C'è chi và alle falde del
Kilimangiaro...chi alle pendici dell' Etna! Il vulcano attivo più
alto di Europa è un enorme gigante visibile da buona parte della
Sicilia Orientale, meta del turismo invernale di chi, andando contro
corrente vede oltre la Sicilia come estate,
...
Vedi tutto caldo, sole bla bla bla.
Partiamo una mattina, inizialmente
quasi senza meta, prendiamo la macchina e basta poco per decidere di
passare il giorno dell'Epifania lontani dalle solite facce.
L'autostrada scorre veloce e alla
nostra destra il mare si apre sconfinato, incorniciato da limoni,
aranci e muri a secco, ci lasciamo alle spalle la provincia di
Siracusa, con le sue bellezze incoerenti e i suoi bar pieni di gente
intenta a comprare cannoli per il pranzo in famiglia. Noi quel giorno
andiamo fuori dagli schemi, come piace fare a me, e mangiamo
kilometri verso una meta indefinita.
Inizialmente pensiamo di andare a
Taormina ma poi eccola la davanti ai nostri occhi...3.330 m di
altezza attuale, centinaia di crateri raccolti in oltre 260 sistemi
eruttivi, 1.600 kmq di area: ecco l'Etna, superba si staglia come un
faro, imbiancata di un manto di neve, anche se noi non abbiamo certo voglia
di sciare!
Usciamo dall'autostrada e iniziamo a
salire lungo tornanti, ci fermiamo un attimo e scoviamo un albero di
meline rosse dell'Etna ma il freddo è troppo anche per questo tipico
alberello di montagna!
Proseguiamo in direzione di Zafferana Etnea, e
nel frattempo è quasi ora di pranzo, non conosciamo la zona, a
stento sappiamo esattamente dove siamo, però chiedere non costa e
chiediamo in giro se c'è un posto carino dove poter mangiare, la
gente è cordiale e ci indica diverse possibilità ma sottolinea
anche che data la festività sarà difficile trovare un posto
disponibile.
Alla fine imbocchiamo una strada di
campagna fuori Zafferana e ci ritroviamo in una vecchia casa, una
sorta di villa, entriamo e chiediamo se c'è posto...e per fortuna il
posto c'è!
Scopriamo così un delizioso
agriturismo, La Rocca della Rosa, dove ogni piatto porta in tavola una cucina siciliana che
pochi conoscono, fatta di zucca, ricotta, carni di cinghiale, funghi
e pistacchi (mitico il pistacchio di Bronte -CT-), tutto
rigorosamente fatto da loro!
Alla fine ci ritroviamo fuori, con una
vista spettacolare ad assaggiare i rosoli di fico, cannella e chi
più ne ha più ne metta, accompagnati da superbi dolci di ricotta e
pistacchio, insomma abbiamo scoperto un piccolo paradiso e dopo un
pranzo di 2 ore e più possiamo ritenerci soddisfatti, quando si dice
turismo gastronomico!
La Sicilia è una terra tutta da
scoprire...e da assaggiare!
Voto complessivo