Spagna, è lei la cattedrale incompiuta che non sapevate esistesse
Non solo Barcellona: anche a pochi chilometri da Madrid esiste una piccola Sagrada Familia
La Spagna è un Paese dai mille volti e dalle mille bellezze, alcune delle quali note in tutto il mondo.
Non mancano, in questa terra ricchissima di attrazioni e sorprese, degli autentici capolavori incompiuti che rappresentano quasi una sua cifra caratteristica, a partire dalla celeberrima Sagrada Familia di Gaudì a Barcellona fino ad arrivare alla Cattedrale dell’Incarnazione di Malaga, grandi opere architettoniche ancora oggi sottoposte a continui lavori.
Se tutti abbiamo visitato, visto in cartolina o almeno sentito parlare della Sagrada Familia, non tutti sanno che ce n’è… un’altra. O perlomeno, una cattedrale che mira a diventare la Sagrada Familia madrilena.
Basta allontanarsi di poche decine di chilometri dalla capitale spagnola Madrid, infatti, e arrivare a Mejorada del Campo, per trovare un capolavoro anch’esso incompiuto, e anch’esso di grande bellezza.
Avete mai sentito parlare della Cattedrale di Justo Gallego? Si tratta di una cattedrale non solo bella, ma anche caratterizzata da una storia molto particolare, che affonda le radici nella storia del suo creatore Justo Gallego che da più di cinquant’anni la sta costruendo da solo e con le sue stesse mani, utilizzando principalmente materiali riciclati e scarti industriali come mattoni, cemento e metallo.
Potrebbe sembrare un’impresa di poco conto, ma bisogna sapere che il signor Justo Gallego continua la sua missione alla veneranda età di 91 anni, perseguendo un obiettivo nato negli anni della giovinezza, dopo essere stata respinto per motivi di salute dal monastero dove aveva richiesto di prendere gli ordini religiosi (pare che avesse una particolare forma di tubercolosi, da cui riuscì tuttavia a guarire).
Grazie ad un discreto patrimonio di famiglia, dunque, Gallego iniziò la sua avventura architettonica, realizzando la sua cattedrale e intitolandola alla Vergine del Pilar, il cui culto è profondo e radicato in Spagna.
Guardando la cattedrale di Gallego, stupisce sapere che l’uomo non solo non ha perseguito studi architettonici ma che è poco più che analfabeta: seguendo orari rigidi,ispirandosi alle grandi cattedrali del passato e mettendo tutto se stesso nella costruzione, il risultato è davvero impressionante.
Quel che oggi è possibile ammirare è un luogo dalle forme speciali, che mescola diversi stili e li fonde in perfetta armonia, unendo la sobria eleganza del romanico alle decorazioni del gotico, e lasciando che una cupola dal sapore invece rinascimentale sovrasti il tutto creando un complesso di grande, sorprendente bellezza. Non mancano inserti di carattere islamico, ritrovabili soprattutto nei pilastri laterali che richiamano l’arte mudejár, ovvero l’arte islamica che risulta essere ampiamente diffusa in Spagna tra l’VIII e il XV secolo.
Un capolavoro in piena regola, dunque, il cui fascino risiede in parte proprio nella sua incompletezza e nel suo mostrarsi come un work in progress in costante divenire. Dalla facciata ancora non completata alla cupola di cui è visibile solo lo scheletro fino a camminare lungo le navate interne, è facile capire come non ci sia un vero e proprio progetto dietro la realizzazione della cattedrale, ma di come essa sia frutto di un lavoro intimo e di ispirazione, quasi momentaneo ma spinto da una profonda passione e una radicata devozione.
La cattedrale è attualmente aperta al pubblico – e, in effetti, non potrebbe essere altrimenti! – e non è raro che i visitatori si imbattano nel vecchio Gallego, quasi del tutto afono ma non per questo meno dedito alla sua opera, e la cui incredibile storia è raccontata in un cartello all’ingresso a disposizione degli ospiti e dei curiosi.
