Trentino, la valle del foliage e dei borghi di gusto che a ottobre si veste di colori
Tra boschi dorati, piccoli borghi alpini e antichi masi, l'autunno trasforma il paesaggio delle Dolomiti in un mosaico di colori, profumi e sapori legati alla tradizione di montagna.
In autunno la Val di Funes, in Alto Adige, si trasforma in un piccolo anfiteatro naturale dove i colori del foliage si intrecciano con le sagome aguzze delle Odle. Tra ottobre e i primi di novembre i larici virano al giallo e all’oro, gli abeti restano di un verde intenso e i prati conservano le ultime sfumature estive, creando un contrasto che rende la valle una delle mete più fotogeniche delle Dolomiti. I borghi di San Pietro, Santa Maddalena e le frazioni disseminate sui versanti raccontano un territorio ancora profondamente agricolo, fatto di masi, piccole chiese e aziende familiari che scandiscono i ritmi delle stagioni. In questo periodo, i sentieri panoramici diventano il modo migliore per avvicinarsi al Parco naturale Puez-Odle, mentre malghe e locande di paese invitano a scoprire la cucina altoatesina tra canederli, formaggi d’alpeggio e piatti a base della pecora con gli occhiali di Funes.
Val di Funes in autunno: perché scegliere questa valle delle Dolomiti

Con l’arrivo di ottobre la Val di Funes cambia ritmo e colore. I versanti si tingono di giallo e arancio, le pareti rocciose delle Odle emergono nitide all’orizzonte e l’aria fresca mette in risalto i profumi del bosco. È uno dei momenti migliori per scoprire questa valle laterale della Valle Isarco, in provincia di Bolzano, lontano dalle folle estive ma con ancora molti servizi aperti.
Qui il paesaggio dolomitico incontra una forte tradizione agricola: masi, prati falciati, piccoli allevamenti e aziende familiari guidano lo sguardo lungo tutto il fondovalle. La Val di Funes è anche una delle porte d’accesso al Parco naturale Puez-Odle, area protetta che custodisce cime iconiche come Sass Rigais e Furchetta. In autunno i sentieri si fanno più tranquilli, i borghi più autentici, e ogni passeggiata diventa un’occasione per osservare da vicino il foliage e la vita quotidiana delle comunità di montagna.
Foliage, Odle e borghi alpini: i paesaggi simbolo della Val di Funes

Tra fine settembre e ottobre i larici della Val di Funes iniziano a cambiare colore, passando dal verde al giallo dorato prima di perdere gli aghi in inverno. Il contrasto con gli abeti sempreverdi e con il grigio chiaro delle pareti dolomitiche crea scenari spettacolari, soprattutto nelle giornate limpide, quando la luce del pomeriggio esalta le tonalità calde del bosco.
Il Gruppo delle Odle domina l’intera valle con le sue cime appuntite. Sass Rigais e Furchetta sfiorano i 3.025 metri e diventano lo sfondo naturale di borghi e pascoli. Nelle giornate serene è possibile osservare l’enrosadira, il fenomeno per cui le Dolomiti si tingono di rosa e arancione al tramonto. In autunno, con l’aria più tersa, lo spettacolo appare ancora più intenso.
Tra i luoghi più iconici spiccano Santa Maddalena e la chiesetta di San Giovanni in Ranui, affacciate su prati ondulati ai piedi delle Odle. Più in basso, San Pietro e Tiso raccontano la dimensione quotidiana della valle, tra case tradizionali, masi sparsi sui pendii e il museo dedicato alle celebri Sfere di Tiso, geodi che testimoniano la storia geologica dolomitica.
Tradizioni, masi e sapori: l’autunno tra pecore con gli occhiali e Törggelen
L’autunno in Val di Funes è anche il periodo in cui la vita dei masi entra in pieno dialogo con la tavola. La valle è famosa per la pecora con gli occhiali, la Villnösser Brillenschaf, razza autoctona riconoscibile dalle macchie scure intorno agli occhi. Simbolo della pastorizia locale, è al centro di progetti di tutela e di iniziative gastronomiche che valorizzano le carni e la lana.
Tra malghe e locande si ritrovano tutti i sapori della cucina altoatesina: canederli in brodo o al burro fuso, speck artigianale, formaggi d’alpeggio, zuppe di stagione, strudel di mele e dolci a base di castagne. Molte aziende agricole propongono degustazioni e visite guidate, spesso inserite nei percorsi Slow Food Travel, che permettono di conoscere produttori, metodi di lavorazione e filiere corte.
In questo periodo la valle condivide con la vicina Valle Isarco la tradizione del Törggelen, fatta di serate conviviali nelle locande rurali, vino nuovo e castagne arrostite. Il tutto accompagnato dal paesaggio che fuori dalle finestre si tinge di giallo e arancio, ricordando quanto la cultura del cibo qui sia legata al ciclo delle stagioni.
Come organizzare il viaggio: sentieri, clima e informazioni pratiche

La Val di Funes si raggiunge comodamente dall’autostrada A22 del Brennero, uscendo a Chiusa e proseguendo lungo la strada provinciale verso San Pietro e Santa Maddalena. La rete di autobus altoatesina collega la valle con la stazione ferroviaria di Chiusa e con altri centri vicini, permettendo di muoversi anche senza auto.
Per chi ama camminare, un punto di riferimento è Malga Zannes, a circa 1.680 metri, da cui partono numerosi itinerari nel Parco naturale Puez-Odle. Il Sentiero Adolf Munkel, ai piedi delle Odle, è uno dei percorsi più suggestivi per ammirare foliage e pareti dolomitiche: una variante ad anello misura circa 8,6 chilometri con 360 metri di dislivello, adatta a escursionisti medi in buone condizioni meteo.
Chi cerca qualcosa di più tranquillo può optare per il Sentiero natura Zannes, un anello di circa 2,5–3 chilometri con pendenze moderate e pannelli informativi su geologia, fauna e flora. In tutta la valle è importante rispettare i terreni privati, soprattutto attorno a masi e chiese come San Giovanni in Ranui.
A ottobre il clima è variabile: nel fondovalle le giornate possono essere miti, mentre oltre i 1.800 metri non sono rare gelate mattutine e prime nevicate. Prima di partire è bene controllare previsioni, stato dei sentieri e aperture di malghe e rifugi, portando con sé abbigliamento a strati, scarponcini impermeabili e una giacca calda per godersi in sicurezza gli ultimi giorni di stagione escursionistica.
