Il Ponte Coperto di Pavia, il simbolo della città sul Ticino
Meravigliosamente panoramico e straordinariamente utile, collega le due sponde del fiume Ticino, mettendo in comunicazione centro città e periferia. Ed è bellissimo!
Ponte Coperto stock.adobe.com
È il simbolo della città di Pavia, e persino il motore di ricerca internazionale di voli Skyscanner lo ha inserito tra i 30 ponti più belli d’Italia. Il Ponte Coperto di Pavia (anche noto come Ponte Vecchio), che si incontra percorrendo Corso Strada Nuova, una delle vie principali del centro di Pavia, è un ponte storico che ha alle spalle una storia lunghissima (e tante leggende e curiosità).
Passeggiando lungo il ponte di Pavia
Camminare lungo il Ponte Coperto di Pavia è come camminare attraverso le tante fasi storiche che la città ha vissuto, dal momento che la struttura che vedi oggi è frutto di una serie di lavori su un modello originale che doveva essere addirittura di epoca Romana. I lavori più massicci furono necessari al termine della Seconda guerra mondiale, dato che il ponte venne distrutto dai bombardamenti; il progetto si ispirò nelle forme all'antico ponte del Trecento, a sua volta sorto sui ruderi del ponte Romano.
Cinque arcate, circa 200 metri di lunghezza e un panorama che in città non teme confronti: vedrai le acque del fiume Ticino scorrere sotto i tuoi piedi, le caratteristiche casette a colori del quartiere di Borgo Ticino su un lato e la statua della lavandaia ad una delle estremità del ponte che celebra le lavandaie, figure importanti del passato a Pavia.
Ci sono alcuni punti particolari del ponte dove ti consigliamo di fare una sosta un po’ più lunga, perché sono angoli curiosi a cui sono legate storie molto particolari. Fermati un attimo al centro del ponte, e noterai il segno del passaggio di una persona decisamente… importante: la città di Pavia ospitò per un anno lo scienziato Albert Einstein, e nel 2005 proprio sul Ponte Coperto è stata posta una targa dedicata al 50° anniversario della sua morte che reca la scritta “Ho spesso pensato a quel bel ponte di Pavia”, frase tratta da una lettera del 1947 di Albert ad un’amica italiana in cui le raccontava del tempo passato a Pavia all’età di 15 anni insieme alla sua famiglia.
La leggenda del Ponte Coperto di Pavia
Quasi tutti i ponti storici italiani hanno alle spalle una leggenda che li contraddistingue, e il Ponte Coperto di Pavia non poteva certamente fare eccezione. Quella tramandata da tutti i pavesi di generazione in generazione narra di come la costruzione del ponte nel Trecento fosse stata voluta addirittura dal diavolo in persona che, travestito da passante, lo avrebbe realizzato in cambio dell’anima del primo uomo che lo avesse attraversato. Provvidenziale fu l’intervento dell’Arcangelo Michele che, riconosciuto il demonio e l’imbroglio che stava architettando, accettò la sua richiesta. Peccato che, alla fine della costruzione del ponte, fece passare per primo non un uomo ma… un caprone!
Ad accrescere il fascino di questa leggenda è la presenza della nebbia nella notte in cui il diavolo si occupò della costruzione del ponte; nebbia che ancora oggi avvolge spesso il Ponte Coperto di Pavia, dandogli un aspetto magico e misterioso al tempo stesso.
Il Ponte Coperto di Pavia oggi tra lucchetti ed eventi
Pavia ha un legame molto forte con il suo fiume, e non è dunque un caso che il Ponte Coperto sia spesso teatro di eventi e manifestazioni locali. oltre ad essere un luogo molto frequentato (e ‘passeggiato’), il Ponte Coperto di Pavia è spesso scelto come location d’eccezione per il Palio del Ticino, evento attesissimo che si tiene nel mese di giugno e durante il quale si svolgono rievocazioni storiche, sfilate in costume e antichi giochi come la gara di tiro con l’arco e la gara dei barcè (le tipiche imbarcazioni del Ticino).
Sui numerosi “balconcini” del Ponte Coperto, inoltre, ci sono molti lucchetti che simboleggiano le storie d’amore degli innamorati. Una chicca romantica per un ponte storico!

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