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Valmarecchia, l'entroterra di Rimini tra poesia e oasi verdi  

È la terra di Tonino Guerra, il poeta del sorriso. Un viaggio romagnolo oltre la Riviera, in un entroterra che profuma di tradizioni e frutti dimenticati

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Tre regioni, addirittura due nazioni. Una vallata da record, ma non siamo in una terra di confine – almeno per come lo immaginiamo noi. La Valmarecchia è marchigiana, emiliana e in parte anche toscana. È italiana e sanmarinese allo stesso tempo, e disegna una retta che da Badia Tebalda arriva fino alle porte di Rimini. Quasi come fosse una retta che passa per infiniti punti, congiunge l’Appennino al Mar Adriatico, e tocca luoghi storici, fortezze medievali, giardini e… poesie.

Un’escursione, più che una gita fuori porta, all’insegna di natura e arte con una guest star d’eccezione.

I luoghi più belli della Valmarecchia

Orto dei frutti dimenticati

Cosa vedere in Valmarecchia, la valle delle poesie | PaesiOnLine

Lo abbiamo citato più volte, ma quando si parla di Valmarecchia l’inconfondibile sorriso e l’ottimismo contagioso di Tonino Guerra tornano subito alla mente. Insieme al suo idealismo, necessario per partorire l’idea dell’Orto dei Frutti Dimenticati a Pennabilli (la città in cui visse gli ultimi 25 anni della sua vita). Più che un orto vero e proprio, è un’oasi naturale di pace e spiritualità, nella quale trovano spazio percorsi artistici, frutti e piante impossibili da trovare nella grande distribuzione. Benedetto anche dal Dalai Lama, che lo visitò nel 1994, questo luogo incarna al meglio le idee del poeta romagnolo: ritornare ai tempi lenti di una campagna ormai abbandonata in favore delle produzioni industriali. Recuperare i benefici dei frutti della terra, e nel farlo regalare a tutti la possibilità di immergersi in un luogo ricco di arte naturale e dell’uomo.

  • Orto dei frutti dimenticati. Via San Filippo 1, 61016 Pennabilli RN
  • Aperto tutti i giorni dalle 9 alle 19
  • Ingresso gratuito

Rocca di San Leo

Cosa vedere in Valmarecchia, la valle delle poesie | PaesiOnLine

Fortezza, rocca, forte, castello. Quella di San Leo è una costruzione dal tipico aspetto rinascimentale, ma qui una fortificazione esisteva già duemila anni fa. È la dimostrazione dell’importanza strategica di quest’angolo della Valmarecchia, appartenuto alle Marche fino al 2009 e poi traslato all’Emilia-Romagna. A volere questo capolavoro di architettura fu Federico da Montefeltro, per intenderci quello rappresentato nel ritratto di Piero della Francesca dove appare, di rosso vestito, di profilo. Molta della fama di questo luogo si deve alla lunga prigionia di Cagliostro (Giuseppe Balsamo), l’alchimista ed esperto di esoterismo a cui sono diversamente attribuiti l’elisir di lunga vita, la pietra filosofale e numerose altre magie poi rivelatesi false. Nella visita alla Rocca è possibile ammirare una ricca collezione di armi antiche, strumenti di tortura, opere d’arte antiche e contemporanee e visitare la prigione di Cagliostro. In Valmarecchia da visitare ci sono anche altri castelli: quello di Montebello di Torriana, Rocca Ferroso a Sant’Agata Feltria e le rocche e castelli malatestiani di Verucchio, Santarcangelo di Romagna, Coriano.

  • Rocca di San Leo. Via Giacomo Leopardi, 47865 San Leo RN
  • Aperta tutti i giorni dalle 10.30 alle 15.45, sabato e domenica dalle 10 alle 17
  • Biglietto d’ingresso 9 euro (5 euro under 18, 7 euro over 65 e soci TCI)

Le fontane di Tonino Guerra

Cosa vedere in Valmarecchia, la valle delle poesie | PaesiOnLine

Torniamo ancora una volta a parlare di Tonino Guerra. Se l’ottimismo è il profumo della vita, nella sua Valmarecchia la parola chiave è arte. Quella delle Fontane di Tonino Guerra, una serie di opere che toccano alcune località simbolo della vallata e non solo, passando da Cervia, Riccione, Sant’Agata Feltria e Torriana.

La più celebre è ovviamente quella di Santarcangelo: due vasche concentriche basse, circondate da sassi tondi e piatti, al cui centro ci sono delle belle sculture in vetro verde scuro smerigliato che ricordano una pigna.

Il leitmotiv di Sogliano sul Rubicone sono le farfalle, con la scultura in vetro di questo animale che si libra in volo, staccandosi da una vasca ricolma d’acqua e interamente rivestita da una pavimentazione mosaicata policroma di grandissimo impatto scenico.

Dal Bosco della Pioggia di Piazzale Roma (Riccione) al Tappeto sospeso a Cervia, fino alla Cattedrale delle foglie di Cesenatico, le “sue” fontane – realizzate spesso con progetti a 4 mani con artisti di vario calibro – rappresentano una eredità diffusa che incoraggia la conoscenza e la complicità attenta con l’ecosistema che ci circonda. Un messaggio ben presente in tutti i suoi linguaggi comunicativi.

Grotte Pubbliche Ruggeri a Santarcangelo

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Rimaniamo a Santarcangelo di Romagna, ma dalla luce e dal sole ci trasferiamo verso le viscere della terra. Più precisamente, al di sotto di Colle Giove (non lontano dal bellissimo centro storico che vediamo in foto) dove, scavate nel sottosuolo, troviamo ben 160 grotte la cui origine non è ancora stata chiarita del tutto. Gli ipogei, comunemente conosciuti come Grotte Pubbliche Ruggeri, si suddividono in volumetrie e spazi diversi, molti dei quali circolari e con nicchie lungo tutto il perimetro.

Le varie ipotesi accreditate vogliono la loro realizzazione in epoca tardoromana o precristiana, come siti religiosi deputati alle celebrazioni del dio Mitra (i cosiddetti Mitrei, di cui troviamo molti esempi in Italia). La ricostruzione secondo la quale fossero cantine e depositi contrasta con rifiniture a carattere monumentale, come le colonne con capitelli e gli archi a tutto sesto rafforzati esteticamente con lesene.

È probabile, invece, che da luoghi di culto si siano poi trasformati in ricoveri per le merci e, nel corso della Seconda guerra mondiale, in rifugi dai bombardamenti. Divise in più livelli, molte delle grotte sono visitabili.

  • Grotte Pubbliche Ruggeri. Via Ruggeri/Via Lauro de Bosis, Santarcangelo di Romagna
  • Apertura estiva: 27 marzo – 13 novembre dalle 10.00 alle 18.00; apertura invernale: 14 novembre – 26 marzo dalle 10.00 alle 16.30
  • Biglietto d’ingresso 7 euro (grotta pubblicata privata) o 4 euro (grotta pubblica). Riduzione di 1 euro per over 65 e gruppi >20 persone
 
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