carducci, Volta, Forlanini, Golgi, Galvani, Beppe Severgnini, Samantha Cristoforetti, il Nobel Giulio Natta e molti altri... Nobel e inventori, scienziati e letterati, artisti e poeti che forse passavano frettolosi davanti all'ingresso dell'Università in Strada Nuova, dove di fronte si trova l'antica pasticceria Vigoni che inventò la Torta Paradiso e Torta Margherita. Bella da morire, misteriosa e antica, una nobile dama che ritrosa, non si lascia scoprire, ma si da poco alla volta fra quei vicoli nebbiosi che sanno di legno bruciato nei camini e antiche pietre in cotto rosso come le sue cento torri altissime da far vergognare Bologna. Pavia discretamente aristocratica, inspiegabilmente dimenticata, colta e dotta, romantica e dalla storia ingiustamente ignorata anche e soprattutto dai suoi abitanti, che ha regalato pagine di storia immortali, che ha visto gli uomini che hanno cambiato la storia, con il suo dialetto ricco di suoni francesi e tedeschi, quasi un milanese con i primi soffi di emiliano. La sua storia è quella di una grande città concentrata in strette mura e un borgo aldilà di quel amato fiume che i pavesi di Burgh-à-Bass, quasi una città nella città in riva al Ticino, chiamano "Canàl", quasi fosse fatto da loro, tanto è pavese il Ticino. Tanto bella che basta un po' di pioggia per diventare così magica che se ti capita di fare due foto a caso fra i vicoli dal lucido selciato di sassi, lei ti regala immagini irripetibili, lei che fu prima una delle capitali del Regno Ostrogoto con Teodorico e poi per 200 anni la capitale del Regno Longobardo e quindi di quasi tutta la penisola e poi ancora per secoli la città dove venivano incoronati i Re italici e imperatori con una cerimonia ricca di rituali antichi ed esoterici e riti quasi magici che si fondono con arcaici simbolismi con cui fu costruita San Michele, un posto mistico e quasi mitologico stracolmo di magia, mistero e phatos alto medioevale. Anzi San Michele è il simbolo del Medioevo: quando si smise di incoronare i Re, verso la fine del 1100, iniziano i bagliori dell'era dei Comuni, progenitrice del Rinascimento, da cui Pavia rimase esclusa, soggiogata da Milano, brinata nel suo essere futura metropoli europea e questo spiega un centro storico così enorme rispetto alla città ridotta che poi è rimasta. Pavia è un'antica bomboniera in cui trovi tutto quello che ti puoi immaginare in una fiaba medioevale: i draghi, i grifoni, i diavoli e le sirene di San Michele, i fantasmi dei santi condannati a morte, i re e imperatori, le nebbie, i barbari, le leggende, le regine coraggiose, le epiche battaglie di Re e Imperatori, i lunghi assedi, antichi monasteri e angeli impressi nei muri, pozzi di acque miracolose, alberi magici che guariscono bimbi e antichissime chiese per battezzare solo fanciulle le altissime torri squadrate e gli intrallazzi di Palazzo, i vescovi che diventavano tutti Santi, le cripte antiche, i monasteri di Badesse stuprate e leggende di fiume. Pavia è il fascino dell'Europa che inizia dove ormai il Mediterraneo è solo un ricordo,.....e se ci passi una sera d'inverno, con la nebbia, fra i suoi antichi vicoli e i cento monasteri medioevali, fra le sue altissime enigmatiche torri o la penombra di chiese millenarie, scopri che è una delle città più fiabesche e misteriose d'Italia, e non te la dimentichi più, proprio come una bellissima donna... Fabio Greggio per Pavia Fanpage
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Livello 100    
Voto complessivo 6
Guida generale : Pavia è una città ricca di monumenti quale ricordo del suo importante passato. Numerose sono le chiese e le basiliche, come San Michele Maggiore, celebrato come uno dei più begli esempi di romanico lombardo (particolarissima la facciata, realizzata in fragile pietra ... Leggi tutto arenaria e scandita da un finto loggiato nella parte alta) o come il Duomo, completato solamente sul finire dell’800 secondo l’originario progetto cinquecentesco. A croce greca, la sua cupola ottagonale è la terza più grande d’Italia (la prima è San Pietro in Vaticano e la seconda quella di Santa Maria del Fiore a Firenze) e conserva le spoglie mortali di San Siro, patrono e primo vescovo della città. Altro importantissimo luogo di culto della città è San Pietro in Ciel d’Oro, che esternamente è molto simile a San Michele Maggiore (qui la facciata è in maiolica). Al suo interno si conserva la tomba del re longobardo Liutprando e le reliquie di sant’Agostino. Il castello Visconteo, costruito nel 1350 circa da Gian Galeazzo Visconti, ospita al suo interno le raccolte civiche, mentre il suo immenso parco giungeva anticamente fino alla Certosa di Pavia.
