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I riti della Settimana Santa  

Dettaglio eventi a Campobasso

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Redazione
Scritto da Redazione
Dove Campobasso
Quando: dal 05/04 al 06/04
Categoria: ARTE & CULTURA

Alla Settimana Santa sono legate alcune tradizioni secolari che, nel rispetto della storia evangelica, ancor oggi si perpetuano, in città, con pochissime varianti rispetto a quelle originarie.

La prima è quella degli Apostoli che si svolge nella giornata del Giovedì Santo. Nel 1470 l'abate Nicola Zita, morendo, lasciò un legato alla Confraternita di sant'Antonio Abate affinchè fosse consentito perpetuarsi, nel tempo, la cerimonia della lavanda dei piedi. Tale pratica trasmigrò, successivamente, nella chiesa di santa Maria della Croce. Più tardi, con il favore del conte Andrea de Capoa, che in quegli anni esercitava i propri diritti feudali sulla città (si era ai primi anni del Cinquecento), la lavanda passò alla chiesa della Trinità sorta a qualche centinaio di metri di distanza dalla chiesa dei Crociati, altro episodio non marginale nella lotta fra le due potenti confraternite campobassane. La cerimonia consisteva nel vestire con sacco, berretto di pelle o grossa lana, bastone e sandali tredici vecchi inabili e poveri i quali giravano in tutto il territorio comunale. La comitiva presenziava a tutte le funzioni e, infine, si sottoponeva alla lavanda dei piedi nella chiesa di san Leonardo. Dopo ciò ricevevano il loro compenso che, alla fine del Seicento, consisteva nel sedere a mensa in casa Zita dove erano serviti di tante portate quanto era il loro numero. All'atto di essere lasciati liberi ricevevano un grosso biscotto e dodici monete di rame.

Oggi tale processione è gestita dalla Pia Unione san Giovanni con partenza dalla chiesa annessa al convento di san Giovanni Battista. Come prima tappa essa va alla chiesa cattedrale dove l'arcivescovo svolge la messa e la lavanda dei piedi. Il giro proseguirà, poi, con la sosta in tutte le chiese cittadine. I figuranti hanno costumi d'epoca e sono preceduti da una guida la quale, nel rappresentare Simone il cireneo, mostra avanti a sé la croce. L'apostolo Pietro si distingue per la chiave d'oro del Paradiso e quella nera dell'Inferno mentre Giuda Iscariota ha alla cintura la borsa con i trenta denari del tradimento.

Il Venerdì Santo, invece, vede l'avvenimento religioso in cui i campobassani si sentono più partecipi anche emotivamente: la processione del Cristo morto e della Madonna Addolorata. Il lungo e mesto corteo che, nel pomeriggio, si muove dalla chiesa di santa Maria della Croce comincia a snodarsi dapprima nel centro storico e, successivamente, nella parte moderna della città. La sua particolare caratteristica è di avere, all'interno, un coro di circa settecento persone il quale, durante il percorso, intona più volte lo struggente canto "Teco vorrei o Signore", composizione di inizio Novecento, del maestro campobassano Michele De Nigris su versi di Pietro Metastasio. Tale espressione musicale vuol essere, in un certo qual modo, il prosieguo di quella tradizione presente tra i congregati Crociati e Trinitari del Cinquecento i quali cantavano, a seguito della malinconica teoria mattutina, il "Lamento della Madonna Santissima".

La processione dei tempi nostri, con rito ormai consolidato, percorre il centro cittadino e dopo essersi soffermata davanti ai luoghi ove la sofferenza è maggiormente presente, come le carceri, fa ritorno alle ore 20 nella chiesa da dove era partita in un ambiente diventato altamente suggestivo grazie alle soffuse luci del centro antico. La scelta dell'orario pomeridiano non è casuale volendo esso ricordare il momento in cui avvenne la Passione di Gesù Cristo.

Fonte: www.eventiesagre.it

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