Thomas Cook, tutte le istruzioni per i viaggiatori colpiti dal crac
Dalla garanzia ATOL ai rischi per chi ha già prenotato: una guida per evitare gli effetti del "crac del secolo"
Il fallimento dell'agenzia di viaggi Thomas Cook continua a tenere banco tra le prime pagine dei quotidiani nazionali. Dopo aver dichiarato bancarotta, la storica società inglese ha ricecuto un'ondata di critiche da parte dei viaggiatori sparsi in giro per il mondo.
Le prime stime parlano di oltre 600 mila turisti coinvolti, in maggior misura di nazionalità britannica e tedesca. Secondo fonti del Ministero degli Esteri, le conseguenze per i vacanzarieri italiani sarebbero minime, dal momento che Thomas Cook in Italia non è un brand così forte come in altri Paesi europei. Di seguito le istruzioni per tutti i viaggiatori colpiti dal crac del tour operator britannico.
Verificare la presenza del certificato Atol
ATOL è un acronimo che sta per Air Travel Organizer's License. Se questa parola è riportata nella prenotazione, allora si può stare tranquilli. Infatti, la certificazione Atol consente a tutte le persone che hanno organizzato la propria vacanza con Thomas Cook di accedere a un fondo speciale.
Tale garanzia è presente in tutte le prenotazioni compiute con la casa madre, mentre non figura nei titoli di viaggio acquistati presso una filiale presente nei Paesi dell'Unione europea. Si tratta di una distinzione molto importante, poiché senza il certificato Atol non viene garantito alcun rimborso né il rimpatrio senza spese nella propria nazione.
Come funziona la garanzia Atol
La Air Travel Organizer's License è gestita dall'ente nazionale dell'aviazione civile inglese, conosciuta anche con l'acronimo CAA. È doveroso sottolineare che il fondo straordinario previsto da Atol viene sovvenzionato in toto dagli stessi viaggiatori, i quali al momento della sottoscrizione dell'accordo acconsentono all'aggiunta di una sovratassa pari a 2,50 sterline.
Nel caso specifico, dunque, i viaggiatori inglesi possono sentirsi più al sicuro rispetto al resto dei turisti europei, dal momento che sono certi di aver concluso la prenotazione con la casa madre Atol nel Regno Unito.
Fallimento Thomas Cook, secondo caso eclatante dopo quello di Monarch
Due anni fa il Regno Unito si è trovato a fronteggiare le conseguenze del fallimento di un'altra società facente parte dell'industria turistica, la compagnia aerea inglese Monarch.
Allora i passeggeri a essere interessati dalla bancarotta del vettore britannico furono circa in 110 mila, un numero decisamente più piccolo rispetto alle 600 mila persone rimaste coinvolte dopo il 'capolinea' raggiunto dall'azienda Thomas Cook.
La più grande sfida per l'aviazione civile inglese
Per completare il rimpatrio più grande dal secondo Dopoguerra ad oggi, il Regno Unito ha previsto il coinvolgimento di decine di compagnie aeree, per un totale di oltre mille voli. A condurre le operazioni sarà l'aviazione civile inglese, posta di fronte a una delle sfide più grandi mai sostenute dalla sua nascita (quasi mezzo secolo fa).
Anche lo sforzo economico per lo Stato inglese sarà importante, come testimonia il saldo quantificato dal Financial Times in cento milioni di sterline.
