Vicino Latina c'è la cisterna monumentale più antica al mondo: al suo interno possono starci 7 milioni di litri d'acqua
A pochi chilometri da Latina si nasconde una monumentale struttura sotterranea di epoca romana, capace di custodire milioni di litri d'acqua e considerata un capolavoro dell'ingegneria antica.
Nel cuore del centro storico di Formia, nel Lazio meridionale, c’è un luogo che ribalta il nostro modo di guardare le città: sotto le case, le piazze e le viuzze del rione di Castellone si apre il Cisternone Romano, una colossale cisterna ipogea capace di ospitare circa sette milioni di litri d’acqua. Scendere qui significa entrare in una macchina idraulica costruita oltre duemila anni fa, quando l’antica Formiae era un importante snodo lungo la Via Appia. Pilastri, archi e volte disegnano uno spazio sorprendente, attraversato oggi da passerelle e luci radenti che esaltano riflessi e prospettive. È uno di quei luoghi che raccontano la città per strati: sopra il borgo vivo e autentico,sottol’ingegneria romana che garantiva l’acqua a ville, terme e porto. Una visita che unisce archeologia, paesaggio urbano e un forte senso di memoria.
Formia e il Cisternone Romano: una città costruita per strati

Formia è una di quelle città che vanno lette in verticale, più che in orizzontale. Nel borgo di Castellone, a pochi passi dalle torri medievali e dalle case addossate l’una all’altra, sotto il selciato si nasconde infatti il Cisternone Romano, una delle più imponenti cisterne urbane dell’antichità. Qui il viaggio non è solo nello spazio, ma soprattutto nel tempo: dalla città balneare di oggi si scende direttamente nel cuore dell’antica Formiae.
La posizione, nel Lazio meridionale e affacciata sul Golfo di Gaeta, ha reso Formia un centro strategico fin dall’epoca romana, grazie anche alla presenza della Via Appia. Ville aristocratiche, strutture portuali e quartieri residenziali richiedevano un approvvigionamento idrico sicuro, ed è in questo contesto che nasce il Cisternone: una gigantesca riserva d’acqua, nascosta sotto l’arce cittadina e ancora sorprendentemente integra.
Dentro la grande cisterna romana: archi, riflessi e prospettive infinite
Una volta varcato l’ingresso, ci si ritrova in un ambiente ipogeo di circa 1.200 metri quadrati, scandito da file regolari di pilastri e archi che ricordano quasi una cattedrale sotterranea. Le fonti locali parlano di 53 sostegni centrali e 36 perimetrali, disposti per sostenere le volte e distribuire il peso non solo dell’acqua, ma anche delle abitazioni cresciute nel tempo sopra la struttura romana.
La capacità stimata è di circa 7.000 metri cubi, pari a sette milioni di litri: numeri che rendono subito chiara la portata del progetto. L’illuminazione artificiale, studiata per non alterare l’atmosfera, crea giochi di luce sulle superfici umide e sulle pareti, mentre il velo d’acqua sul fondo moltiplica i riflessi, dando la sensazione che le navate proseguano oltre il limite visibile, come in una sorta di architettura capovolta.
Ingegneria idraulica romana, storia e riscoperta di un gigante nascosto
Il Cisternone di Formia risale al I secolo a.C., quando Formiae era un centro vivace affacciato sul Tirreno, frequentato dall’aristocrazia romana e legato anche al nome di Cicerone. L’acqua arrivava dalle sorgenti di Santa Maria la Noce, convogliata da una rete di condotte che la portava in quota per decantare prima della distribuzione. La gravità faceva il resto, permettendo di alimentare case, terme, forse strutture portuali, senza ricorrere a sistemi meccanici complessi.
La qualità delle murature racconta un livello altissimo di competenze tecniche: bisognava contenere la pressione, limitare le infiltrazioni e garantire la stabilità di un vano esteso sotto un’area urbanizzata. Per secoli la cisterna rimase nascosta alla vista diretta, finché nell’Ottocento Pasquale Mattei ne descrisse l’esistenza, raccogliendo le memorie degli abitanti. Solo nel Novecento e poi con interventi più recenti si è arrivati a un vero recupero, con svuotamento, consolidamento e allestimento del percorso di visita odierno.
Come visitare il Cisternone Romano e scoprire la Formia antica

Oggi il Cisternone Romano è visitabile grazie a un sistema di passerelle che consente di attraversare le navate in sicurezza, senza entrare in contatto con l’acqua. Le luci radenti mettono in evidenza le diverse tecniche costruttive e i segni lasciati dall’umidità, senza trasformare l’ambiente in un allestimento artificiale. Per organizzare la visita è fondamentale verificare orari e modalità di accesso sul portale Archeo Formia, che aggiorna il calendario in base alla stagione e alle aperture straordinarie.
Il consiglio è di inserire la cisterna in un itinerario più ampio dedicato alla Formia romana. Dal rione Castellone si possono raggiungere i resti del teatro, il Museo archeologico nazionale e, lungo la Via Appia, il monumento tradizionalmente indicato come Tomba di Cicerone. È un percorso compatto ma ricco, che unisce archeologia, paesaggio costiero e vita quotidiana di un centro laziale dove la storia continua a scorrere, silenziosa, anche sotto i nostri piedi.
