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Tra i 24 edifici più straordinari al mondo ce n'è uno italiano: ha più di 2000 anni e qui dentro dal cielo piovono rose una volta l'anno  

La sua cupola è stata per anni la più grande al mondo, e ancora oggi il Pantheon di Roma è considerato uno dei posti da visitare almeno una volta. Ecco perchè

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È il tempio di tutti gli dèi, un luogo che continua a sfidare la logica con la sua architettura perfetta e la sua potenza evocativa. Arrivando al cospetto del Pantheon, nel cuore di Roma, il tempo sembra rallentare così come il respiro, e ci si sente minuscoli di fronte ad un luogo che è un maestoso racconto di secoli di grandezza, fede, arte e mistero. La sua importanza è tale da essere stata riconosciuta anche dalla rivista inglese TimeOut, che l'ha inserita tra i 24 edifici più belli al mondo.

Un viaggio nel tempo: dalle origini all’eternità

Tra i 24 edifici più straordinari al mondo ce n'è uno italiano: ha più di 2000 anni e qui dentro dal cielo piovono rose una volta l'anno

Camminare verso piazza della Rotonda e vederlo emergere tra i vicoli è un’emozione che toglie il fiato, anche se lo si è già visto mille volte in foto o cartoline. Il Pantheon non è solo uno degli edifici antichi meglio conservati al mondo, ma è una macchina del tempo in pietra. Le sue origini risalgono al 27 a.C., quando Marco Vipsanio Agrippa, genero di Augusto, fece costruire un tempio dedicato a tutti gli dèi dell’Olimpo. Ma l’edificio che vediamo oggi è frutto di una ricostruzione voluta dall’imperatore Adriano attorno al 118-125 d.C., dopo che un incendio aveva distrutto l’originale. Adriano, raffinato amante della cultura greca e grande architetto dell’Impero, volle che il nuovo Pantheon fosse un tributo alla grandezza della Romauniversale,unasintesi perfetta tra sacro e potere. E così fu. Nessun edificio antico ha attraversato i secoli in modo tanto miracoloso e con così pochi cambiamenti. Da tempio pagano a chiesa cristiana, da mausoleo reale a meta turistica planetaria, il Pantheon ha assunto ruoli diversi senza mai perdere la propria anima. Nel 609 d.C., il Pantheon fu donato dall’imperatore bizantino Foca a Papa Bonifacio IV, che lo trasformò in una chiesa cristiana con il nome di Santa Maria ad Martyres. Questo gesto ha salvato il Pantheon da una fine simile a quella di molti altri templi antichi, saccheggiati o distrutti nei secoli bui. Da allora, non ha mai smesso di essere un luogo di culto, e ancora oggi vi si celebrano messe solenni, in particolare il 2 novembre, durante lacommemorazionedeidefunti, e a Pentecoste, quando dall’oculus piovono migliaia di petali di rosa in un rito che unisce spiritualità e spettacolo.

Ma il Pantheon è anche uno dei luoghi più laici e popolari di Roma. Qui si sono svolti funerali di artisti, re e figure di rilievo nazionale. Camminando nella sua rotonda silenziosa si incontrano le tombe di Raffaello Sanzio, genio del Rinascimento, e dei re d’Italia Vittorio Emanuele II e Umberto I, insieme alla regina Margherita, colei che ha dato il nome alla pizza più amata al mondo. E non è raro vedere romani entrare per una preghiera o un pensiero veloce, accanto a turisti emozionati e scolaresche rumorose.

Un prodigio di ingegneria e simbolismo

Tra i 24 edifici più straordinari al mondo ce n'è uno italiano: ha più di 2000 anni e qui dentro dal cielo piovono rose una volta l'anno

La prima volta che si entra nel Pantheon, si ha la sensazione di varcare una soglia metafisica. Superato il pronao con le 16 maestose colonne in granito egiziano alte oltre 12 metri, si penetra in una dimensione sospesa. L’interno colpisce per la sua cupola emisferica perfetta, un’opera d’ingegneria che ancora oggi stupisce studiosi e architetti. Con un diametro di 43,3 metri – esattamente pari all’altezza dell’edificio – la cupola del Pantheon è stata per secoli la più grande mai realizzata in calcestruzzo non armato.

Il segreto della sua tenuta sta nella straordinaria tecnica costruttiva dei romani: materiali diversi man mano che si sale verso l’alto, con l’utilizzo di tufo e pomice per alleggerire la struttura, e cassettoni nella volta per diminuire il peso senza compromettere l’estetica. E poi c’è l’oculus, quel foro centrale di 9 metri di diametro che rappresenta sia una fonte di luce naturale che un potentissimo simbolo cosmico. Guardare in alto è un gesto quasi istintivo: si cerca il cielo, si cerca Dio, si cerca il senso della grandezza umana.

Un monumento contemporaneo

Tra i 24 edifici più straordinari al mondo ce n'è uno italiano: ha più di 2000 anni e qui dentro dal cielo piovono rose una volta l'anno

Il Pantheon è una presenza viva nella trama urbana di Roma. Piazza della Rotonda, dove si affaccia, è una delle più fotogeniche della città, con i suoi caffè, le botteghe artigiane, i ristoranti che profumano di carbonara e l’incessante passaggio di artisti di strada. Al centro della piazza svetta la fontana del Pantheon, sormontata da un obelisco egizio: un perfetto connubio di culture e tempi diversi. Molti romani raccontano di aver visto per la prima volta il Pantheon durante l’infanzia, magari tenuti per mano dai genitori. Eppure, anche da adulti, non smette mai di emozionare.

Nel 2023, il Pantheon è stato al centro di una scelta importante e discussa: l’introduzione di un biglietto d’ingresso a pagamento per i visitatori, al costo di 5 euro (ridotto a 3 per i cittadini UE tra i 18 e i 25 anni). L’ingresso resta gratuito per i residenti a Roma, i minori, e durante le celebrazioni religiose. Una misura necessaria per gestire il flusso turistico – si parla di oltre 9 milioni di visitatori all’anno – e garantire la manutenzione di uno dei patrimoni più amati al mondo. Eppure, il Pantheon non ha perso nulla della sua magia. Anzi. L’esperienza della visita è oggi ancora più curata, con pannelli esplicativi, audioguide, tour guidati e percorsi di approfondimento che aiutano il visitatore a leggere le infinitestratificazionidiquesto luogo. Ogni volta che lo si visita, si scopre un dettaglio nuovo: una iscrizione quasi invisibile, un gioco di luce tra le colonne, un’eco particolare sotto la cupola. Ci si sente al centro di qualcosa di eterno, di più grande di noi. Le proporzioni perfette, il silenzio interrotto solo da passi ovattati, la luce che filtra dall’alto: tutto contribuisce a una sensazione di armonia e stupore.

 
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