Formia: la guida completa e aggiornata
Guida Formia, tutto ciò che devi sapere: storia, territorio, quando andare, come muoversi e arrivare, cosa mangiare, cosa visitare e cosa fare
Una posizione fortunata, quella di Formia in provincia di Latina, adagiata sul golfo di Gaeta, con un clima piacevole sempre, mitigato dal mar Tirreno di fronte e dai monti Aurunci alle spalle.
Un luogo ideale per fermarsi dopo lunghi periodi passati sul mare, tanto è vero che i Romani la chiamarono Formiae dal termine Hormia, che significa approdo. Formia si sviluppa su una superficie di 73 chilometri quadrati all’interno del Parco Naturale dei monti Aurunci, ed è al centro di luoghi altrettanti affascinanti con cui confina, Gaeta, Itri, Minturno – Scauri e Spigno Saturnia. Inoltre è punto di partenza di aliscafi diretti alle splendide isole di Ponza e Ventotene.
Le sue spiagge sono quelle di Vendicio, Acquatraversa, S. Ianni e Gianola. La storia di Formia è ammantata di tante leggende. Prima di tutto, sembra sia uno dei luoghi ove si è fermato Ulisse, ma delle sue imbarcazioni, solo alcune riuscirono a scappare, per via della presenza di antichi giganti cannibali, i Lestrigoni.
Una lunga e poderosa cinta di mura poligonali, conservate in parte sulla costa e in parte nel quartiere di Castellone, testimonia la presenza del popolo degli Aurunci, cui si deve probabilmente la costruzione, anche se c’è chi dice che i primi abitanti in assoluto furono i Laconi, di origine spartana. Conquistata dai Romani tra il V e IV secolo avanti Cristo, è considerata da subito strategicamente importante, tanto è vero che dal 312, sempre avanti Cristo, si costruisce la via Appia, porta verso l’Oriente.
Numerosi resti di ville romane testimoniano che il luogo era assai apprezzato dai Romani, come Cicerone che vi costruì una delle sue ville e vi morì nel dicembre 43 avanti Cristo, per mano dei sicari inviati da Antonio. Con la fine dell’Impero romano d’Occidente, la città è messa a ferro e fuoco dai barbari di vari popoli e dalla guerra greco-gotica. Motivo per cui i suoi abitanti si disperdono cercando la salvezza, dividendosi in due nuclei: quello costiero di Mola di Gaeta e quello collinare di Castellone. Una separazione che finisce solo nel 1863, quando i due agglomerati sono riuniti col nome di Formia.
Durante la Seconda guerra mondiale, grandi perdite sotto i bombardamenti, come la scomparsa delle dieci delle dodici torri del Castellone medievale. Il turismo, prima di tutto, caratterizza l’economia di Formia il cui territorio è anche ricco di vigneti, uliveti, frutteti. Forte la produzione di tanti tipi di ortaggi che arrivano nei mercati di tutta Italia, nonché l’attività della pesca. Sviluppate inoltre le industrie delle paste alimentari e dei laterizi. L’artigianato si concentra su oggetti e accessori in ceramica, terracotta, ferro. Qualche appuntamento.
Il Festival Le notti di Cicerone, di solito a settembre, comprende una serie di incontri dedicati alla scoperta dell’archeologia e della storia antica. Attività ludiche e didattiche per bambini e ragazzi, lezioni di storia all’aperto, degustazione di cibi degli antichi romani, visite guidate ai siti archeologici. Formia da gustare è una settimana di serate dedicata alla degustazione dei prodotti tipici del luogo, in genere a ottobre. A dicembre, attira il Presepe a Castellone e tutta una serie di manifestazioni legate all’evento.
Ogni anno a Maranola si celebra il Presepe Vivente, un particolare rituale che coinvolge tutta la comunità. A Formia, che nasce da due nuclei distinti, si festeggiano due patroni: Sant’Erasmo per Castellone, San Giovanni Battista per Mola. Il primo si festeggia il 2 giugno, il secondo dal 23 al 25 giugno, con tutto il contorno di processioni, mercatini, fuochi di artificio. Nell’ultima domenica di giugno la statua di San Michele Arcangelo è in processione dal borgo di Maranola all’antico eremo paleocristiano di monte Redentore: resta qui per tutta l’estate a proteggere quanti lavorano in montagna. Tornerà a Maranola sempre in processione il 29 settembre, giorno della sua festa.
A Maranola c’è anche la sagra del ciavarrotto, coincidente con la festa di san Luca, il 18 ottobre. Quando si viene a Formia, logico pensare a ricette della tradizione marinara, come un goloso fritto del golfo, in cui gustare i diversi prodotti del pescato del giorno, sempre diversi. Da provare anche gli spaghetti alla formiana, cozze, vongole, gamberi, calamari, pomodori pelati, vino bianco, olio di oliva.
Da non perdere i gamberoni reali cotti in vari modi e la zuppa di pesce alla formiana, le minestre di legumi con i frutti di mare e quelle a base di cicorietta, borragine, finocchietto e altre piante aromatiche. Ma altri prodotti di terra sono tipici qui, in questo posto di mare, come la salsiccia paesana di Maranola, prodotta con carne di maiale alimentato a ghiande, tagliata a punta di coltello e condita con sale, coriandolo, peperoncino, vino rosso. Insaccata in budelli naturali, è stagionata o a?umicata al profumo di ventrisco, cioè il lentisco, pianta di?usa nella zona. Un piatto che unisce mare e terra è la ricetta di sparnocchie (le canocchie) fatte cuocere con broccoletti, aglio, olio, peperoncino, vino bianco.
Ottimo il misto di verdure, una specie di tortino cotto al forno in cui sono messi a strati melanzane, zucchine, patate, pomodorini pachino, aglio, cipolle, basilico fresco, origano e formaggio caprino. Apprezzato anche il ciavarrotto, cioè il caprettone, prima insaporito con salvia, carota, sedano, cipolla e rosmarino in acqua bollente, poi cotto in un soffritto con aglio, cipolla, peperoncino, salvia, pomodoro, con una spruzzata di vino bianco. E da provare pure i vaccarielli: pagnottelle di farina di mais, olio extravergine di oliva, olive di Gaeta, alici salate, peperoncino e foglie di alloro tritate.
A Formia è nato un personaggio importante, Vitruvio Pollione, autore di un famoso trattato sull'architettura. La cittadina pontina ha una atmosfera molto seducente, un po’ campana un po’ laziale, in un territorio pervaso da leggende e miti, in un paesaggio emozionante, quasi fiabesco, in cui non è difficile credere si aggirassero gli eroi dell’antichità, Ulisse ma probabilmente pure Enea che forse seppellì nella vicina Gaeta la sua nutrice Caieta. Un luogo che ‘sa’ di mare ma anche di montagna, in cui la vegetazione sembra quasi sparire per lasciar posto a formazioni rocciose belle ed emozionanti. Una magia, quello di Formia, che arriva dritta al cuore.













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