Legnano: la guida completa e aggiornata
Guida Legnano, tutto ciò che devi sapere: storia, territorio, quando andare, come muoversi e arrivare, cosa mangiare, cosa visitare e cosa fare
A circa 20 chilometri da Milano, quarta città più popolosa della provincia, attraversata dal fiume Olona, Legnano, circa 60mila abitanti. Territorio pianeggiante, il suo clima è di tipo continentale, il che significa in genere inverni rigidi e nebbiosi, estati calde e piuttosto umide.
Legnano ha origini molte antiche, le prime tracce della presenza umana risalgono alla cosiddetta cultura di Remedello, tra 2000-1800 anni avanti Cristo. Dal I millennio avanti Cristo qui arriva una tribù ligure, succeduta nel IV secolo dai Galli e, a partire dal 225 sempre avanti Cristo, dai Romani. La città è citata come Legnanello in un documento del 789 dopo Cristo. I Franchi la inseriscono nel contado del Sèprio e il 29 maggio 1176 accade l’evento che la renderà famosa per sempre, cioè la battaglia tra la Lega lombarda e le truppe di Federico Barbarossa, che fu costretto alla fuga. Nei secoli successivi Legnano passa in mano a diverse famiglie: Visconti, Borromeo, Crivelli, Vismara, Lampugnani, con un sempre maggior successo economico. Sotto il dominio napoleonico e poi in quello austriaco, nel 1859 viene annessa al Regno di Sardegna, nel 1861 al Regno d’Italia. Nel frattempo c’è un grande sviluppo industriale che allarga anche il centro urbano. Le due guerre mondiali e il fascismo portano anche qui la loro eredità di sangue.
L’economia di Legnano è a forte vocazione industriale, con un notevole sviluppo nel comparto tessile, e commerciale. Tuttavia rimangono importanti agricoltura e allevamento, con la presenza di aziende di trasformazione alimentare, soprattutto lattiero-casearia.
Tra gli eventi, quello per eccellenza è a maggio, con il Palio di Legnano, che rievoca la famosa battaglia contro Federico Barbarossa, con sfilata in costumi d'epoca medievale per le vie della città (oltre un migliaio i figuranti che vi partecipano), in genere l’ultima domenica del mese. Le contrade nel corteo sono seguite dalla Compagnia della morte, capitanata da Alberto da Giussano, una formazione di cavalleria che la leggenda vuole determinante per le sorti della battaglia di Legnano. Il corteo è chiuso dal Carroccio, il carro simbolo delle libertà comunali al cospetto del potere imperiale.
Un appuntamento importante è la gara ippica durante la quale si sfidano le otto contrade storiche. C’è anche una rassegna corale che porta a Legnano ogni anno i migliori complessi polifonici del mondo alle rappresentazioni teatrali che si ispirano al medioevo. Da segnalare pure la festa del patrono, San Magno, che si tiene il 5 novembre, mese in cui c’è una grande fiera di prodotti tipici.
Per il cibo, i prodotti tipici sono quelli di tutta questa parte del territorio lombardo. Prima di tutto ci sono i formaggi, come il gorgonzola o il quartirolo, poi i salumi come il salame Brianza, con una texture molto fine e una buona dose di pepe, anche se rimane dolce. Ottimi il salame di Milano e il prosciutto cotto. Da segnalare anche la luganiga, che spesso si mangia con brodo di manzo e formaggio grana. Di frequente, formaggi e salumi sono serviti con la polenta gialla di mais. Tra i piatti, da assaggiare il riso con il gorgonzola, allo zafferano o con i funghi. E anche stufati di manzo, stracotti e ossobuchi al pomodoro.
Per quanto riguarda l’origine del nome, sembra che Legnano derivi dalla Liciniacum dei Latini, così chiamata dal console Lucio Licinio Crasso.
Legnano, la città del carroccio e della vittoria contro l’invasore Barbarossa, si trova al centro di un territorio notevolmente sviluppato, tra i più industrializzati d'Europa, in cui però è ancora vivace la tradizione artigiana e in cui diverse sono le vestigia del suo passato, tra vestigia medioevali e rinascimentali, mostrando pure testimonianze di archeologia industriale. E fa parte di un distretto commerciale molto importante legato alle tradizioni del territorio, con negozi di griffe, gioiellerie e una vasta gamma di categorie merceologiche, in un panorama decisamente unico nell’area dell’Alto Milanese.










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