Serra Moresca, nuova apertura a Villa Torlonia dell'Alhambra di Roma
Dopo un lungo restauro durato tre anni, torna finalmente visitabile la Serra Moresca di Villa Torlonia, uno dei luoghi più affascinanti della Capitale, con il suo particolare stile orientaleggiante
Roma, si sa, è la città delle mille chiese e degli innumerevoli monumenti. Un vero e proprio crocevia di culture, stili e di attrazioni per le decine di milioni di turisti che l’affollano ogni anno. In pochi, però, sanno che nella città del Rinascimento e dello stile razionalista di inizio Novecento c’è anche un tocco arabo.
Si tratta della Serra Moresca di Villa Torlonia, un elegante edificio che in molti hanno paragonato – non a caso – all’Alhambra di Siviglia. Rispetto alla meraviglia andalusa, però, ha avuto un passato decisamente più complicato, che oggi finalmente sembra risolto con la riapertura, atto conclusivo di un restauro durato anni.
Ma perché questo monumento è tanto amato? Scopriamolo insieme.
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Serra Moresca: un gioiello di metà Ottocento
Nel 1840, Roma era ancora la capitale dello Stato Pontificio, e i moti risorgimentali non avrebbero sconvolto il suo assetto per diversi anni a venire. Alessandro Torlonia, il banchiere che contribuì a prosciugare il lago del Fucino, chiamò alla sua corte principesca l’architetto Giuseppe Jappelli, con un obiettivo: dare nuovo lustro ai giardini della sua villa.
Non una residenza di campagna qualsiasi, com’era un tempo, ma uno dei più celebri parchi di Roma, voluto dai Pamphilj prima, dei Colonna poi e sui cui 130.000 metri quadrati di verde mise gli occhi anche Benito Mussolini, che ne fece la sua residenza prediletta.
Fu proprio Jappelli, innamorato dello stile orientale ben presente nel Sud della Spagna, a progettare una serra – edificio tipico dell’Ottocento – che richiamasse in tutto e per tutto l’Alhambra. Grandi portali decorati, edifici in cotto, colonne tornite e vetri intarsiati che per un attimo trasformarono quest’angolo della Città Eterna in una reggia per emiri e sceicchi.
Numerosi sono anche gli intarsi e le decorazioni con richiami alla cultura araba, evidenziati dall’alfabeto coranico con le sue bellissime calligrafie. Per chi la osserva la prima volta, non sembra certamente di trovarsi a pochi passi dai luoghi simbolo della cristianità, come la Basilica di San Pietro in Vaticano.
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L’abbandono e il (doppio) restauro della Serra Moresca di Villa Torlonia
Villa Torlonia divenne proprietà del comune di Roma solo negli anni Settanta, dopo un lungo periodo di abbandono successivo alla Seconda guerra mondiale. Tra i tanti progetti per renderla fruibile al pubblico ci fu anche il restauro di Serra Moresca, con le sue architetture mudejar.
Eppure, il lavoro di restauro ha avuto numerosi contrattempi. Il più importante, quello del 2007-2013, si concluse con un nulla di fatto: per vari anni, fino almeno al 2018, la serra fu chiusa e la rigogliosa vegetazione tutt’intorno lasciata crescere indisturbata.
Un nuovo lavoro di ripristino del monumento, con la sistemazione del verde tutt’intorno, si è concluso a dicembre 2021 e ha richiesto complessivamente altri tre anni. Sono stati sostituiti vetri e infissi danneggiati, riaperti i percorsi che la collegano al resto della villa e resi splendenti, con tecniche di recupero e conservazione, tutti i dettagli di una struttura che ha quasi due secoli di vita e oggi è finalmente pronta ad accogliere i visitatori.
L’Alhambra di Roma rimarrà aperta ai visitatori, gratuitamente, tutti i giorni dal martedì alla domenica, seguendo gli orari di fruibilità del parco. Chiusura estiva, salvo che per l’organizzazione di eventi e manifestazioni, a luglio e agosto.
