Arles: la guida completa e aggiornata
Guida Arles, tutto ciò che devi sapere: storia, territorio, quando andare, come muoversi e arrivare, cosa mangiare, cosa visitare e cosa fare
Arles è una città francese con poco più di 50mila abitanti, nel dipartimento delle Bocche del Rodano, Bouches-du-Rhone, fiume su cui si affaccia.
Con i suoi 77mila ettari, è il comune francese con la maggiore estensione territoriale, un territorio particolarmente baciato per la sua biodiversità, con il Parco Naturale Regionale della Camargue, il delta del Rodano, il Parco Naturale Regionale delle Alpille, terre agricole e foreste mediterranee, dove vive oltre un centinaio di specie rare e protette.
Il suo clima è tipicamente mediterraneo, con estati calde e asciutte, nonché inverni miti e relativamente poco piovosi e con la presenza del mistral, il vento freddo del nord che contribuisce a forti gelate. La piacevolezza del clima, il paesaggio solare, la fertilità della valle del Rodano, hanno attirato in zona Celti, Liguri e Greci, prima dei Romani, arrivati qui dal 46 avanti Cristo in poi e che hanno lasciato parecchie tracce della loro presenza.
Loro la chiamavano Arelas, città davanti alle paludi, facendola diventare un centro importante della Gallia, tanto che sviluppa un forte commercio nell’area che diventa colonia romana nel 49 avanti Cristo, sotto Giulio Cesare. Proprio per via del suo grande successo commerciale, il poeta Ausonio la chiama addirittura ‘Roma gallica’, poi capitale della Gallia al tempo di Costantino, nel sesto secolo. Sul finire dell’Impero Romano, la terra è messa a ferro e fuoco da diversi popoli, Visigoti, Franchi, Saraceni, Normanni. Nell'879 è capitale del Regno delle due Borgogne, anche detto Regno di Arles, il cui ultimo re, nei primi anni dell’anno 1000, la lascia a Corrado II il Salico, re di Germania.
Quindi giungono i d’Angiò, con Carlo che nel 1257 la unisce alla Provenza. Attorno al secolo XV, con l’apertura di nuove rotte commerciali e nuovi porti, guerre di religione, epidemie di peste, perde importanza. Nei secoli successivi, la svolta industriale che ridà lustro al porto e nel 1800 arriva qui un personaggio che fermerà per sempre nella pittura i paesaggi straordinari di Arles e dintorni, cioè Vincent Van Gogh. Durante la guerra, la città fa parte del governo collaborazionista di Vichy. Occupata dai nazisti tra il 1942 e il 1944, è sottoposta a intensi bombardamenti alleati.
La vocazione economica di Arles è decisamente turistica ma la città è un importante centro agricolo e industriale, soprattutto nei comparti chimico, metallurgico, cartario, tessile, alimentare. Tra gli appuntamenti in Arles nelle varie stagioni, da ricordare, ogni mercoledì e sabato del mese, il vivace mercato cittadino, in Boulevard des Lices. In febbraio-marzo, grande effervescenza per il Carnevale, il Carnaval, come lo chiamano qui.
In tempo pasquale, c’è la Feria Pascale, anche con corride, oltre che con processioni religiose e mercatini. Fino a settembre comunque è un susseguirsi di ferias, proprio gli eventi che caratterizzano la stagione taurina, come, in maggio, la Fête des Gardians, la festa dei butteri, che si radunano in città in Place du Forum con la messa sul sagrato di Notre-Dame la Major e spettacoli con tori e cavalli nell’arena. Sempre in maggio c’è la festa che porta all’elezione della Regina di Arles, la Reine d'Arles.
A giugno si susseguono diverse feste che culminano con i Feux de la Saint Jean, fuochi d’artificio per San Giovanni. A settembre e nel primo autunno, doppio appuntamento per la Feria des Prémices du Riz, corride e animazioni che celebrano il riso provenzale. Tra dicembre e gennaio, si svolge l’International Salon des Santonniers, un tripudio alle statuine del presepe realizzate a mano.
Tanti i prodotti tipici di Arles, come la sua salsiccia, preparata con lardo, carni miste di suino e bovino assieme a spezie, erbe, vino rosso. Da assaggiare la coscia di montone affumicata alle erbe aromatiche, cioè il fumeton, spesso accompagnato con il riso della Camargue. Salse di aglio e olio d’oliva, aiolì, si sposano con altri piatti, come la gardiane, stufato d carne di toro, insalate e zuppe di pesce, tra cui la bouillebaisse.
Apprezzata la tapenade, salsa a base di olive nere e acciughe, e la pissaladiére, una specie di pizza bianca con crema di cipolle, formaggio grattugiato, erbe di Provenza. Le ostriche sono anche molto gettonate in zona, in genere assieme da un panetto di burro e una salsa a base di cipolle e aceto.
Per tutta l’estate, c’è una relativamente recente tradizione, che risale al 1970, cioè gli incontri internazionali di fotografia, con mostre, seminari, laboratori, incontri e spettacoli. Arles è parte del Patrimonio Mondiale dell’Umanità UNESCO, per varie ragioni, il suo centro storico e i monumenti romani, le sue aree paludose e il Cammino di Arles, uno dei quattro percorsi che attraversano la Francia e l’Europa per andare verso Santiago de Compostela, fin dal Medioevo.
Una città in cui passeggiare lungo il Rodano, estremamente romantico con il far della sera, fermarsi in uno dei bistrot un po’ ovunque, all’ombra di secolari platani, in una dolce atmosfera tranquilla, alla scoperta dei resti antichi e delle squisitezze locali.














Voto complessivo 6