Una foresta d'acciaio nel cuore di Roma per ricordare un'episodio che ha segnato l'intero paese
Tra monumenti contemporanei e memoria collettiva, un luogo poco conosciuto della Capitale custodisce il ricordo di una tragedia che ha profondamente segnato l'Italia.
Nel cuore del quadrante sud di Roma, a pochi passi dalla Basilica di San Paolo fuori le Mura, il Parco Schuster custodisce un luogo che molti romani non hanno ancora scoperto. È La foresta d’acciaio, il monumento dedicato alle vittime di Nassiriya e alle missioni italiane in Iraq e Afghanistan, dove arte contemporanea e memoria collettiva si intrecciano in uno spazio sobrio e potente. Qui il rumore del traffico sembra attenuarsi, sostituito dal passo lento di chi attraversa i vialetti alberati per fermarsi davanti ai monoliti. È un luogo che parla soprattutto a chi cerca un’altra Roma:nonsoloquella dei grandi monumenti, ma quella dei siti più raccolti, dove la storia recente entra nel paesaggio urbano. Un punto di sosta silenzioso che invita al raccoglimento, ma anche alla riflessione sul ruolo del Paese nelle missioni internazionali.
Un memoriale contemporaneo nel tessuto urbano di Roma

La foresta d’acciaio nasce dalla volontà delle istituzioni di dare una forma stabile al ricordo della strage di Nassiriya del 12 novembre 2003, quando un attentato alla base italiana dei Carabinieri in Iraq causò la morte di diciannove connazionali. Dopo il forte impatto emotivo sull’opinione pubblica, Comune, Provincia, Regione e Ministero per i Beni culturali scelsero di avviare un progetto condiviso, affidando a una commissione il compito di selezionare un’opera capace di parlare al presente senza ricorrere a retorica. Il concorso internazionale portò alla scelta del progetto guidato dallo scultore Giuseppe Spagnulo, figura centrale dell’arte contemporanea italiana, affiancato da ungruppodiprofessionisti. La collocazione nel Parco Schuster, defilata ma accessibile con la metropolitana e gli autobus che servono San Paolo, permette al memoriale di vivere nel quotidiano della città, tra residenti, studenti dell’università vicina e visitatori curiosi.
Diciannove monoliti d’acciaio in un’ellisse attraversabile

Cuore del monumento sono i diciannove monoliti d’acciaio che richiamano direttamente le vittime italiane dell’attentato. Disposti all’interno di uno spazio ellittico al termine del viale principale del parco, emergono dal terreno come presenze scure e verticali, con altezze differenti che rompono la regolarità del prato. La superficie metallica, lavorata per evocare le tracce del fuoco, mostra sfumature, corrosioni e segni che rimandano simbolicamente alla violenza dell’esplosione. Chi visita la foresta può entrare nello spazio ellittico e muoversi tra i monoliti, senza percorsi obbligati. È un’installazione da vivere in prima persona,piùcheda osservare a distanza: la percezione cambia in base all’angolazione, alla luce, al ritmo del passo. L’assenza di figure, statue o simboli espliciti affida al rapporto tra corpo, materia e vuoto il compito di raccontare la tragedia.
Lapidi in travertino e nomi che rendono concreta la memoria
A poca distanza dai monoliti, su un’area erbosa posta frontalmente, tre lapidi in travertino completano il percorso. Le prime due riportano i nomi delle vittime dell’attentato di Nassiriya e di altri militari e civili italiani morti in Iraq tra il 2003 e il 2006, trasformando la forza astratta dell’acciaio in un elenco preciso di storie individuali. Leggere quei nomi aiuta a collegare l’impatto visivo dell’opera alle biografie di chi non è tornato. Nel 2009 una terza lapide ha esteso il raggio della memoria ai caduti delle missioni in Afghanistan, rendendo il sito un riferimento per tutte le operazioni italiane in quei teatri. Il dialogo tra la pietra chiara del travertino el’oscuritàdeimonoliti crea un equilibrio misurato: da un lato l’arte contemporanea, dall’altro un archivio pubblico scolpito nella materia, accessibile a chiunque desideri soffermarsi anche solo per qualche minuto.
Visitare la foresta d’acciaio: atmosfere, luce e consigli di visita

Uno dei momenti più suggestivi per visitare La foresta d’acciaio è il crepuscolo, quando entra in funzione l’illuminazione artistica pensata per esaltare le superfici irregolari dell’acciaio. I punti luce radenti fanno emergere le differenze di tono, mentre le ombre allungate tra i monoliti accentuano l’idea di una foresta artificiale sospesa nel silenzio. Il contrasto con le luci della vicina Basilica di San Paolo fuori le Mura aggiunge una dimensione quasi scenografica al paesaggio urbano. Dal punto di vista pratico, il monumento è facilmente raggiungibile con la linea B della metropolitana, fermata San Paolo, e con diversi autobus che servono la zona. È uno spazio aperto, integratonelparco,che si può inserire in una passeggiata tra basilica, quartiere e aree verdi. L’invito è a viverlo con rispetto, rallentando il passo e lasciando che l’opera suggerisca domande più che risposte.
