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MATTA - L'ORIGINE E' ADESSO  

Dettaglio eventi a Savona

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Silvia
Scritto da Silvia
Dove Savona
Quando: dal 08/06 al 01/09
Categoria: ARTE & CULTURA

 

Prosegue il cammino della città di Savona tra i grandi autori dell’arte contemporanea. Dopo le firme italiane di Guttuso, Attardi, Treccani e Sassu, l’omaggio della città della Torretta sarà reso a un artista internazionale, Roberto Sebastian Matta.

Sabato 8 giugno, alle ore 11, verrà inaugurata la mostra MATTA – L’origine è adesso (a cura di Silvia Pegoraro), allestita presso la Pinacoteca Civica di Savona, promossa e organizzata dalla Fondazione Cento Fiori e dalla Pinacoteca Civica savonese.

Un evento di grande prestigio, che arricchisce il percorso espositivo intrapreso con un autore che ha portato avanti una ricerca artistica intensa, mai disgiunta dall’impegno civile a fianco dei popoli oppressi, in particolare della sua terra originaria, il Cile, schiacciato per lunghi anni dalla dittatura militare di Pinochet.

Significativa la sua presenza ad Albisola, nel 1954, nell’ambito degli “Incontri Internazionali della ceramica” e la sua adesione, nel 1983, a un progetto espositivo al Priamar, nell’ambito della Festa de l’Unità, finalizzato a sensibilizzare l’opinione pubblica verso i drammatici eventi dittatoriali che si stavano svolgendo in Cile.

La mostra MATTA – L’origine è adesso, allestita dall’Architetto Patrizia Peirano negli spazi della Pinacoteca Civica cittadina, è promossa e organizzata dalla Fondazione Cento Fiori in collaborazione con il Comune di Savona – Pinacoteca Civica, con il patrocinio della Regione Liguria, e con il contributo della Fondazione A. De Mari e della Compagnia di San Paolo di Torino. Fondamentale anche la collaborazione di Ulisse Gallery Contemporary Art di Roma (che con opere della sua collezione organizzò, nel 2002, l’ultima mostra di Matta vivente l’artista).

Sebastian Matta, nato a Santiago del Cile nel 1911 e scomparso nel 2002 a Civitavecchia, ha saputo sintetizzare il linguaggio surrealista con il dinamismo dell’Action Painting (Gorky, Pollock, Motherwell ecc.), alla cui nascita ha incisivamente contribuito e dalla quale è stato a sua volta influenzato durante il lungo soggiorno negli Stati Uniti (1939-1948). Il risultato è sorprendente: una narrazione fatta di segni e figure tra il primordiale e il fantascientifico, che parlano del dramma dell’uomo contemporaneo senza mai perdere la forza dirompente, rivoluzionaria e “originaria” propria dell’artista.

In occasione della sua presenza a Savona e Albisola, Matta saputo ha coniugare con particolare energia sperimentazione artistica e impegno civile. Si inserisce in questo ambito l’esposizione delle sue opere al Festival de l’Unità, nell’estate del 1983, dove il Partito Comunista savonese prende posizione in difesa e sostegno del popolo cileno.  In questo contesto viene organizzata alla Fortezza del Priamar l'esposizione Arte e Lotta, alla quale partecipano grandi artisti latinoamericani, quali, in primis, Sebastian Matta ma anche Nemesio Antunez, l'argentino Carlos Carlé, il paraguayano Aiax Barnes. Per quell'occasione Sebastian Matta mette a disposizione quattordici sue opere, alcune vendute devolvendo il ricavato all'Associazione Italia-Cile; le rimanenti furono donate dall'artista alla Federazione savonese del P.C.I. e oggi fanno parte della collezione della Fondazione Cento Fiori.

Ad Albisola, invece, Matta incontra il linguaggio della ceramica, partecipando agli straordinari “Incontri Internazionali della ceramica”, nel 1954, e lavorando in più occasioni presso la Fabbrica Mazzotti, dove realizza anche il celebre vaso “L’Oscar di Albisola”.

LA MOSTRA

La mostra – trentacinque opere tra dipinti, sculture e grafiche -  costituisce un suggestivo cammino attraverso la ricerca visiva (e visionaria) dell’artista cileno. Come scrive Silvia Pegoraro, “Matta è uno di quegli artisti che si sforzano di dare una dimensione pubblica, civile, politica, al loro messaggio artistico; che tentano di infrangere la barriera elitaria del linguaggio poetico; che non hanno paura di contaminazioni ma cercano anzi, in nome di una coscienza collettiva di cui si sentono parte, una assunzione di responsabilità ideologica, senza rinunciare alla loro funzione di liberi ricercatori”. Quella di Matta è una “narrazione” drammatico-grottesca estremamente tesa e graffiante, che si sforza di esprimere il reale nella sua complessità, soprattutto di rendere visibile quella parte della realtà che normalmente è invisibile, col respiro di un affresco, anche nelle opere di piccole dimensioni.

Tra i lavori in mostra, Tangame mucho, del 1999, o la celebre poltrona-scultura Alidor, 1974, in resina dorata, o ancora uno dei suoi ultimissimi dipinti, il grande Oestrego, realizzato poco prima di  morire, nel 2002 (opere provenienti dalla collezione Ulisse Gallery Contemporary Art). Di grande rilievo la presenza di alcuni dipinti inediti: ad esempio, i due provenienti dalla collezione della scultrice Cordelia von den Steinen, grande amica di Matta negli anni del suo soggiorno italiano insieme al marito, lo scultore Pietro Cascella, in collaborazione col quale Matta realizzò il dipinto I due ubriachi (1962), per la prima volta qui in mostra come l’opera più tarda (anni ’90), intitolata da Matta, con scritta autografa, 48 anni doppo (sic), secondo la sua tipica inclinazione a deformare e contaminare le lingue.

Altri interessanti inediti, gli olii su tela dei primi anni ’70, sempre provenienti da collezioni private, e quindi assai difficilmente visibili altrove, che richiamano stilisticamente i murales realizzati da Matta proprio in quegli anni : Ah!Ah! (1969-72),  M'orbite (1970-71) e Senza titolo (1972).

Programma

Questo il programma della giornata inaugurale della mostra.

  • Alle 11, nella Sala Conferenze della Pinacoteca Civica, dopo l’introduzione del Presidente della Fondazione Cento Fiori Giancarlo Berruti, seguiranno i saluti delle autorità: il Sindaco della città di Savona, Federico Berruti, Roberto Romani, Presidente della Fondazione De Mari – Cassa di Risparmio di Savona. Interverrà la curatrice della mostra, Silvia Pegoraro.
  • Alle 11.30 il taglio del nastro nelle sale della Pinacoteca Civica.

Gallery


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