Vicino Napoli esiste un luogo misterioso dove la leggenda diventa realtà
I Campi Flegrei, dove le antiche leggende degli antichi romani prendono vita
Una storia profonda, anzi, profondissima, che risale addirittura alle epiche narrazioni di Omero, aleggia intorno al sito dei campi flegrei, una particolarissima località a Pozzuoli, in provincia di Napoli. A pochi passi dalle acque cristalline del golfo, dal quale si possono scorgere ben più vicine dell'orizzonte le isole di Procida e Ischia, c'è un angolo segreto, misterioso, a tratti cupo che cela alla sua ombra dei segreti antichissimi. Un campo all'apparenza brullo e secco, ma vivo più che mai: una volta messo piede all'interno dei campi flegrei si sente la terra ribollire sotto le scarpe, quasi a dareil benvenuto al coraggioso visitatore. Se questa introduzione non è bastata ad incuriosirvi un po', allora forse è il caso di aggiungere anche come i campi flegrei possono essere considerati "la porta del Vesuvio", un terreno sulfureo più vivo che mai che ricopre un antichissimo cratere del vulcano più famoso del centro Italia, e ne comunica all'esterno le volontà.
Cosa sono i Campi Flegrei?

Detto nella maniere più semplice possibile, evitando inutili tecnicismi, i Campi Flegrei sono un campo vulcanico, cioè soggetto ad attività vulcaniche appunto, che ha avuto origine migliaia di anni fa. La storia della sua venuta alla luce è una storia tumultuosa, fatta di creazioni e distruzioni, in un periodo di tempo lunghissimo scandito da devastanti eruzioni. Questo straordinario complesso si trova a pochi minuti dalla città, a Nord Est di Napoli, e le sue attività sono ormai sopite, limitate a tiepidi fenomeni gassosi e termali. Questo borbottio vulcanico ha contribuito ad arricchire turisticamente i paesini che li ospitano: piccole città come Pozzuoli, Lucrino e Agnano sono oggi importanti centri termali che attirano ogni anno molti visitatori. Ed hanno anche vista mare, che non guasta mai.
Le storie e le leggende dei Campi Flegrei

Il velo mistico che aleggia sui Campi Flegrei ha origini davvero antichissime. Tra gli abitanti del luogo c'è sempre stata una sensazione mista tra fascino e terrore, il tutto alimentato da ambigue credenza che hanno sempre celato la vera entità del territorio. Da un lato infatti si pensava che la zona fosse una sorta di altarino bucolico, protetto dagli dei della campagna, dall'altro invece tremende storie di sanguinose battaglie. Una di queste riguarda Ercole, il famosissimo semidio delle 12 fatiche, si trovò proprio qui a lottare contro i giganti, che avevano impilato tre montagne e lanciavano pietre e lapilli. Così veniva spiegata l'origine dei Campi Flegrei. Per Virgilio invece, quesa zonatumultuosa era la porta degli inferi, dove il troiano in fuga Enea era riuscito a rincontrare l'anziano padre Anchise, deceduto tempo prima, grazie alle sinistre fatture della Sibilla Cumana, una strega che aveva proprio lì il suo antro.
Il cratere solfatara e la cucina geotermica

La zona più ampia e visitata dell'intero complesso dei Campi Flegrei è sicuramente quella del cratere Solfatara. Con un'estensione di ben 33 ettari, è la zona vulcanica attiva più grande aperta al pubblico, ma non c'è da preoccuparsi, non ci sarà magma incandescente ad aspettarvi, ma ribollenti pozze di fango ed una sgradevole puzza di zolfo. La zona intera è visitabile, soprattutto in primavera quando le temperature consentono di poter passeggiare tranquillamente senza soffrire troppo il caldo, ed aperta tutti i giorni, approssimativamente dalle 8:30 della mattina fino alle 16:30 del pomeriggio. Occasionalmente i tour operator della zona mettono a disposizioneesperienze particolarissime come quella della cucina geotermica, dove il pesce viene cotto direttamente ai 160° provenienti dal sottosuolo.