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sofia
Voto complessivo 7
Guida generale : bellissima città storica con parecchi monumenti del periodo romanico. Università prestigiosa che risale ai primi del 300 con bellissime aule storiche da visitare. La caratterizzano anche collegi universitari prestigiosi come l'almo collegio borromeo e il collegio ghislieri.Proprio per la sua vocazione ... Leggi tutto universitaria e per il sistema di collegi universitari viene assimilata a Cambridge anche per la tradizionale sfida nella disciplina del canottaggio. Il fiume Ticino che la attraversa rende particolarmente suggestivo il panorama e l'ambientazione storica . Ottima pasticceria antica con la torta vigoni . Il dolce colomba pasquale nasce qui nel periodo longobardo di re alboino
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Claudio
Voto complessivo 8
Guida generale : Città stupenda, sono nato e ho vissuto lì per 30 anni e, vi assicuro, non mi sono annoiato. E' piena di giovani e ci sono monumenti e posti bellissimi sia in città che nei dintorni. Cito: il quartiere di Porta ... Leggi tutto Calcinara, con vestigia Romane e Longobarde; la basilica di San Michele Maggiore con la facciata in arenaria e il prospiciente l'ex palazzo della prefettura austriaca; le chiese di San Teodoro, San Lanfranco, San Salvatore e S.Maria del Carmine, tutte con le proprie particolarità storiche, architettoniche e artistiche. Poi il dedalo di piccole vie del centro storico, tutte rigorosamente allineate secondo lo schema dei campi militari romani, sulle quali si affacciano importanti palazzi per lo più seicenteschi e settecenteschi, con i loro cortili nascosti dai cancelli, ma pieni di verde...e poi un sacco di altre cose, anche strane. Certo, per me che sono di lì è più facile.... Comunque consiglio una 3 giorni: Pavia, Certosa, Vigevano...e, se ne avete un paio di più, anche l'Oltrepò Pavese, che in alcune zone impressiona per l'occupazione totale delle colline da parte delle vigne. Da vedere il lugubre castello di Oramala, la romana Clastidium (Casteggio), Salice Terme.... e via così!!!
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Livello 17    
Voto complessivo 8
Guida generale : La città è posta in una zona di grande interesse sia dal punto di vista storico che paesaggistico. L'importanza del passato si assapora ancora oggi nelle sue chiese monumentali, nel castello, negli edifici che ne costituiscono il cuore. La sua ... Leggi tutto provincia è ricca di diversi paesaggi, dalla pianura alle colline dell'Oltrepò e attorniata da paesi che ancora oggi racchiudono il fascino del passato. La sua vicinanza poi con la città di Milano la rende particolarmente bella poichè, pur rimanendo un luogo tranquillo e sicuro, dà la possibilità di raggiungere ed avere quindi in poco tempo tutto ciò che e racchiuso in una metropoli come Milano.
Da non perdere Basilica di San Teodoro , Certosa
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Livello 11    
Voto complessivo 9
Guida generale : Pavia città storica che ha conservato tutt’oggi l’impianto urbanistico dell’antica Roma. E' piccola quanto basta per essere facilmente percorsa a piedi. I monumenti più importanti, le belle e numerose chiese tra cui il Duomo, il Castello Visconteo e la prestigiosa ... Leggi tutto Università si trovano nel centro storico cittadino che è situato sulla riva sinistra del Ticino, mentre sulla riva destra è Borgo Ticino, quartiere che era originariamente fuori dalle mura periferiche della città. Il centro storico e Borgo Ticino sono collegati dal Ponte Coperto. Per chi visita Pavia sarebbe un vero peccato non dedicare una mezza giornata alla visita della bella abbazia intitolata all’ordine dei Certosini. La Certosa di Pavia è un magnifico complesso di edifici e giardini, comprendente il monastero, con la chiesa e i chiostri, dei frati certosini. È situato a circa 8 km a nord di Pavia. La sua costruzione fu voluta da Gian Galeazzo Visconti.
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angelo.cmp@tiscali.it
Voto complessivo 6
Guida generale : Per chi arriva da lontano: visita alle basiliche di San Pietro in Ciel d'Oro, San Michele, il Castello Visconteo e le sue Mostre importanti ed interessanti, Piazza della Vittoria, il Duomo con il suo cupolone, un drink al Broletto o ... Leggi tutto in uno dei tanti simpatici Bar nella grande piazza. Poi passeggiata in Strada Nuova fino giù al fiume Ticino per una bella foto ricordo con lo sfondo del nostro grande ponte coperto. Per il pranzo ci sono simpatici ristornanti di quà e di là dal fiume. Infine non lasciare la terra pavese senza passare a visitare la meravigliosa CERTOSA... e grazie della vostra visita!
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Livello 99    
Voto complessivo 7
Guida generale : Pavia è una cittadina universitaria con tante chiese da scoprire: il Duomo, San Michele, San Pietro in Ciel d'Oro, Santa Maria del Carmine, San Teodoro... Da guardare il Ponte Coperto e da visitare il Castello Visconteo. Entrate nei cortili dell'università e ammirate ... Leggi tutto i chiostri e se riuscite entrate nel museo di storia dell'università e nelle aule storiche. Passeggiando nelle vie del centro è impossibile non imbattersi in un bel palazzo o una vecchia chiesa: perdetevi...
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Livello 99    
Voto complessivo 9
Guida generale : Pavia è una città universitaria. L'intrattenimento è quindi maggiormente concentrato il mercoledì sera: serata universitaria. Non manca anche di riferimenti culturali e monumenti: partendo dall'Università, il Duomo, il castello visconteo, le chiese e le torri (era la città dalle cento ... Leggi tutto torri!). A pochi chilometri di distanza si può visitare anche la Certosa di Pavia. Consiglio quindi di visitarla e perdersi tra i suoi vicoli (certa che troverete qualche curiosità nascosta e qualche magnifico palazzo!)
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Livello 25    
Voto complessivo 7
Guida generale : Pavia non offre molti alberghi, e quelli che ci sono forse sono troppo cari, ma per chi abita vicino o viene a visitare milano, diciamo che è una cittadina con un piccolo centro storico, tutto da vedere, il duomo, il ... Leggi tutto ponte vecchio, il castello e le chiese, di periodi diversi, la fanno da padroni... ci sono viette da fare con il naso in su,per i balconi e i dipinti sulle facciate dei palazzi. beh io che ci vivo, consiglio ad un turista un giretto per Pavia, è molto carina, anche se dovrebbe puntare un po' di più sul turismo.
Da non perdere castello , Duomo
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