Simmetrie perfette e atmosfere pastello: i luoghi ispirati ai film più famosi di Wes Anderson
Grand Budapest Hotel, Asteroid City e non solo. Ai quattro angoli del mondo (molti sono anche in Italia), angoli di bellezza ideale rispondono ai canoni estetici del regista-genio che ha portato nuova luce nella Settima Arte
Chi non è rimasto incantato, almeno una volta, vedendo le magnifiche sceneggiature che fanno da sfondo ai film di Wes Anderson? Il regista statunitense, autore di alcune delle pellicole più ricercate dal punto di vista fotografico dell'ultimo trentennio, ha segnato una vera e propria epoca del grande schermo, portando al cinema un’estetica nuova, fondamentalmente simmetrica e dagli immancabili color pastello. Nelle sue opere, come I Tenenbaum o Grand Budapest Hotel, quello che colpisce subito l’occhio è la forte attenzione stilistica che viene riposta nelle scene e nelle inquadrature. Una ricerca lunga e a tratti difficoltosa, che ripercorre luoghi e storie per dare vita a un trionfo di sfumature, come quelle del Darjeeling o delleAlpiinCarpazia.Ispirato dai grandi maestri della cinematografia contemporanea come Truffaut e Aldomovar, ma anche dai più “mainstream” Scorsese e Woody Allen, Wes Anderson non è curiosamente ancora riuscito a ottenere un Premio Oscar per il suo lavoro, pur collezionando sette candidature, l’ultima delle quali per L’isola dei cani. Nel suo palmares ci sono invece un Golden Globe, un BAFTA Award, un David di Donatello, due Orsi d’argento del Festival di Berlino e una candidatura alla Palma d’oro del Festival di Cannes. Unicità, simmetria e atipicità del regista di Houston sono così apprezzati dal pubblico di cinefili che ne è nata una community online, chiamata con un pizzico di ironia Accidentally Wes Anderson. “Ispirati dallo stile,alimentatidallestorie” èil loro claim, un richiamo ideale alla voglia di viaggiare seguendo il leitmotiv della produzione cinematografica di Anderson.
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Ecco come nasce la community ispirata ai film di Wes Anderson

Colori, simmetrie e la passione per i suoi film. La community di Accidentally Wes Anderson è nata quasi per caso, inciampando (a volte, nel vero senso della parola) in luoghi naturali o dell’uomo che ricordano gli schemi visivi del cinematografo. Da piccola idea su Instagram, oggi è una passione che unisce un milione di utenti, veri e propri scopritori di luoghi belli, idiosincratici, interessanti e che semplicemente suscitano una passione specifica. Wally Kowal e la moglie Amanda hanno iniziato questo progetto nel 2017, partendo dal Delaware e arrivando – idealmente o meno – ai quattro angoli del globo. Intorno alla loro idea di collezionare foto e ricordi dei luoghi si è radunato un esercito di spotters che ha segnalato luoghi più o meno conosciuti inEuropacentrale e orientale, Regno Unito, Medio Oriente, Africa, Asia, Oceania e persino in Antartide, il tutto con al centro la cifra stilistica del lavoro di Wes Anderson. Se alcune location sono certamente poco conosciute ai più, come la Pittsburgh Athletic Association – splendida piscina in stile Liberty costruita nel 1911, altri li abbiamo incontrati anche sulle pagine di PaesiOnLine. Basti pensare all’Hotel Belvedere, una splendida palazzina oggi non più utilizzata che domina le curve del Passo Furka, strada di montagna sulle Alpi Svizzere. Ed è proprio questo luogo iconico che fa da copertina al libro.
Accidentally Wes Anderson, da internet… alla carta stampata

Con un percorso decisamente contrario a quanto succede negli ultimi anni, la community ha ispirato la nascita di un libro, Accidentally Wes Anderson, finora pubblicato in varie lingue (inglese, francese, tedesco) ma non ancora in italiano. Questo splendido libro fotografico (ed. Trapeze, 461 pagg.) è un vero e proprio viaggio di scatti e brevi racconti di viaggio che percorre il mondo in lungo e in largo per ricercare i luoghi scelti dal regista per girare i suoi film o che, semplicemente, ricordano quelle scelte stilistiche che ammiriamo sul grande schermo. Il volume è introdotto da un breve messaggio di saluto dello stesso Wes, che ringrazia Wally Koval per il prezioso lavoro svolto e si dichiara “confuso su cosa significhiessere deliberatamente me stesso, anche se non è importante”. Le “viste affascinanti”, così le definisce il regista, sono in effetti luoghi che appaiono usciti da un sogno a occhi aperte o da visioni deliranti: bellissimo l’Airstream Trailer (1931) conservato al Jackson Center in Ohio, alla pari del pastelloso Schwetzingen Palace in Germania, passando anche in Italia dove, tra i luoghi più andersoniani, c’è la Piscina comunale di Villa Legnano, con la sua estetica anni ’60 o il Rifugio Cazzaniga-Merlini in Valsassina.

A completamento di questo disegno di trasmigrazione dal grande schermo alla... piccola carta, Accidentaly Wes Anderson - Adventures è il volume che Wally e Amanda Koval hanno realizzato come prosecuzione del primo libro, raccogliendo ben 200 destinazioni in tutto il mondo dall'estetica Andersoniana, ma con un occhio più attento all'avventura. Tra queste, la Nevis Mountain Range Gondola a Fort Williams in Scozia, la funicolare di Montecatini in Toscana o la Ferrovia del Rigi, in Svizzera.
