Savona: la guida completa e aggiornata
Guida Savona, tutto ciò che devi sapere: storia, territorio, quando andare, come muoversi e arrivare, cosa mangiare, cosa visitare e cosa fare
Famosa per la ceramica e l’arte vetraria, per il suo mare blu e il verde delle sue colline, con le Alpi alle spalle: Savona, collocata nella Riviera Ligure di Ponente, che ospita Sanremo e il suo casinò, i Giardini Hanbury, Bordighera, solo per citare località e posti famosi in tutto il mondo. Del resto, questa è terra di contrasti, in cui lo charme del mare e delle spiagge si sposano con l’ambiente ancora selvaggio di boschi e montagne. Il comune di Savona è costruito attorno alle foci dei due corsi d’acqua Letimbro e Quiliano. Proprio il mosaico ambientale tra mare, collina, montagna, caratterizzano il suo clima, temperato, di tipo mediterraneo, temperature mai molto basse o piovose né molto alte o afose, tanto che una visita è consigliabile in ogni mese dell’anno. Capita che ci siano giorni in cui la bassa pressione crea pioggia e freddo, o anche venti di tramontana con qualche nevicata a bordo mare, ma sono più eccezioni che altro, e le brezze del mar Ligure regalano temperature miti e piacevoli.
L’origine del nome della città di Savona è incerto: si pensa che derivi dal dialetto “savon”, saponetta, dato che qui fu inventato il sapone. O forse da Souconna, una dea venerata dai Celti, che sono stati in zona. Un’altra leggenda la fa richiamare a Saone, figlio di Giove e Taigete, una delle Pleiadi. Alcuni dicono che c’è di mezzo l’indoeuropeo, con la radice seu, che vuol dire “bagnato”. Da dire che la città era abitata già nel periodo neolitico, ovvero 5mila anni prima di Cristo, e che partecipò, con i Liguri Sabati, alla seconda guerra punica al fianco di Cartagine contro i Romani, che erano alleati di Genova: da qui probabilmente l’atavica rivalità tra le due città. Quando i Cartaginesi furono sconfitti, venne data grande importanza all’attuale capoluogo e Savona, passò in secondo piano, con un posto mai più da protagonista fino alla fine dell’Impero Romano, quando diventa base della flotta bizantina, fortificata con una imponente cinta muraria e abbellita da tanti monumenti. Del resto, la sua attività marinara porta ricchezza: il suo porto, proprio con i Bizantini, diviene centro economico e militare di tutta l’area. Nel 643 arrivarono i Longobardi: il re Rotari distrusse i principali centri liguri, tra cui Savona. Distruzioni ripetute da Visigoti, Vandali, Ostrogoti. Nel 1000 la rinascita, con un porto fiorente e grandi commerci soprattutto verso il Nord Europa. Savona è libero comune dal 1192, periodo in cui si espande al di là del porto; nel medioevo via alle residenze nobiliari e alle case-torri. Grande successo fino al 15° secolo, tra periodi di indipendenza e dominazioni varie. Tra la fine del 1400 e l’inizio del 1500, due savonesi salirono al soglio pontificio: Francesco Della Rovere, cioè Sisto IV, e Giuliano Della Rovere, cioè Giulio II.Un brutto evento accade nel 1528: il porto viene interrato, la città saccheggiata più volte e parzialmente distrutta dai genovesi. Grande crisi per almeno tre secoli, fin quando Napoleone Bonaparte fece del palazzo vescovile di Savona il suo quartier generale: è il 1796. Nel 1805 tutta la Liguria viene annessa all’Impero francese e, nel 1815, con il Congresso di Vienna, entra nel Regno del Piemonte. Furono i Sabaudi a ricostruire il porto regalando alla città un aspetto molto simile a quello di Torino. Nel carcere del Priamar, il forte cinquecentesco che sovrasta il porto, viene imprigionato Giuseppe Mazzini, dove formulò la sua idea di Giovane Italia. Le tradizioni cattolico-liberali-democratiche segnano la città rendendola protagonista durante la Resistenza. Proprio per il suo contributo, Savona è decorata con la medaglia d´oro al valor militare. Le ferite della guerra, in cui fu pesantemente bombardata, contribuiscono ad espandere i suoi confini sulle colline e su tutta la fascia costiera sino a Zinola avvicinandola moltissimo ad Albisola e Vado Ligure.
