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Scoprire Roma in bicicletta: 4 tappe di meraviglia per vivere la Città Eterna su due ruote  

Un itinerario alla scoperta dell’affascinante storia di Roma, una pedalata da non perdere per chi vuole tuffarsi nel fascino della Capitale fuggendo dal caos cittadino.

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Per immergersi nella storia della Capitale basta scegliere l’Appia Antica, la Regina Viarum, una delle vie più antiche e famose dell’Impero Romano, e non solo. Costruita nel IV secolo a.C., collegava Roma a Brindisi, passando per la Campania, e ancora adesso è in gran parte conservata. Oggi è una strada ideale per gli amanti della bici, che possono organizzare un tour suggestivo tra la natura della campagna romana e gli antichi monumenti, in un museo all’aperto tutto particolare. Dal Mausoleo di Cecilia Metella alle Catacombe di S.Callisto, dalla Villa di Massenzio a quella dei Quintili, passando attraverso il Parco della Caffarella che fa parte del Parco Regionale dell’Appia Antica. Ecco partenza e arrivo nel vostro giro nella storia!

Pronti al via: da Porta San Sebastiano al Quo Vadis

Scoprire Roma in bicicletta: 4 tappe di meraviglia per vivere la Città Eterna su due ruote

I nastri di partenza per la pedalata più bella nella storia si tagliano nel centro di Roma, punto di riferimento il Circo Massimo, l’antico circo romano tra il Palatino e l’Aventino, destinato un tempo alle corse dei cavalli. Se a questo aggiungi, di lì a poco, le Terme di Caracalla, le più grandi mai realizzate dall’Impero Romano, sono già due i siti storici approcciati dal nostro giro (e non abbiamo ancora iniziato a pedalare).

Costeggiando le Terme, arriviamo al punto di partenza che è via di Porta San Sebastiano, una grande e suggestiva entrata con il suo arco possente che vi ‘trasferirà’ dal traffico cittadino alla dimensione storica e paesaggistica della Roma d’altri tempi, lungo le mura della città, per poi confluire nella via Appia Antica. Eccoci tuffati dal centro dell’Urbe alla campagna; non immaginatevi, però, una vera e propria pista ciclabile, ma una sua versione ‘romanesca’. La pavimentazione di questo primo tratto è quasi tutta fatta di sampietrini, molto belli per i turisti ma un po' meno comodi per i ciclisti.

Una volta superato il fiume Almone e dopo circa due chilometri, vi troverete davanti la sede del Parco Regionale dell’Appia Antica, dove potrete sostare per munirvi di depliant informativi o affittare le biciclette nel caso foste partiti a piedi. Riprendendo il cammino – in un tratto battuto e stretto - la prossima tappa storica è quella della chiesa del Quo Vadis (resa famosa dal film omonimo del 1951) dove, secondo la tradizione, San Pietro in fuga da Roma incontrò Gesù e gli chiese: ‘Dove vai?”. Fermatevi per ammirare all’interno una lastra di marmo con due impronte di piedi che segnerebbero il luogo preciso dell’apparizione. 

Alla ricerca dei sepolcri celebri dell’Appia Antica, dalle Catacombe di San Callisto a Cecilia Metella

Scoprire Roma in bicicletta: 4 tappe di meraviglia per vivere la Città Eterna su due ruote

Superato Quo Vadis, vi troverete di fronte a tre scelte: a sinistra l’Appia Antica, a destra la via Ardeatina mentre al centro la salita che porta alle Catacombe di San Callisto. Optate per quest’ultima, più suggestiva del tracciato principale, con il pregio di essere asfaltata e anche chiusa al traffico (ma se invece preferite inoltrarvi nella bucolica valle della Caffarella proseguite sull’Appia).

