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Qui ogni gradino è una piastrella: la scalinata siciliana che sembra un tappeto di colori  

Una lunga sequenza di gradini decorati con maioliche policrome attraversa il centro storico, trasformando la salita in un racconto di colori, motivi e tradizioni artigiane.

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A Caltagirone basta imboccare una via del centro storico per capire quanto la ceramica sia intrecciata all’identità della città, ma è sulla Scala di Santa Maria del Monte che questo legame diventa racconto visibile. I suoi 142 gradini decorati in maiolica policroma salgono come un tappeto colorato verso la parte alta del centro, trasformando un semplice collegamento urbano in un museo a cielo aperto. Ogni alzata è diversa, progettata nel Novecento da Antonino Ragona per ripercorrere secoli di produzione ceramica locale, tra motivi geometrici, floreali e ornamentali. Intorno, il tessuto tardo barocco del Val di Noto, riconosciuto dall’UNESCO, fa da scenografia a chiese, palazzi e botteghe artigiane.Salire lascalasignifica leggere, passo dopo passo, la storia di Caltagirone, dal terremoto del 1693 alle grandi feste popolari che ancora oggi la illuminano di luci, fiori e tradizioni.

Caltagirone, città della ceramica nel cuore del Val di Noto

Qui ogni gradino è una piastrella: la scalinata siciliana che sembra un tappeto di colori

Arrivare a Caltagirone significa entrare in una delle capitali della ceramica siciliana, incastonata nelle colline della Sicilia orientale. Il centro storico, ricostruito dopo il terremoto del 1693, fa parte delle città tardo barocche del Val di Noto riconosciute dall’UNESCO e offre quell’intreccio unico di pietra chiara, scorci scenografici e decorazioni in maiolica che la rendono inconfondibile.

Passeggiando tra le strade in salita, si incontra presto la Scala di Santa Maria del Monte, vero simbolo della città. Da qui la vista abbraccia tetti, campanili e cupole rivestite di ceramiche, mentre a livello strada si susseguono botteghe artigiane, laboratori e piccoli negozi che espongono vasi, teste di moro, piatti e mattonelle dai colori vivacissimi. Caltagirone vive ancora oggi di questo sapere antico, trasformando la tradizione ceramica in motore culturale e turistico.

La Scala di Santa Maria del Monte: un tappeto di 142 gradini

Qui ogni gradino è una piastrella: la scalinata siciliana che sembra un tappeto di colori

La Scala di Santa Maria del Monte nasce nei primi decenni del Seicento per una ragione molto pratica: superare il forte dislivello che separa la parte bassa di Caltagirone dalla zona alta, dove si trova la chiesa di Santa Maria del Monte. La prima sistemazione viene tradizionalmente attribuita all’architetto Giuseppe Giacalone, ma l’aspetto monumentale attuale è frutto di trasformazioni successive che hanno adattato la struttura alla crescita urbana.

Il colpo d’occhio più sorprendente arriva dal basso: le 142 alzate rivestite di maioliche policrome comprimono visivamente la distanza e creano l’effetto scenografico di un lungo tappeto colorato che sale verso il cielo. Durante la salita, invece, la scala cambia lettura: ogni gradino torna a essere elemento autonomo, da osservare a pochi centimetri di distanza, con i dettagli che sostituiscono la visione d’insieme. È questa doppia percezione, monumentale da lontano e intima da vicino, a rendere la scalinata così diversa dalle altre vie gradonate delle città collinari siciliane.

Maioliche, museo a cielo aperto e tradizioni tra luci e fiori

Qui ogni gradino è una piastrella: la scalinata siciliana che sembra un tappeto di colori

Il rivestimento in maiolica che oggi identifica la Scala di Santa Maria del Monte è il risultato di un progetto del 1954 firmato da Antonino Ragona, studioso e figura chiave nella valorizzazione della ceramica calatina. Le piastrelle, realizzate da maestri locali, non ripetono un solo disegno: ogni gruppo di gradini richiama stili e periodi diversi della produzione siciliana, con motivi geometrici, floreali e ornamentali che raccontano secoli di artigianato.

La scala diventa così una cronologia verticale della ceramica di Caltagirone, concentrando in uno spazio pubblico ciò che altrove si ammirerebbe solo in un museo. Per approfondire, vale una visita il Museo regionale della Ceramica, che documenta un arco temporale amplissimo. Durante l’anno la scalinata cambia volto: in estate, per la festa di San Giacomo, migliaia di luci compongono figure luminose sui 142 gradini, mentre in primavera gli allestimenti floreali disegnano nuovi tappeti effimeri, trasformando ancora una volta il monumento in palcoscenico urbano.

Come visitare la Scala e organizzare un viaggio a Caltagirone

Qui ogni gradino è una piastrella: la scalinata siciliana che sembra un tappeto di colori

Per godersi al meglio la Scala di Santa Maria del Monte è consigliabile arrivare nelle ore meno calde, soprattutto in estate: i 142 gradini non sono un’impresa alpinistica, ma con il sole siciliano la salita si fa sentire. Le luci del mattino valorizzano i colori delle maioliche, mentre il tardo pomeriggio regala ombre morbide e una bella vista sui tetti della città dalla sommità della scalinata.

Caltagirone è facilmente raggiungibile in auto dalla Sicilia orientale, in particolare da Catania e Ragusa, e può essere inserita in un itinerario nel Val di Noto tra città barocche e borghi collinari. Oltre alla scala, pianifica una sosta al Museo regionale della Ceramica e una passeggiata tra chiese e palazzi del centro storico, entrando nelle botteghe per osservare da vicino il lavoro dei ceramisti. Per le date esatte delle illuminazioni e degli allestimenti floreali conviene consultare il calendario ufficiale degli eventi cittadini prima della partenza.

 
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