Toscana, tra fantasmi e leggende: il castello medievale più affascinante della Lunigiana
Tra torri medievali, antiche prigioni e misteriose presenze, una fortezza toscana custodisce storie di amori proibiti, passaggi segreti e leggende secolari.
Sulle colline della Lunigiana, dove la Toscana sfuma verso la Liguria e le Alpi Apuane chiudono l’orizzonte, il Castello Malaspina di Fosdinovo domina il paesaggio come un antico guardiano di pietra. Arrivare fin quassù significa entrare in un racconto che mescola vicende feudali, stanze segrete, leggende di fantasmi e viste che corrono fino al Mar Ligure nelle giornate più limpide. La fortezza sorge sulla sommità del borgo, a circa 550 metri di altitudine, e da secoli presidia la Val di Magra e le vie di collegamento tra costa e entroterra. Oggi il castello è una residenza storica ancora abitata, aperta ai visitatori con percorsi guidati, piccoli eventi culturali e persino alcune camere dove è possibile pernottare.Unatappa perfetta per chi vuole scoprire una Toscana meno scontata, fatta di castelli, borghi in pietra e storie tramandate a bassa voce.
Il castello che domina la Lunigiana tra Toscana e Liguria

Il Castello Malaspina di Fosdinovo occupa la parte più alta del borgo, in provincia di Massa-Carrara, affacciato sulla Val di Magra e rivolto idealmente verso il Golfo dei Poeti. La sua posizione, a circa 550 metri di altitudine, racconta subito la vocazione originaria della fortezza: controllare i passaggi tra il mare e l’entroterra, lungo rotte percorse per secoli da mercanti, pellegrini ed eserciti.
Le origini del complesso risalgono almeno al XII secolo, anche se alcune porzioni del nucleo primitivo sembrano più antiche. Nel 1340 i nobili locali cedettero il castello a Spinetta Malaspina, trasformandolo in uno dei principali centri del potere malaspiniano in Lunigiana. Da allora la fortezza si è lentamente evoluta da roccaforte militare a residenza signorile, senza perdere del tutto il suo aspetto difensivo.
Oggi il castello appartiene ancora alla famiglia Torrigiani-Malaspina, che ne cura la gestione culturale. Camminando lungo i suoi cortili si avverte chiaramente la stratificazione dei secoli: torri cilindriche, camminamenti merlati, loggiati rinascimentali e ambienti destinati alla vita quotidiana di una corte che fu, per lungo tempo, tra le più influenti della regione.
Sale affrescate, panorami e la leggenda di Bianca Maria Aloisia

L’impianto del Castello Malaspina è irregolare, modellato sullo sperone roccioso che lo sostiene. Un ponte introduce all’ingresso principale e conduce verso cortili interni, torri e camminamenti da cui la vista spazia sulle colline, sulle Alpi Apuane e, nelle giornate terse, fino al profilo del Mar Ligure.
Superata la cinta difensiva, l’atmosfera cambia: alle mura compatte si affiancano loggiati, sale di rappresentanza e ambienti rinascimentali decorati. Gli affreschi ottocenteschi di Gaetano Bianchi raccontano vicende della famiglia Malaspina, stemmi, alleanze e momenti chiave della loro lunga storia territoriale.
Accanto alla dimensione storica vive quella leggendaria. La più famosa riguarda Bianca Maria Aloisia Malaspina, giovane nobildonna che, secondo la tradizione, nel Seicento sarebbe stata murata viva per essersi innamorata di uno stalliere. Nella Sala del Trono alcune macchie sul soffitto vengono interpretate come sagome della ragazza, del padre e degli animali che l’avrebbero accompagnata nella prigionia. Si tratta di racconti privi di riscontri documentari, ma potentissimi nel plasmare l’immaginario dei visitatori e nel rendere il castello uno dei manieri più evocativi della Toscana del nord.
Dante in Lunigiana, trabocchetti e memorie di corte

Il legame tra il Castello Malaspina di Fosdinovo e la grande storia italiana passa anche dal nome di Dante Alighieri. Durante l’esilio il poeta soggiornò in Lunigiana come ospite dei Malaspina, impegnato in delicate trattative politiche. La sua presenza è documentata nel 1306, anno della Pace di Castelnuovo, e al castello è legata la tradizionale Camera di Dante, una stanza oggi visitabile che la memoria locale associa al suo soggiorno.
Il percorso di visita attraversa cortili interni, porticati rinascimentali, saloni affrescati e ambienti privati che raccontano la vita quotidiana della corte. Tra i luoghi più curiosi figura la cosiddetta camera dei trabocchetti, collegata alla leggenda di Cristina Pallavicini, marchesa che avrebbe fatto cadere da una botola gli amanti indesiderati. Anche in questo caso siamo nel campo della tradizione orale, non della cronaca giudiziaria.
Carceri, strumenti di tortura, passaggi segreti e terrazze panoramiche completano l’esperienza. Camminando sui camminamenti merlati si comprende bene perché Fosdinovo fosse un nodo strategico tra pianura, passi appenninici e costa ligure: da qui lo sguardo domina la Lunigiana in tutte le direzioni.
Come visitare il Castello Malaspina e cosa vedere a Fosdinovo

Il Castello Malaspina sorge nel cuore del centro storico di Fosdinovo, facilmente raggiungibile in auto dalla zona di Sarzana seguendo le strade collinari che risalgono la Val di Magra. La visita è possibile solo con accompagnamento guidato, soluzione ideale per comprendere intrecci di storia, architettura e leggende che caratterizzano il maniero.
Sul sito ufficiale del castello sono indicati orari aggiornati e tariffe, generalmente comprese tra 5 e 10 euro a seconda della categoria. In inverno le aperture si concentrano nei fine settimana, perciò è prudente prenotare in anticipo tramite i contatti ufficiali, evitando di presentarsi senza verifica della disponibilità. Alcune camere storiche sono adibite a ospitalità, offrendo l’esperienza rara di dormire all’interno di una vera residenza nobiliare toscana.
Dopo il castello vale la pena esplorare il borgo medievale di Fosdinovo, con le sue vie lastricate, i vicoli in pietra e scorci che si aprono sulla costa. Da non perdere la chiesa di San Remigio, dove è conservato il monumento funebre di Galeotto I Malaspina, e l’Oratorio della Compagnia dei Bianchi, con facciata in marmo di Carrara. Nei dintorni il paesaggio agricolo racconta la tradizione dei Colli di Luni DOC, con vigneti di Vermentino che disegnano dolci pendii tra Toscana e Liguria.
