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Venezia 1600: la cultura protagonista del compleanno della città  

Dalla Basilica di San Marco all’antico monastero di San Francesco alla Vigna, i milleseicento anni dalla nascita della Laguna sono celebrati all’insegna della grande storia veneziana

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Ogni compleanno ‘tondo’ va festeggiato in modo speciale, ma come si celebrano gli anni di una delle più belle città del mondo? Venezia 1600 è il calendario di eventi e iniziative che vuole ricordare il 1600° anniversario della fondazione di Venezia, avvenuta nel 421.

A cento anni dall’ultima celebrazione di questo tipo, la Laguna si ritrova intorno alle sue testimonianze culturali più importanti con l’obiettivo di spingere una ripartenza consapevole del turismo. Dopo l’acqua alta di novembre 2019 e il duro periodo dell’emergenza sanitaria, Venezia vuole tornare ad accogliere i milioni di visitatori che la affollano tutti gli anni.

Per destare maggiore attenzione, e soprattutto per promuovere un concetto di turismo che valorizzi di più le bellezze diffuse in città, sono nati due appuntamenti che sicuramente susciteranno molto interesse: le visite guidate alla Cattedrale dei Santi Giovanni e Paolo e la valorizzazione dell’archivio librario di San Francesco della Vigna.

La chiesa del Milione di Marco Polo

Venezia 1600: la cultura protagonista del compleanno della città

La Cattedrale dei Santi Giovanni e Paolo, una delle più grandi chiese della città (addirittura la più grande, se si esclude San Marco) si trova nel popolare sestiere Castello, ed è uno straordinario esempio di gotico con influenze veneziane. Fu costruita tra il Trecento e il Quattrocento, e la sua importanza è data dalla presenza di numerose sepolture dei Dogi. Si può dire, effettivamente, che la chiesa sia il Pantheon di Venezia.

L’archivio della cattedrale ha avuto, in questi anni, un fondamentale ruolo nel recupero storico de Il Milione, il libro sull’avventura asiatica di Marco Polo sulla Rotta della Seta. Qui è stato infatti scoperto un documento del 1323 che cita l’esistenza di due frati, Benevenuto e Cetorio (Centurio) ai quali l’esploratore si rivolge nel suo testamento.

Per conoscere al meglio questo luogo, vero e proprio gioiello di storia e architettura, ogni venerdì dell’anno alle ore 15 sono organizzate delle visite guidate all’interno della Cattedrale. E sapevate che furono proprio i Domenicani, votati alla gestione dell’edificio sacro, a tradurre dal volgare veneziano al latino Il Milione, facendolo divenire uno dei primi best seller della storia?

Le sue origini sono sempre state poco chiare: la prima stesura, in genovese, fu scritta da Rustichello da Pisa forse su dettatura di Marco Polo, figura storica della quale alcuni dubitano l’esistenza. Eppure la pergamena ritrovata nell’archivio della cattedrale cita un “Marco Paulo de confinio Sancti Iohannis Grisostomi”, a testimonianza che Marco Polo non solo è realmente esistito ma ha avuto contatti con i Domenicani dei Santi Giovanni e Paolo. Proprio il loro lavoro di riscrittura e traduzione del ‘diario di viaggio’ di Marco Polo ne decretò l’enorme, inarrestabile (ancora oggi) successo.

San Francesco della Vigna, il chiostro segreto dei libri

Venezia 1600: la cultura protagonista del compleanno della città

Muri di mattoni e muri di foglie, per proteggere il lavoro e la meditazione quotidiana dei frati. San Francesco alla Vigna è una vera e propria scoperta, mentre si cammina quasi senza meta tra le viuzze di Venezia, circondati da ponti e calli in una delle zone più tranquille e meno caotiche della città.

Ci troviamo sempre a Castello, un quartiere (ma sarebbe meglio dire sestiere, per riconoscere il ruolo della toponomastica lagunare) dove molti non si spingono oltre l’Arsenale ma che ha tantissimo da mostrare. Qui ancora oggi una piccola comunità di religiosi porta avanti un lavoro bibliotecario fondamentale, a protezione di un archivio le cui origini si fanno risalire ad Aldo Manuzio, padre (insieme a Gutenberg) della stampa così come la conosciamo oggi. La realtà di San Francesco alla Vigna è piccola, raccolta ma gli stessi aggettivi non si applicano alla biblioteca, che contiene qualcosa come duecentomila libri, di cui ben 45 mila antichi e portati qui dopo la soppressione ottocentesca dei conventi in tutta Italia.

Venezia 1600: la cultura protagonista del compleanno della città

Fra Rino Sgarbossa, direttore del fondo bibliotecario del convento, spiega che tra i gioielli qui conservati c’è la prima stampa del Corano a caratteri mobili, fatta dalla famiglia Paganino a Venezia nel 1537-38 e originariamente di proprietà del linguista Teseo degli Albonesi.

È dal 1254 che i frati si trovano in questo punto di Venezia, a un tiro di schioppo – in linea d’aria – dal Canal Grande e dai suoi sfavillii. Non solo luogo di culto e fede, ma anche farmacia, infermeria e lanificio, fino a diventare, per quasi settant’anni, una caserma.

Oggi è tornato alle funzioni originarie e ospita un archivio di incunaboli, miniature, tomi e pergamene davvero invidiabile, con libri che coprono un arco temporale di ben sette secoli. Non solo testi religiosi ma anche laici, così come gli strumenti della stampa mobile.

La Biblioteca di San Francesco della Vigna è visitabile con l’ausilio di una guida: il percorso dura un’ora e mezza e ha un costo di 4 euro, attraverso il quale si sostengono le attività del complesso.

 
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