Mumbai: la guida completa e aggiornata
Guida Mumbai, tutto ciò che devi sapere: storia, territorio, quando andare, come muoversi e arrivare, cosa mangiare, cosa visitare e cosa fare
Affacciata sul Mar Arabico, Mumbai occupa una serie di isole al largo della costa che sono state unite tra di loro da una serie di ponti. Il centro urbano vero e proprio di Mumbai, infatti, è su un’isola, mentre ad est varie ripide catene montuose, tra cui il Maharashtra e i Ghati Occidentali, impediscono di accedere facilmente all’altopiano del Deccan che occupa l’India centrale. Per quanto riguarda il clima, vanno assolutamente evitati i mesi da giugno a settembre, la stagione dei monsoni, con umidità a livelli quasi incredibili, piogge continue e strade allagate; molto caldo da marzo a giugno, mentre il periodo migliore, ma il più caro, è da novembre a febbraio, con temperature miti.
Mumbai è divisa in diversi distretti e quartieri; oltre a Mumbai Sud, l’area più ricca, maggiormente turistica e più ricca di attrazioni, nonché di hotel e ristoranti, ci sono Mumbai centro sud, antico quartiere operaio e ora sede prevalentemente di uffici e di quartieri residenziali, il centro nord, con una delle più grandi bidonville del mondo, nel quartiere di Dharavi, la zona ovest, con quartieri medio borghesi e i due aeroporti di Mumbai, la zona est, ancora residenziale e abitata soprattutto da commercianti, e l’enorme zona nord, con le migliori spiagge, il Parco nazionale Sanjay Gandhi e i templi di Mandapeshwar.
Anche se la città come la conosciamo oggi ha un’origine molto recente, la colonizzazione di Mumbai è iniziata in tempi antichi, con un processo di sottrazione di terreno al mare; le isole Mumbra, ai tempi degli imperi Indù vennero annesse ma considerate di scarsa rilevanza, e durante il dominio musulmano divennero un posto di frontiera del sultanato. Il cambiamento radicale per la sorte delle isole arrivò con la dominazione portoghese, dal sedicesimo secolo; qui, per l’eccellente posizione, costruirono una fortezza e un insediamento permanente. Un secolo dopo la zona venne venduta a Carlo II d’Inghilterra e dal diciannovesimo secolo Bombay, come iniziò a venire chiamata, cominciò a svilupparsi sempre di più, con l’obiettivo di trasformare le diverse isole in un’unica entità, progetto completato nel 1845. Pochi anni dopo Bombay poteva vantarsi di essere il primo mercato al mondo del cotone, e l’apertura del canale di Suez aumentò ulteriormente la sua sfera d’influenza. Il ventesimo secolo fu quello dell’indipendenza indiana e vide la crescita di Bombay inarrestabile, con il boom edilizio degli anni Settanta, fino al cambiamento ufficiale del nome in Mumbai nel 1995.
In quanto più grande città dell’India, Mumbai è il suo centro industriale, commerciale ed economico, e il suo reddito pro capite è quasi tre volte la media nazionale; a contribuire a questo boom le grandi liberalizzazioni effettuate nel 1991, malgrado sia ancora molto importante il settore statale per l’economia della città. Qui hanno sede quattro delle 500 imprese con il maggior fatturato al mondo, e dagli esordi orientati soprattutto allo sviluppo del settore tessile e logistico grazie al porto Mumbai si è affermata come grande metropoli anche per l’ingegneria e l’information technology, diventando un autentico caposaldo delle tecnologie d’avanguardia, comprese la ricerca medica, i computer, l’ingegneria aerospaziale e così via. Da non sottovalutare assolutamente l’industria dei media, grazie alla presenza di quella che viene chiamata "Bollywood", cioè il centro di produzione dell’industria cinematografica indiana.
Gli eventi a Mumbai sono ovviamente moltissimi: da una parte ci sono i "festival laici", come il grande Mumbai Festival a gennaio, il Banganga Festival, dedicato alla musica, sempre a gennaio sulla collina di Malabar, l’Elephanta Festival con musica e danza alle grotte di Elephanta (ottima occasione anche per gustare l’autentica gastronomia tradizionale) e il Mumbai Wine Fest, il maggior festival dedicato al vino in città, a febbraio. Dall’altra parte, invece, ci sono i tantissimi festival religiosi, come l’Holi, a marzo, il "Festival dei Colori", o il Ganesh Chaturthi, dedicato a una delle divinità più amate e celebri del pantheon induista, Ganesh, il dio-elefante che durante i 10 giorni della festa viene celebrato in milioni di case. Si tratta di un’occasione eccellente per vedere le processioni, con un solo problema: si tiene tra agosto e settembre, decisamente non un periodo consigliato per visitare Mumbai e in genere l’India.
La gastronomia di Mumbai è impossibile da riassumere in poche righe, considerando che si tratta della città più importante di un subcontinente da più di un miliardo di abitanti ricchissimo di opportunità e di culture. I piatti che proprio non si può fare a meno di assaggiare durante un soggiorno a Mumbai sono il classico Vada Pav, panino con patate schiacciate e diversi tipi di salsa chutney (evitare di prenderlo dai banchetti per strada), il pav bhaji, a base di vegetali tritati e speziati ricoperti di burro e serventi con pane, il bhel puri e il sev puri, con riso soffiato speziato servito con pomodori tritati, cipolle e perperoncini, più salsa chutney (a base di peperoni verdi e dal caratteristico gusto agrodolce). Particolare anche la tradizione del Thali, ovvero i pasti completi serviti in piccoli recipienti di metallo, perfetti per un pranzo veloce; i migliori sono quelli del Gujarat o del Rajahstan. Una raccomandazione che può sembrare superflua ma cui è necessario invece prestare sempre la massima attenzione: tutto ciò che non è imbottigliato, e col tappo sigillato, non va bevuto, e allo stesso modo vanno evitate le bevande che sono state raffreddate con i cubetti di ghiaccio. Meglio anche per i turisti non esagerare con gli alcolici, pratica molto poco ben vista da queste parti.











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