Isola di Dino, la piccola grande isola calabrese
Cinquanta ettari di superficie dove il punto più alto arriva ad appena cento metri. Un’isola mignon dal passato importante
Isola di Dino stock.adobe.com
Se vi state chiedendo quante isole abbia la Calabria e non riuscite a ricordarvene neppure una non preoccupatevi, non siete degli ignoranti in geografia. Sono in pochi a conoscere l’isola di Dino, il più grande degli isolotti calabresi (gli altri sono piccoli scogli) che sorge sul Tirreno Cosentino di fronte alla città di Praia a Mare.
Un’isola davvero piccola, ma dal passato importante perchè conosciuta soprattutto per essere stata di proprietà di Giovanni Agnelli che l’ha resa ‘abitabile’ costruendo cottage e un piccolo centro turistico.
Oggi l’isola di Dino è del comune di Praia a Mare e può essere circumnavigata nei suoi tre chilometri di grotte e rocce tutte da scoprire.
Dino, Dina o Dine, le origini dell’unica vera isola in Calabria
Considerato che quella di Cirella è in realtà un grande scoglio, l’isola di Dino rimane l’unica isola calabrese posizionata nel Golfo di Policastro, a poca distanza dalla costa.
In passato una lingua di terra la collegava alla costa che è poi scomparsa a causa dell’erosione (oggi tende a ricongiungersi alla terraferma): è costituita da calcari dolomitici e quasi del tutto ricoperta da macchia mediterranea. Punto privilegiato è la torre cinquecentesca di avvistamento – a 73 metri sul livello del mare - utilizzata in epoca borbonica contro le invasioni sulla costa: da qui si può ammirare un panorama completo del golfo e scoprire i nidi di aironi e gabbiani reali che qui amano ‘fare casa’.
Sulle origini del nome ci sono varie interpretazioni. C’è chi lo ricollegava ad un tempio (aedina) dedicato a Venere o forse a Leucotea, protettrice dei naviganti in un tratto di mare popolato da sirene, oppure ancora alla madre di Venere, Dionea. Dino potrebbe derivare anche dal greco ‘Dine’ inteso come vortice visto che questo piccolo golfo tra l’isola e Scalea era temuto per la forti mareggiate.
L’isola di Dino e la parentesi Agnelli
Gli anni Sessanta segnarono una tappa importante per l’isola di Dino che venne venduta per cinquanta milioni alla società apposita – Isola di Dino S.p.A. – in parte di proprietà di Gianni Agnelli che, insieme a Mediterranea S.p.A., aveva l’obiettivo di valorizzare a livello turistico tutta la zona da Fiuzzi fino a San Nicola Arcella. Tenendo conto dei limiti di edificabilità, venne costruita una strada di 1700 metri per collegare il pontile di attracco alla parte alta dell’isola dove vennero realizzati cottages e ristoranti.
In seguito la proprietà dell’isola di Dino passò di mano in mano a varie società fino al 2010 quando un giovane imprenditore calabrese decise di acquisirla avviando un progetto di valorizzazione del luogo che, purtroppo, era stato abbandonato negli anni.

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