Il Palazzo di Cnosso e il suo labirinto, la storia dà spettacolo a Creta
È un luogo dove respirare storia, magia e un pizzico di mistero ad ogni angolo, un sito archeologico da scoprire… a tutto tondo
Palazzo di Cnosso tuulijumala - Shutterstock.com
È una delle isole più grandi del Mediterraneo, patria di spiagge meravigliose lambite da acque limpide e cristalline. Creta, tuttavia, è anche molto più di questo poiché custodisce anche tantissimi tesori storici e archeologici che ne testimoniano l’antichità.
Il Palazzo di Cnosso è indubbiamente uno dei suoi luoghi più incantevoli, dove l’archeologia incontra la leggenda, regalando ai visitatori emozioni senza tempo.
Un palazzo… da record
L’area archeologica di Cnosso si trova al centro dell’isola di Creta, a 6 km dal mare e a 5 km da Iraklion.
Intorno al palazzo di Cnosso si sviluppò uno dei principali centri della civiltà minoica di Creta, che insieme ai Micenei della Grecia continentale, tenne le redini del Mediterraneo orientale alla fine dell’età del bronzo. Il palazzo di Cnosso fu costruito all’inizio del XVI secolo a.C. sulle macerie di un edificio più antico, forse distrutto intorno al 1600 a.C. dall’eruzione che avrebbe devastato l’isola di Santorini.
Puoi ancora vedere elementi architettonici che sono prova di quanto il palazzo dovesse essere splendido, poiché tutto parla di bellezza e magnificenza. Dalle possenti scalinate in pietra ai maestosi colonnati, attraversando sale riccamente decorate, è facile capire perché quello di Cnosso fosse il più grande di tutti i palazzi minoici.
I tanti studi condotti nel corso del tempo hanno fatto emergere dati importanti su quelle che dovevano essere in origine le dimensioni della costruzione: pare che, su una superficie di circa 20.000 m², trovassero posto gli alloggi del re, della regina e dei funzionari amministrativi, ma anche sale destinate al culto e ad ospitare ricevimenti, per un totale di ben 1300 stanze distribuite su 5 piani e in grado di ospitare circa 12.000 persone.
Tra questi ambienti spiccano per fama e particolarità i bagni degli appartamenti della regina, che pare fossero dotati di canalizzazioni sotterranee, fogne e canali di scarico, e dove l’acqua calda era sempre disponibile. Un sistema tra i più evoluti dell’età antica!
Il Palazzo di Cnosso e la leggenda del Minotauro
Ad accrescere ulteriormente il fascino del Palazzo di Cnosso a Creta è la leggenda che lo vede protagonista insieme al suo… labirinto.
Il labirinto era stato commissionato dal re di Creta Minosse per rinchiudervi il Minotauro, mostruoso con il suo corpo per metà umano e metà taurino, a cui ogni nove anni venivano dati in pasto sette ragazzi e sette ragazze provenienti dalla sottomessa città di Atene. Una imposizione che ebbe fine grazie all’intervento dell’eroe ateniese Teseo figlio del re Egeo, che si infiltrò nel labirinto con l’inganno e uccise il Minotauro, facendo nel frattempo innamorare di sé Arianna, la figlia di Minosse.
La leggenda, famosissima, racconta di come Arianna abbia aiutato Teseo ad uscire dal labirinto dandogli un gomitolo di lana rossa da srotolare durante il cammino, che gli permettesse di trovare la via d’uscita semplicemente seguendo il filo rosso e rifacendo il percorso a ritroso. Teseo aveva dato ad Arianna la speranza di fuggire con lui una volta uscito dal labirinto, promessa che non venne tuttavia mantenuta e per cui Teseo fu in qualche modo punito dal destino.
Il ragazzo dimenticò di innalzare la vela bianca in segno di vittoria, come aveva promesso di fare al padre, e quest’ultimo lo vide dunque arrivare da lontano con la vela ancora nera, sinonimo di sconfitta e morte. Convinto, dunque, che Teseo fosse morto, il re ateniese cadde preda della disperazione e si suicidò gettandosi in acqua (e dando così il suo nome al mare, che ancora oggi conosciamo come mar Egeo).
Evans vs Kalokairinos, una storia di… scoperta
Pare che il primo a scoprire il Palazzo di Cnosso fu Kalokairinos, un antiquario commerciante di Iraklion nel 1878, che non poté tuttavia andare oltre con i lavori poiché ostacolato dai padroni del terreno su cui il palazzo sorgeva, dei turchi che in cambio del proseguimento degli scavi avrebbero chiesto una ingente somma di denaro.
Lo scopritore ufficiale è dunque considerato Sir Arthur Evans, archeologo e direttore dell’Ashmolean Museum di Oxford, a cui è dedicato anche un mezzo busto di bronzo posto proprio all’entrata del palazzo. Il suo lavoro di recupero è stato ampiamente criticato, soprattutto per la scelta di utilizzare materiali per restaurare le rovine che chiaramente non potevano essere presenti al tempo del palazzo stesso, come il cemento armato. Peraltro colorato in alcuni punti per dare al visitatore l’idea di come fosse il palazzo di Cnosso all’epoca del suo massimo splendore, ma di fatto creando un falso storico.

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