Settimana Santa a Taranto: i riti della Pasqua in Puglia
La Settimana Santa a Taranto è una delle più famose. Le processioni dell'Addolorata e dei Misteri preparano alla Pasqua in un clima di solennità folclore.
Dopo due anni di assenza a causa della pandemia, tornano a popolare le piazze di Taranto i riti e le processioni legate a Pasqua. Non saranno del tutto revocate le misure di contenimento, come l'obbligo di indossare le mascherine nei luoghi chiusi, tuttavia i tarantini si apprestano a far risorgere le tradizioni secolari legate alla festività. Simbolo della rinascita sarà anche la celebrazione del restauro alla facciata di San Domenico Maggiore nella città vecchia. La Settimana Santa di Taranto comincia ufficialmente con lo scambio di ramoscelli d’ulivo in occasione della Domenica delle Palme e tocca il suo momento più solenne durante due processioni dell’Addolorata del Giovedì Santo e quella dei Misteri durante il VenerdìSanto. Tra spiritualità, tradizione, musica e folklore, scopriamo allora quali sono le processioni e i riti della Settimana Santa a Taranto, una delle più importanti d'Europa.
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Processione dell'Addolorata a Taranto il Giovedì Santo
La Processione dell'Addolorata del Giovedì Santo è organizzata dai confraternite di San Domenico e si tiene a partire dalla mezzanotte scortando la statua della Vergine Addolorata, appunto. A portare in processione l'icona sacra sono i membri della Confraternita di Maria SS. Addolorata e San Domenico. La processione parte dalla Chiesa di San Domenico e si snoda lungo le vie del borgo antico di Taranto, fino ad arrivare alle strade della città nuova alle prime luci dell'alba. La processione dei fedeli ripercorre, seguendo le messe in scena dei confratelli in costume, il dolore della Madonna che ha perso suo figlio Gesù. Dalla durata di 14 ore, il corteo omaggerà anche momenti della vita di Cristo e della sua Morte fino al momento della Resurrezione nella domenicadi Pasqua. I confratelli indosseranno l'abito rituale costituito da una tunica bianca, stretta in vita da un rosario con medaglie religiose che prende a destra, una cinta di stoffa nera che pensi a sinistra e la mozzetta di colore nero con il medaglione raffigurante la Vergine Addolorata; a completare l'abito si sono un cappuccio bianco calato sul volto con due soli fori per gli occhi, un cappello nero calato sulle spalle e una finta corona di spine.
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Nel tardo pomeriggio e nella serata di giovedì 14 aprile, si svolgerà anche la celebre "Visita ai Sepolcri". Si tratta di un appuntamento essenziale della Settimana Santa a Taranto sono le marce funebri eseguite dalle bande ingaggiate dalle confraternite. In coppia e nel tradizionale abito, scalzi e incappucciati, i perdoni sfileranno lentamente secondo il caratteristico passo della "bazzicata" per raggiungere gli altari della deposizione allestiti nelle diverse chiese di Taranto. Simbolicamente questo evento ripropone i pellegrinaggi dei fedeli verso Roma in cerca del perdono di Dio.
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Processione dei Misteri a Taranto il Venerdì Santo
Come quella del Giovedì, la processione del Venerdì Santo è promossa dalle confraternite di San Domenico e del Carmine e percorrerà sia le strade del borgo antico che della città nuova. La Processione dei Misteri dura 15 ore ed inizierà nella sera di venerdì 15 aprile e terminerà all'alba del Sabato Santo. Durante questa processione che si snoda nel centro cittadino, i confratelli del Carmine scortano i simboli, le statue che raccontano gli ultimi giorni e la passione di Gesù.
Il tipico abito della processione dei confratelli è costituito da un camice bianco, da una cinta nera con tanto di rosario, uno scapolare che è tradizionalmente il simbolo di devozione verso la Vergine del Carmine, la mozzetta, il cappello nero bordato di azzurro calato sulle spalle e il cappuccio bianco calato sul volto. La caratteristica della Processione dei Misteri è che tutti i confratelli camminano rigorosamente senza scarpe. Anche questa processione è scandita dalla successione di diverse icone sacre: apre la sfilata un troccolante, seguito dal gonfalone, dalla Croce dei Misteri, dalle statue di Cristo all'Orto, Cristo alla Colonna, l'Hecce Homo, la Cascata, il Crocifisso, la Sacra Sindone, Gesù morto e l'Addolorata. Tra le statue si sistemano24 poste.
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Storia della Settimana Santa a Taranto
I primi riti pasquali di Taranto risalgono alla seconda metà del Cinquecento, in piena dominazione spagnola. Infatti gli Aragonesi portarono con sé usi e costumi spagnoli, inclusi quelli pasquali.
In origine i riti si limitavano alla mattina del Venerdì Santo; vi partecipavano tutte le confraternite di Taranto, non solo quelle principali di San Domenico e del Carmine come accade oggi. Inoltre, ogni confraternita che praticava il pellegrinaggio verso i sepolcri della città vecchia aveva a capo un proprio troccolante, il confratello che agita lo strumento di legno della tradizione e che produce un suono particolare, una specie di “trac-trac” dal quale potrebbe derivare la parola “troccola”. A differenza di oggi che il croccolante è solamente uno, gli abitanti della città vecchia all'epoca si lamentavano moltissimo del rumore provocato da tutti questi strumenti. Nel 1708, secondo quanto emerge da un documento custodito nell’archivio di stato, il vicario capitolare proibì finalmentel’uso delle troccole durante la processione del venerdì mattina.
Una volta in città, non perdete l'occasione di scoprire cosa vedere a Taranto e dintorni!
