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Sapori di Francia, un fascino irresistibile tra Bouillabaisse e Champagne  

Identità culinaria e vino d’eccezione, un viaggio attraverso le tradizioni francesi

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Quando si parla di Francia abbiamo sempre la sensazione di qualcosa di vicino, di familiare: nonostante le identità nazionali profondamente diverse, sentiamo di riconoscerne l’anima, perché esattamente come per noi, anche per i francesi il cibo e il vino sono aspetti profondamente legati alla storia, alla tradizione e sono ambasciatori indiscussi dell’immagine del paese.

Francia, terra di vino e nouvelle cuisine

La Francia e il segreto dei suoi sapori | PaesiOnLine

Raggiungere la Francia dall’Italia è una cosa molto semplice, e lo è ancora di più prendendo la macchina per girare indisturbati nelle varie regioni del vino, con un po’ di programmazione, perché le cose da vedere e le cantine da visitare sono davvero infinite. Come accennato prima non possiamo ignorare l’indissolubile legame tra il cibo e il vino, in Francia ancora di più se pensiamo al movimento culinario della nouvelle cuisine degli anni ‘70. Viene proposto un approccio diverso alle ricette: abbandonata la tradizione, ci si proietta verso un modello più moderno, utilizzando prodotti freschi e di qualità, snellendo le preparazioni e le fasi di cottura per interpretare al meglio la materia prima. Inevitabilmente questo comportò un approccio diversocon gli abbinamenti dei vini, mettendo un  po’ da parte i vini troppo robusti che richiedevano tempi lunghi di evoluzione, per prediligere vini di più semplice assaggio, anche a favore di un numero maggiore di scelta per le diverse portate.

Profumo di lavanda: i vini della Provenza

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Quando nominiamo la Provenza immaginiamo subito la delicata sfumatura di viola della lavanda, questo fiore bellissimo il cui intenso profumo è inconfondibile: i campi sterminati sono la carta d’identità di questa regione francese, i cui borghi sembrano disegnati quasifosse un cartone d’altri tempi. La fantasia, l’equilibrio delle forme e l’armonia tra urbanistica ecampagna ci trasporta in una favola dalla quale non vorremmo mai uscire.Le vigne e gliulivetidisegnanoilpanoramaaridosso del mare della Costa Azzurra, della Camargue e delle Isole di Hyères.

La viticoltura in Provenza ha origini antiche, si narra infatti che grazie ai Fenici i vigneti furono impiantati già nel VI secolo a.C.; in epoca romana i vini rosati erano particolarmente apprezzati, come lo sono oggi. I rosati sono vini giovani, con profumi freschi e fruttati, incarnano la vitalità di questa terra, ma trasmettono anche qualità, storia e tradizione. I vitigni più coltivati sono quelli a bacca nera come grenache, syrah, cabernet sauvignon, tibouren che danno vita all’80% della produzione dei vini, i rosati appunto, le cui caratteristiche di freschezza e sapidità hanno conquistato il mercato negli ultimi anni, imponendosi come prodotto ottenuto con grande ricercatezza.

Bandol è uno dei più importanti vigneti di Francia, i cui vini risultavano già apprezzati, tra il XVI e il XVII secolo, alla corte di Francia: oltre ai rosati parliamo anche di vini rossi dal carattere mediterraneo, ottenuti da Mourvèdre un vitigno che in questa zona riesce a raggiungere la perfetta maturazione, dando vita a vin de garde, termine con il quale intendiamo un vino predisposto all'invecchiamento ed alla maturazione.

Cucina regionale francese: le specialità tradizionali

La cucina provenzale spazia dai frutti di mare, alle carni (agnello, selvaggina), agli ortaggi e alla frutta che con i loro colori caratterizzano i meravigliosi mercati delle città. Tra le preparazioni vale la pena citare la famosa Bouillabaisse, una zuppa di pesce la cui cottura passa da una prima fase di bollore pieno (bouilla) ad una seconda a fiamma più bassa (baisse); la vellutata salsa aïoli, a base di uova sode e aglio fresco, ricorda la maionese, ma al gusto risulta molto più intensa; la ratatouille è uno stufato di verdure profumato con aglio e erbe che ha acquisito una certa fama con l’omonimo film animato Disney.

