La Necropoli della Banditaccia, la necropoli UNESCO di Cerveteri
A nord-ovest della cittadina di Cerveteri si può visitare un importante centro di scavi noto con il nome di Necropoli della Banditaccia, ed è un luogo dove la storia antica si fa spettacolo
Necropoli MicheleAlfieri - Istockphoto.com
Un nome curioso per un sito archeologico di primissimo livello: la Necropoli della Banditaccia di Cerveteri deve il suo nome ad una pratica di fine Ottocento, epoca in cui i terreni della zona furono ‘banditi’ (affittati con bando pubblico) dai proprietari di Cerveteri alla popolazione locale. Una curiosità che non fa che accrescere la magia di questo luogo dal 2004 patrimonio UNESCO (insieme alla vicina necropoli dei Monterozzi a Tarquinia) e quindi tra i territori protetti dallo Stato Italiano, capace di regalare un emozionante viaggio indietro nel tempo.
Un tesoro UNESCO sulle colline di Cerveteri
E si tratta di un viaggio lunghissimo, dal momento che le tombe che fanno parte della Necropoli della Banditaccia sono circa 400: sei pronto ad avventurarti in questo itinerario insieme a noi?
Con i suoi 450 ettari di superficie (anche se puoi visitarne solo una decina circa), la necropoli etrusca della Banditaccia è la necropoli più estesa e antica del Mediterraneo. Sorge su una piccola collina di tufo nei pressi della cittadina di Cerveteri, e racconta la sua lunghissima storia attraverso le numerose tombe che la compongono, e che appartengono a periodi storici diversi. Le più antiche risalgono al periodo villanoviano (IX secolo a.C.), le più recenti al periodo etrusco (III secolo a.C.), e nel loro insieme consentono di scoprire tanti dettagli su civiltà antiche e in buona parte ancora avvolta nel mistero.
Passeggiando tra le tombe della Necropoli di Cerveteri, infatti, si può vedere anche l’evoluzione dell’architettura funebre nel tempo, e di come la morte facesse ampiamente parte del quotidiano: vediamo come le sepolture fossero caratterizzare dalla forma a pozzetto quando riconducibili al periodo che va dal IX e l’VIII secolo a.C., quando era diffusa la cremazione, e di come solo in seguito siano state sostituite da fosse per l’inumazione. Per vedere le prime tombe a tumulo con pianta circolare e camere ipogeiche bisogna aspettare il VII secolo, e andare ancora più avanti con gli anni per veder comparire quelle a dado, costruite su pianta quadrangolare e disposte regolarmente lungo vie sepolcrali per razionalizzare lo spazio, rese inconfondibili dalla calotta emisferica che le sovrasta.
Le tombe della Banditaccia, le ‘case dell’aldilà’
Le tombe a tumulo del periodo etrusco rappresentano le più interessanti della Necropoli della Banditaccia, perché sono quelle che si mostrano come autentiche ‘case dell’aldilà’, con tanto di corridoi e stanze in cui il defunto poteva cominciare la sua nuova vita. Tra le più belle c’è sicuramente la Tomba dei Rilievi, famosa per le sue mura affrescate con dipinti di baccanali e scene di feste, ma anche perché conserva ancora oggi alcuni oggetti che all’epoca dovevano essere di uso quotidiano. I dipinti e gli affreschi sono leggibili, ma data la loro antichità e la conseguente fragilità, potrai ammirarli solo da dietro un vetro protettivo (che, tuttavia, non mina neanche un po’ la loro bellezza).
Molto belle anche perché immerse nella vegetazione la Tomba dei Vasi greci, la Tomba dei Capitelli con un piccolo corridoio d'ingresso e due stanzette laterali, la Tomba del Pozzo, il Tumulo Mengarelli e il Tumulo Maroi.
La Banditaccia ieri e oggi (e domani)
Un modo originale e suggestivo di visitare le tombe della Banditaccia? Grazie ad un progetto iniziato con il Museo Archeologico di Cerveteri, la necropoli è stata dotata di un percorso multimediale molto speciale: il passato che incontra il futuro! All’interno di otto tombe sono istallate delle apparecchiature multimediali che, attraverso animazioni audio-video, ricreano gli interni delle tombe così come dovevano essere all’epoca della loro costruzione, e avrai quasi l’impressione di poter toccare tutto con mano.
Solo una piccola parte dei reperti raccolti nella necropoli della Banditaccia è conservata nel Museo nazionale archeologico di Cerveteri, mentre la maggior parte si trova esposta nel Museo nazionale etrusco di Villa Giulia a Roma e in altri musei in giro per il mondo
