Quel ramo (sconosciuto) del lago di Como: è il piccolo borgo del Castello dove storia e natura disegnano paesaggi da sogno
Sul versante meno conosciuto del territorio lariano, un piccolo borgo sorprende tra castelli medievali, sentieri sull’acqua e panorami legati alla memoria manzoniana.
Tra il ramo orientale del Lago di Como e il corso dell’Adda, Calolziocorte è uno di quei luoghi che spesso si attraversano in auto senza fermarsi, salvo poi scoprire che nascondono pezzi importanti di paesaggio e di storia. Siamo nel cuore della Valle San Martino, a sud di Lecco, dove il lago di Garlate prolunga idealmente il Lario e lo accompagna verso i primi tratti fluviali dell’Adda. Qui acqua, pendii e nuclei di pietra formano un mosaico sorprendente, lontano dalle folle di Bellagio o Varenna ma profondamente legato all’immaginario manzoniano. In poche decine di minuti si passa dalle rive lacustri alla quietedi Rossino,con il suo castello medievale affacciato sulla valle. È un territorio da esplorare con calma, magari in bicicletta lungo la ciclopedonale dei laghi, seguendo le tracce dei Promessi Sposi e lasciandosi guidare dai continui cambi di prospettiva sul Lecchese.
Calolziocorte, porta tranquilla tra Lecco, lago di Garlate e Adda

A sud di Lecco, dove il ramo orientale del Lago di Como sfuma nel lago di Garlate e poi nel fiume Adda, Calolziocorte si ritaglia un ruolo tutto suo. Non è il classico borgo da cartolina del Lario, ma un comune disteso tra acqua e pendii che racconta cosa succede al paesaggio lariano quando il lago lascia spazio al fiume.
La posizione, nel cuore della Valle San Martino, è strategica: da un lato si guarda verso Lecco e le sue montagne, dall’altro l’Adda accompagna lo sguardo verso sud, in direzione della pianura. La ciclopedonale dei laghi di Garlate e Olginate cuce insieme Calolziocorte, Vercurago, Garlate, Pescate e Olginate con un anello di circa 18-20 chilometri, segnalato dal Parco Adda Nord e da Lecco Tourism. È un percorso dove il paesaggio mantiene un carattere quotidiano: acqua, ponti, vecchi insediamenti industriali e scorci verdi convivono, restituendo un volto meno patinato ma molto autentico del “ramo sconosciuto” del Lago di Como.
Rossino e il Castello di Rossino, il cuore medievale di Calolziocorte
Per trovare il volto più antico di Calolziocorte bisogna alzare lo sguardo verso le pendici sopra il fondovalle e salire a Rossino. Qui, tra vicoli di pietra, portici e case addossate, emerge il Castello di Rossino, indicato anche come Castelrossino. La fortezza sorge alla destra del torrente Buliga, su un colle terrazzato, accanto alla chiesa di San Lorenzo Vecchio, e domina dall’alto l’asse formato da Adda, lago di Garlate e fondovalle.
Il Castello di Rossino appartiene al territorio di Calolziocorte e non va confuso con il più celebre Castello dell’Innominato, che si trova invece a Vercurago. Le visite guidate lo hanno presentato come una delle dimore medievali più interessanti del Lecchese, non solo per i panorami ma per la possibilità di leggere, negli edifici e nelle cortine murarie, la formazione di un piccolo nucleo fortificato di controllo sul traffico tra Lecchese, Brianza e vallate alpine. Il legame con l’immaginario manzoniano esiste, ma non esaurisce il valore storico e architettonico del borgo di Rossino.
Il Castello dell’Innominato e i panorami manzoniani tra Somasca e Lecco

Poco distante da Calolziocorte, ma in territorio di Vercurago, il promontorio di Somasca custodisce i resti del Castello dell’Innominato, tradizionalmente identificato con la dimora del personaggio dei Promessi Sposi. La rocca si trova circa 180 metri sopra il lago, come ricorda il portale In-Lombardia, e offre un panorama che abbraccia Lecco, il lago di Garlate, i colli circostanti e il tratto iniziale dell’Adda.
Lecco Tourism inserisce il Castello dell’Innominato all’interno dell’Itinerario Manzoniano, indicando un accesso a piedi di circa mezz’ora dal Santuario di San Girolamo, lungo il viale delle cappelle e poi un sentiero che sale alla radura della fortezza. Oggi restano parti delle mura perimetrali, una torre e tracce delle strutture difensive, ma è soprattutto l’insieme di lago, fiume, paesi e montagne a chiarire perché la tradizione abbia scelto questo luogo. Dal belvedere si distinguono Calolziocorte, la Valle San Martino, il ramo orientale del Lago di Como e il sistema di bacini che accompagna il Lario verso sud, trasformando laletteraturain una vera mappa geografica.
Tra ciclopedonale dei laghi, sentieri e consigli per visitare Calolziocorte
Organizzare un viaggio a Calolziocorte significa combinare acqua e montagna nello spazio di una giornata. La base perfetta può essere il fondovalle, vicino al lago di Garlate e all’Adda, da cui imboccare la ciclopedonale dei laghi di Garlate e Olginate: un anello di circa 18-20 chilometri, pianeggiante e adatto anche alle famiglie, che permette di toccare Calolziocorte, Vercurago e i principali affacci d’acqua, tra ponti storici e paesaggi manzoniani.
Chi ama il trekking può salire verso Rossino e proseguire lungo i sentieri che collegano il territorio alla rocca dell’Innominato e ai prati di San Girolamo, seguendo tratti del Sentiero Rotary e gli itinerari del Parco Adda Nord. La primavera e l’autunno sono le stagioni migliori, con temperature miti e colori che esaltano i contrasti tra acqua, boschi e nuclei in pietra. Non aspettatevi il lungolago monumentale delle località più celebri del Lago di Como: qui l’esperienza è più raccolta e autentica, ideale per chi cerca un “ramo laterale” del Lario fatto di cammini lenti, storia medievale e panorami sospesi tra lago e fiume.