Alsazia, un posto magico

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L'Alsazia è una piccola regione al confine con la Germania, dagli scorci pittoreschi con le sue tipiche case con davanzali fioriti, fiumi e canali che caratterizzano i centri abitati, si respira un'atmosfera incantevole, resa ancora più magica durante il periodo natalizio con i tipici mercatini. È un territorio di confine, dove l’identità culturale ed enogastronomica si afferma con tutte le sue contaminazioni, ma anche con una sua incredibile originalità. Il visitatore rimane rapito dall’atmosfera dei borghi pittoreschi circondati da vitigni, verdi vallate e testimonianze di antichi trascorsi, oggi ancora visibili nei castelli e fortezze ubicati nei posti più alti. Ricordiamo anche Strasburgo, con il suo meraviglioso centro storico dominato dallacattedrale gotica in arenaria rosa dei Vosgi.

I grandiosi vini bianchi

In Alsazia la vite fu introdotta dai Romani e nel medioevo la notorietà dei vini alsaziani cominciò a diffondersi: qui abbiamo grandissimi vini bianchi, principalmente da monovitigno; sicuramente i più noti sono Riesling e Gewürztraminer, la cui vinificazione in purezza regala un corredo olfattivo inconfondibile. Il Gewürztraminer è l’uva aromatica per eccellenza, i cui aromi vanno dalla frutta gialla matura, alla frutta esotica, sentiamo la rosa e il geranio, ancora più accentuati se si parla di vendemmia tardiva.

L’altro grande vitigno è il Riesling, il più diffuso, uno dei più antichi della regione del Reno, Mosella e Palatinato: ricordiamo che l’Alsazia è stata tedesca fino a qualche secolo fa e questi vitigni autoctoni danno vita a vini con caratteristiche diverse proprio per la diversa vinificazione, più corposo francese, più esile e minerale quello tedesco.

Tra i vini più intensi al naso e in bocca, da segnalare anche la “Sélection de Grain Nobles” ricavati da uve attaccate da Botrytis Cinerea, questa muffa nobile che produce sostanze aromatiche, conferendo al vino originali sfumature odorose, ricche di gusto al palato.

L’AOC Crémant d’Alsace è un vino degno di nota, uno spumante metodo classico ottenuto da pinot blanc, pinot noir, pinot gris, riesling e chardonnay, fresco e delicato anche nella versione rosé ottenuto da solo pinot noir, un vino che accompagna egregiamente l’aperitivo.

Il vino più famoso al mondo

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Proseguendo sulla linea delle bollicine, passiamo dal metodo classico al metodo Champenoise, due tecniche di spumantizzazione sostanzialmente equivalenti, con la sola differenza che, quando si parla di Champenoise, ci si riferisce solo ed esclusivamente allo Champagne. Questa piccola zona della Francia, non troppo distante da Parigi, diventa importante nel Medioevo per lo sviluppo nella coltivazione della vite grazie agli ordini religiosi. Questo comprensorio di Reims ottiene la notorietà grazie al lavoro dei vignaioli, che nel XVII secolo producono vini bianchi dalla lavorazione di uve a bacca nera. Si ricavava un vino frizzante, la cui peculiarità venne esaltata grazie alle capacità tecniche di Dom Pierre Pérignonche lavorò nelle cantine dell’Abbazia di Hautvillers. Le intuizioni di questo straordinario monaco benedettino andavano dallo studio dello sviluppo della vite, all'assemblaggio delle uve prima della pressatura, all’ottenimento di un vino limpido, all’utilizzo del tappo di sughero per la bottiglia, in modo che si potesse trattenere la spuma.

Nel XIX l’esplosione commerciale dello Champagne si fa evidente grazie a imprenditori visionari come Eugène Mercier, che nel 1858 fondò la sua Maison de Champagne a Epernay, con l'intento di rendere lo champagne qualcosa adatto a tutte le occasioni. Nel 1871 iniziarono i lavori per la cantina, un enorme sistema di grotte lunghe 18 km a 30 metri di profondità. Oggi lavisita si effettua a bordo di un trenino: percorrendo queste gallerie il visitatore rimane letteralmente senza parole. Il progetto mastodontico prevedeva il trasporto ferroviario delle bottiglie di champagne, dalla cantina direttamente a Parigi. Mercier utilizzò tutti i mezzi dell’epoca, dal cinema, alla costruzione della botte più grande del mondo (contiene l’equivalentedi 200.000 bottiglie), all’esposizione universale di Parigi del 1889.

Ad oggi lo Champagne, nelle sue tante offerte sul mercato, si presenta come un prodotto che nasce da grandi uve e in un terroir unico al mondo. Vale la pena perdersi tra i vigneti di pinot noir, pinot meunier e chardonnay, attraverso strade fatte di sali scendi; il paesaggio racconta la straordinaria sinergia ed unicità di questo posto ricco di storia, dove l’uomo ha davvero saputo declinare tutta la sua sapienza e creatività, per ottenere un prodotto straordinario.

 
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