Dopo poco più di tre chilometri e una piccola salita immersa nei pini, ecco l’ingresso delle Catacombe più importanti della Capitale, con gallerie lunghe anche 20 chilometri a una profondità di oltre 20 metri: qui furono sepolti martiri, pontefici e moltissimi cristiani, tanto da essere considerato il cimitero ufficiale della Chiesa di Roma. Non ritornate subito in sella visto che questo tratto che ricompare sull’Appia Antica è abbastanza ripido, proseguite fino alle Catacombe di San Sebastiano per poi ammirare la villa e il circo di Massenzio, che ospitava fino a 10 mila spettatori (una piccola succursale del Circo Massimo che poteva, invece, accoglierne fino a 150 mila).

In cima alla salita, si giunge alla tomba di Cecilia Metella che risale al I secolo a. C.: il mausoleo intestato alla nobildonna romana, famosa per le sue tormentate storie d'amore, è a forma di cilindro trasformato in un torrione e collegato ai castelli che furono di proprietà dei conti di Tuscolo e, poi, dei Caetani, una delle famiglie romane che si contese il controllo della città durante il Medioevo. Davanti al complesso di Cecilia Metella, si ritrovano i resti della Chiesa di San Nicola di Bari, anche chiamata ‘a Capo di Bove’ viste le teste bovine disseminate nell’area.

Nel cuore del Parco dell’Appia Antica, il salto nella storia tra ville e mausolei

Scoprire Roma in bicicletta: 4 tappe di meraviglia per vivere la Città Eterna su due ruote

A questo punto, l’itinerario cambia aspetto e carattere e la via Appia Antica riprende il suo tracciato originario; ecco, quindi, che ritornano i sampietrini alternati al basolato romano. Ci troviamo nel cuore del Parco dell’Appia Antica, nella parte più suggestiva di tutto il percorso, immersi tra i monumenti sovrastati da pini e cipressi tra sepolcri e bassorilievi.

E non solo, qui la campagna romana da il meglio di sé e, tra natura e testimonianze storiche, si scorgono anche recinzioni di ville private che non possono non suscitare una sana invidia da chi li ammira. Superato l’incrocio con via di Tor Carbone, troverete sulla sinistra un sepolcro a forma di piramide appartenente alla famiglia dei Quintili, mentre a destra due tumuli detti ‘degli Orazi’, di Età Repubblicana. A questo punto, sarete arrivati all’ingresso della Villa dei Quintili, la più grande e sontuosa residenza romana appartenuta, tra gli altri, anche all’imperatore Commodo.

Vicino alla villa c’è il ninfeo che, da struttura ricreativa, fu trasformata in fortezza militare durante il Medioevo, e attorno alle sue mura si trovano le grandi terme e le aree residenziali. Poco dopo ecco l’Antiquarium di Lucrezia Romana, un museo periferico che conserva statue e rilievi pervenuti dagli scavi fatti in zona negli ultimi venticinque anni.

Pronti al ritorno? Quando e come concludere il giro in bicicletta sull’Appia Antica

Non è facile pensare di abbandonare tanta pace e tanta bellezza ma, arrivati a questo punto, tocca pensare al rientro. Continuando lungo la regina viarium si attraversa un sottopasso superando il Grande Raccordo Anulare; da qui si può ammirare il panorama quasi inalterato della via antica, a cui fanno da sfondo i colli Albani. La zona di Ciampino può considerarsi una meta conclusiva del tour in bici, anche se i più temerari possono proseguire dritti fino a Frattocchie.

Poco prima, è possibile raggiungere la stazione ferroviaria di Santa Maria delle Mole e rientrare a Roma in treno, mentre chi sceglie il ritorno in bici si godrà un percorso in leggera discesa. Due consigli per chi decide di viversi quest’avventura nella storia. Il primo è di farlo in compagnia, visto che l’Appia Antica è molto frequentata dai ciclisti (soprattutto nel weekend) ma solo fino all’incrocio con via del Casale Rotondo; da questo punto ci si ritrova in zone isolate e potrebbero esserci delle difficoltà per i solitari in caso di incidente. L’altro consiglio è quello di munirsi di un po' di viveri, visto che i punti ristoro ci sono solo nel primo tratto e a seguire il calo di zuccheri potrebbe essere dietro l’angolo. Godeteviilgiroinbiciclettasull’AppiaAntica, un salto nella storia che non dimenticherete facilmente!

 
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