Pochi la conoscono, ma in questa città di 30mila abitanti è nato il personaggio simbolo del Rinascimento
Una città poco nota custodisce le origini di uno dei volti più influenti del Rinascimento: storia, potere e arte si intrecciano tra le sue strade.
Xàtiva è una di quelle città che sembrano vivere all’ombra dei grandi nomi del Rinascimento, e invece custodiscono tasselli fondamentali della storia europea. Basta arrivare in treno da Valencia e alzare lo sguardo verso il profilo della Sierra del Castell per capire che qui il paesaggio ha sempre avuto un ruolo strategico. Il grande castello che domina la valle, le chiese e i palazzi del centro storico, i rimandi continui alla figura di Alessandro VI raccontano una città piccola nelle dimensioni ma sorprendentemente densa di episodi storici. Oggi Xàtiva è una meta perfetta per una gita culturale in giornata o per un weekend lento, tra musei, vicoli medievali e panoramichesi aprono sulla pianura valenciana. Un luogo ideale per chi ama legare il viaggio al racconto del territorio, seguendo le tracce dei Borgia e del Rinascimento spagnolo.
Xàtiva e i Borgia: una città medievale nel cuore della Comunità Valenciana

Per capire Xàtiva bisogna partire dalla sua posizione: un nodo naturale tra l’interno della Penisola Iberica e la costa mediterranea, nella provincia di Valencia. Qui le stratificazioni sono evidenti, dall’epoca iberica e romana al lungo periodo islamico, fino alla riconquista cristiana del XIII secolo, che ha dato al centro storico il volto che vediamo oggi. In questo contesto di prosperità, legata anche alla storica produzione della carta, nasce la famiglia Borja, che in Italia conosciamo come Borgia. Passeggiando tra le vie medievali si ritrovano i riferimenti al loro membro più celebre, Rodrigo de Borja,futuropapa Alessandro VI, nato a Xàtiva nel 1431. La Collegiata di Santa Maria, la “Seu”, e la casa natale attribuita al pontefice sono tappe naturali di un itinerario che intreccia la storia locale con le grandi vicende politiche del Quattrocento europeo.
Il castello di Xàtiva, panorami e storia militare sulla Sierra del Castell

L’immagine che più resta impressa di Xàtiva è quella del suo castello allungato sul crinale della Sierra del Castell. Si tratta di una delle fortezze più spettacolari della Comunità Valenciana, frutto di secoli di trasformazioni che hanno coinvolto Fenici, Romani, Visigoti, Arabi e, più tardi, la Corona d’Aragona. Il complesso è formato dal Castillo Mayor e dal Castillo Menor, collegati da una lunga cinta muraria che segue il profilo della montagna. La visita è un percorso continuo tra torri, bastioni, cortili e antiche cisterne, con affacci che aprono la vista sulla pianura valenciana e, nelle giornate limpide, verso l’entroterra e il Mediterraneo. Dalcentrostorico si sale a piedi o con un breve trasferimento in auto o taxi: in ogni caso è consigliabile ritagliarsi almeno mezza giornata, scarpe comode e acqua al seguito, per apprezzare con calma questo raro esempio di architettura difensiva medievale.
Il ritratto capovolto di Filippo V e il racconto della distruzione del 1707

Se il castello racconta la lunga storia militare della città, il Museo dell’Almodí restituisce uno degli episodi più drammatici di Xàtiva. Nel 1707, durante la Guerra di successione spagnola, la città scelse di sostenere l’arciduca Carlo d’Austria contro i Borbone. La reazione di Filippo V fu esemplare: Xàtiva venne incendiata, in parte rasa al suolo e addirittura ribattezzata San Felipe nel tentativo di cancellarne l’identità. Per comprendere come questo trauma collettivo sia rimasto vivo nei secoli basta osservare il celebre ritratto di Filippo V esposto al museo, appeso a testa in giù come simbolico atto di protesta. È uno dei dipinti più fotografati della città, ma vale lapenafermarsi anche davanti alle collezioni archeologiche, artistiche e documentarie che raccontano Xàtiva dall’età romana all’epoca contemporanea, aiutando il visitatore a collegare le singole tappe dell’itinerario urbano.
Centro storico, tradizioni e consigli pratici per organizzare la visita

Oltre al castello e ai musei, Xàtiva conquista per l’atmosfera del suo centro storico. Tra la Plaza de la Seu, l’antico ospedale reale, il convento di Sant Domènec e i palazzi rinascimentali si alternano scorci medievali, facciate nobiliari e piccole piazze dove fermarsi per un caffè o una tapa. Il legame con Alessandro VI e la famiglia Borgia emerge in targhe, percorsi tematici e iniziative culturali che riportano l’attenzione sul ruolo della città nel Rinascimento europeo. Dal punto di vista pratico, Xàtiva è facilmente raggiungibile in treno da Valencia in meno di un’ora, il che la rende ideale per unagitain giornata. Chi ha più tempo può fermarsi una notte per godersi con calma il centro al tramonto e assaggiare la cucina locale, tra riso, piatti di carne dell’entroterra e dolci della tradizione valenciana. Un modo semplice per collegare storia, paesaggio e gastronomia all’interno di un’unica esperienza di viaggio.
