San Domenico, la 'chiesa dei pastori' a Carovilli
Un antico edificio religioso legato al rito della transumanza è oggi un luogo dove rivivono le antiche tradizioni dei pastori molisani
Giovanni santini1
La Chiesa di San Domenico è uno dei monumenti più importanti di Carovilli, eppure a guardarla così sembra 'semplicemente' una chiesetta di campagna, neanche in ottime condizioni di conservazione.
La sua fama, e da qui deriva l'aggettivo tratturale, è proprio legata al fatto che si trova lungo il percorso dei tratturi, quei lunghi sentieri bianchi in terra battuta che i pastori percorrevano in passato durante la transumanza. Abruzzo, Molise e Puglia sono da millenni unite da questi camminamenti che, nelle 'stagioni di mezzo', permettevano ai capi di bestiame di essere spostati in luoghi più o meno caldi.
L'edificio, che si trova sulla direttrice che unisce Celano, Foggia, Castel di Sangro e Lucera non ha una data certa di fondazione, ma si sa che nel corso del Settecento, essendo lontana dal centro abitato, venne usata come ricovero per gli appestati.
Il complesso, in parte diroccato, oggi si presenta in tutta la sua semplicità: la facciata è liscia, con una porta sbarrata e una finestrella. Il corpo della Chiesa di San Domenico è quadrato, semplice, con un porticato laterale a cinque archi. Davanti la chiesa, un'antica croce in pietra segna lo spiazzo antistante.
L'edificio viene aperto raramente e in occasione di celebrazioni popolari, come la Festa della Tresca, che si tiene a settembre.

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