Questo è decisamente uno dei borghi fortificati più belli di tutta la Toscana! Risale a più di 700 anni fa
Rimasto perfettamente intatto allo scorrere inesorabile del tempo, rivela in ogni angolo la sua bellezza indiscussa, la stessa che nel 1304 pare abbia stregato anche il sommo poeta Dante Alighieri
Adagiato tra le morbide colline della Toscana, sorge un luogo da fiaba in cui è possibile rivivere le atmosfere misteriose e suggestive del Medioevo. Stiamo parlando del Castello di Gargonza, uno dei borghi fortificati più incantevoli della regione, che invita a fare un tuffo nel passato e immergersi completamente nella storia e nel suo intramontabile fascino. Questo piccolo villaggio agricolo sorge nei pressi di Monte San Savino, dominando fiero lo splendido scenario naturale della Val di Chiana. Rimasto perfettamente intatto allo scorrere inesorabile del tempo, rivela in ogni angolo la sua bellezza indiscussa, la stessa che nel 1304 pare abbia stregato anche il sommo poeta Dante Alighieri. Mettetevi comodi e seguiteci in questo viaggio indietro nel tempo alla scoperta di uno dei borghi medievali più belli e meglio conservati d’Italia.
La storia del Castello di Gargonza: uno sguardo sul passato

Le fonti più accreditate fanno risalire le origini del Castello di Gargonza intorno al 1150, quando fu edificato come baluardo difensivo tra le città di Arezzo e Siena. Appartenente inizialmente agli Ubertini, fu successivamente occupato dagli Aretini e rivenduto poi ai Senesi, per passare poi definitivamente sotto il dominio dei Fiorentini nel 1307. Fu proprio in quegli anni che Dante, bandito da Firenze, trovò rifugio proprio nel villaggio, partecipando al convegno tra Guelfi Bianchi e Ghibellini che provarono a combattere insieme i Guelfi Neri, seppur senza successo.
Durante l’egemonia fiorentina, il borgo perse la sua autonomia e fu in gran parte raso al suolo nel 1433 per via di una violenta rivolta dei Gargonzini. Per molti secoli la piccola comunità si dedicò all’agricoltura e alla produzione della lana. Fu solo a partire dagli anni Trenta che, per volere del Conte Roberto Guicciardini Corsi Salviati, la cittadina fu completamente restaurata, valorizzando la sua struttura originaria e mantenendo magistralmente intatti i segni tangibili del suo antico splendore.
Cosa vedere al Castello di Gargonza: la perla medievale della Toscana

Molto più di un castello medievale. Gargonza è un vero e proprio borgo che si è sviluppato nel tempo intorno all’antica torre, un dedalo di stradine lastricate che svelano ad ogni passo le atmosfere suggestive del passato. Incorniciato da una proprietà boschiva di 500 ettari, domina imponente la Val di Chiana e rappresenta uno splendido esempio di architettura fortificata aretina. Abbracciato da una cinta muraria, ancora oggi ben conservata, custodisce al suo interno le tipiche case in pietra e legno sapientemente recuperate che, ad oggi, vengono utilizzate come dimore turistiche di irresistibile fascino.
Tra gli edifici storici più suggestivi spicca la Chiesa romanica risalente al XIII secolo, impreziosita da un magnifico campanile a vela che sovrasta i caratteristici vicoletti con il suo fascino senza tempo. Inoltre, grazie alla sua posizione privilegiata, Gargonza è un ottimo punto di partenza per visitare gli splendidi dintorni della zona, comprese alcune delle città più belle della Toscana. Un’autentica bomboniera immersa nella natura che, nel tempo, ha saputo reinventarsi mantenendo integra la sua anima più autentica.
Cosa mangiare a Castello di Gargonza: i sapori tipici della cucina toscana
Fiore all’occhiello del Castello di Gargonza è il ristorante La Torre di Gargonza, situato appena fuori le mura, immerso in una cornice naturale di rara bellezza. Ricavato da un’antica rimessa per macchinari agricoli, regala un’esperienza culinaria indimenticabile per chi desidera immergersi completamente nei sapori genuini della tradizione toscana. Qui, potrete deliziare il palato con i piatti tipici locali, accompagnati da una selezione di vini prodotti nel territorio come il Chianti Classico, Montalcino, Montepulciano e quelli delle Strade del Vino di Arezzo.