Secondo porto della Liguria, Savona dista da Genova poco più di 50 chilometri. La sua vocazione marinara, attenta al suo patrimonio, le hanno fatto conquistare la Bandiera Blu, riconoscimento europeo, e testimonianza di un’ottima qualità dell’ambiente e dei servizi delle risorse mare-turismo, i punti di forza della sua economia. Così, il porto, un tempo esclusivamente commerciale, è ora convertito al turismo, con approdi diportistici e terminal per crociere. Il tutto legato a una riqualificazione completa della spiaggia e della città intera, una raffinata “signora” che si lascia scoprire nelle sue pieghe fatte di arte, storia, cultura.
Tra gli eventi annuali, da ricordare il suo famoso Carnevale, con la maschera Ciciolin, relativamente nuova, creata solo nel 1953. Ma è organizzato pure un carnevale estivo, i primi giorni di agosto. Molto sentita la festa patronale di Nostra Signora della Misericordia, a marzo, con pire di legno lasciate bruciare nel torrente Letimbro e una commovente processione sino al Santuario di nostra Signora della Misericordia. In aprile c’è la sfilata storica che ricorda Savona libero comune. Sentita la processione del Venerdì Santo che si svolge con cadenza biennale (negli anni pari): si caratterizza per un curiosoapparato processionale costituito da “casse” lignee, cioè sculture che raffigurano le tappe della Passione di Cristo. A maggio, per la festa di Santa Rita, nell’omonimo quartiere, viene allestito il mercatino con prodotti tipici e la vendita di rose, simbolo della santa. D’impatto, i fuochi artificiali a fine luglio, al ritmo di musiche varie. A dicembre, la festa di santa Lucia. Nel periodo natalizio, la domenica che precede il 25 dicembre, scatta l’ora del Confuoco, un'antica manifestazione che richiama i saturnali di epoca romana e che consiste nel bruciare grossi ceppi davanti al Municipio: dalla direzione del fuoco c’è chi prevede il futuro.
Per la gola, una cucina di mare tra le più squisite caratterizza la gastronomia di Savona che però è nota anche per farinata e panissa, che escono calde dalla bottega del tortaio o dalle friggitorie soprattutto nelle ore del tardo pomeriggio. Avvolte in un foglio di carta da pane, preparate con farina di ceci, acqua e sale, sono un ottimo cibo di strada. In genere la panissa è tagliata a fette e messa dentro una pagnottella schiacciata. La farinata può anche essere unita a salsiccia, cipolla o rosmarino e c’è una sua variante tipica, la farinata bianca, in cui la farina di ceci è sostituita con quella di grano.
Savona è la città del chinotto, presidio italiano di Slow Food che ne preserva le coltivazioni ultimamente molto ridotte. Si tratta di un agrume di origine cinese, amarognolo da fresco, dolce sotto forma di canditi o sciroppo. Negli anni venti del secolo scorso era molto di moda il chinotto conservato nel Maraschino.Usato anche per profumi e saponi, da qualche tempo con il chinotto si producono anche marmellate, mostarde e amaretti morbidi.
Se si pensa che esista solo la Cappella Sistina al Vaticano, si fa un errore. Anche Savona ne ha una, voluta da Sisto IV. L'interno della Cappella è stato rifatto durante il periodo Rococò e soltanto durante alcuni lavori di restauro sono riemersi gli affreschi del '400.
Odorosa di salsedine e basilico, per assaporare la vera atmosfera di Savona bisogna andarsene a zonzo nei vicoletti del centro storico, i “carrugi”, dove si possono ammirare le chiese, i musei, i palazzi dai portali di ardesia, le torri che sono le testimonianze più antiche di questa città, il porticato ottocentesco in corso Italia verso il Complesso Monumentale del Priamar e imponenti fortificazioni sede di musei e spazi espositivi ed eventi vari. Da qui si gode di una vista incredibile sul porto, sulla città e sulle sue colline, dove andare a vedere, nella località che porta il suo nome, il Santuario di Nostra Signora di Misericordia, luogo in cui il 18 marzo 1536 una Madonna apparse a un contadino.















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