La Montagna Spaccata di Gaeta tra storia, natura e leggenda
È uno dei luoghi più suggestivi di Gaeta, dove panorami mozzafiato incontrano e si intrecciano a storie antiche e leggende romantiche
Montagna Spaccata Galina Mikhalishina - Shutterstock.com
La Montagna Spaccata di Gaeta è un posto davvero speciale sia per la sua importanza sotto il profilo naturalistico che dal punto di vista storico.
Celebre per le tre fenditure del promontorio a strapiombo sul mare, è da visitare per tantissimi motivi che non vediamo l’ora di raccontarti. A quel punto non ti resterà altro da fare che prendere le valigie e partire.
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Il Santuario della Santissima Trinità, il santuario della Montagna Spaccata
Costruito nel XI secolo e affacciato sul monte Orlando, il Santuario della Santissima Trinità è il luogo che meglio racconta la spiritualità di questo luogo, che nel tempo ha attirato pontefici, sovrani, vescovi e santi che qui sono venuti a pregare. Bernardino da Siena, Ignazio di Loyola e Leonardo da Porto Maurizio sono solo alcune delle persone che si sono raccolte in preghiera nel santuario nella Montagna Spaccata; ultimo, ma non per importanza, anche San Filippo Neri, a cui è peraltro legata una delle più famose leggende locali.
Si narra, infatti, che lui abbia vissuto all’interno della Montagna Spaccata, e il segno del suo passaggio è un giaciglio in pietra nota ancora oggi come Il letto di San Filippo Neri.
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La Grotta del Turco, la grotta della mano misteriosa
Dal Santuario della Santissima Trinità puoi partire alla scoperta di un percorso (puntellato da coloratissime e raffinate maioliche recanti le postazioni della Via Crucis e contenenti versi di Metastasio) che, ad un certo punto, ti conduce lungo una scalinata di 300 gradini che porta verso uno dei luoghi simbolo della Montagna Spaccata di Gaeta.
È la profonda fenditura centrale nota come Grotta del Turco che, secondo la tradizione cristiana, si sarebbe formata alla morte di Cristo. Lungo una stretta spaccatura di roccia è possibile notare, sulla parete di destra, la forma di una mano è che quella della cosiddetta Mano del Turco. Secondo la leggenda, essa si sarebbe formata quando un marinaio turco miscredente si appoggiò alla roccia, la quale divenne miracolosamente morbida sotto la sua pressione formando l'impronta della mano.
Ti invitiamo a notare che su una parete di roccia c’è ancora una scritta in latino che recita: Un incredulo si rifiutò di credere ciò che la tradizione riferisce, lo prova questa roccia rammollitasi al tocco delle sue dita.
Una volta arrivati alla Grotta del Turco, prenditi il tuo tempo per ammirare lo spettacolo che si apre di fronte ai tuoi occhi, quello dell’altissima gola rocciosa che si tuffa nel mare, che in questo punto è di un blu intenso.
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Etele e Giordano, la leggenda d’amore della Montagna Spaccata
La leggenda di San Filippo Neri e quella della Grotta del Turco sono solo alcune delle leggende che vedono protagonista la Montagna Spaccata di Gaeta, complice il suo aspetto che è davvero ai limiti del surreale. Ce ne sono molte altre, che non fanno che aumentare il grande fascino di questo luogo ‘in bilico’ tra la magia della natura e quella della storia.
Tra le leggende che devi assolutamente conoscere c’è quella (antica e drammatica) sulla sua origine che racconta l’amore fra Etele e Giordano: tanto tempo fa, dove oggi c’è la Montagna Spaccata, si narra che vivessero delle bellissime Anguane, donne ammalianti che si lasciavano vedere solo di notte quando, cantando e danzando alla luce della luna piena, soggiogavano gli uomini di passaggio.
Un giovane montanaro di nome Giordano si innamorò di una di loro, Etele, e decise di sposarla nonostante fosse consapevole che, a causa di un sortilegio, sarebbe svanita alla morte di sua madre la Maga del bosco. Il drammatico evento, in effetti, accadde sul serio: dopo aver avuto per qualche tempo un matrimonio felice e pieno d’amore, la maga morì e Etele andò incontro al suo destino. All’alba Etele fuggì e giunse ai piedi di una rupe altissima e, nonostante l’intervento di Giordano, l’incantesimo si manifestò: un alto boato scosse la terra, la rupe si spaccò in due e inghiottì la bella sposa.
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