La Festa dei Ceri
Dettaglio eventi a Gubbio
Il mese di maggio è ideale per visitare la cittadina umbra di Gubbio, una delle perle della regione: non solo perché con l’arrivo della primavera si mostra al massimo della sua bellezza, ma perché è nel mese di maggio che si tiene un evento di fondamentale importanza: la Festa dei Ceri.
La Festa dei Ceri è un evento che fa ormai parte della tradizione e del bagaglio di cultura popolare della bella cittadina e che anche quest’anno, come ogni anno, si tiene il 15 maggio, il giorno della vigilia della festa del patrono di Gubbio Sant'Ubaldo. Anche nel 2015, dunque, torna questa storica manifestazione, una delle più antiche e famose d’Italia, iconica al punto che i Ceri sono presenti anche nello stemma della Regione Umbria. Sono moltissime le persone che ogni anno arrivano a Gubbio in vista di quest’evento e che riempiono le sue stradine e i suoi vicoli medievali, in attesa di assistere ai suoi momenti topici.
I festeggiamenti cominciano già alle prime luci del mattino con il passaggio del gruppo dei tamburini per le vie della città che danno la sveglia ai cosiddetti Capitani e ai Capodieci, e proseguono con il suono del Campanone, la più grande campana del Palazzo dei Consoli, che ha invece il compito di svegliare tutto il resto della città. Questi primi momenti della manifestazione rappresentano un’anteprima dell'Alzata dei Ceri, l’evento fondamentale della Corsa che si tiene in Piazza Grande, la piazza in cui si trova il Palazzo dei Consoli.
Un percorso lungo più di 4 chilometri è poi quello che si snoda lungo le strade del centro storico e che costituisce il momento culminante dell’evento. E non si tratta di un percorso qualsiasi, in quanto prevede la presenza dei cosiddetti ceraioli, che reggono tre enormi strutture di legno sormontate dalle statue (chiamate, appunto, Ceri) di Sant'Ubaldo, San Giorgio e Sant'Antonio, ognuna del peso di 4 quintali, e le portano in spalla di corsa tra l'incitamento e l’entusiasmo della folla. La sfrenata corsa, che inizia al grido di Via, ch'eccoli, si conclude sulla vetta del monte Ingino, dove c'è la basilica dedicata a Sant'Ubaldo.





