Cuma: cosa vedere, cosa visitare e cosa fare
Cuma: cosa vedere? Attrazioni, idee di viaggio e tour: tutte le cose da vedere e fare e i consigli degli utenti, per una vacanza indimenticabile
Nel parco archeologico, la visita guidata inizia lungo una galleria scavata nel tufo, al termine della quale c’è un largo per arrivare all’acropoli. A sinistra si accede all’antro della Sibilla, un importantissimo santuario dell’antichità, che purtroppo è devastato da un crollo avvenuto per le recenti costruzioni moderne. A sezione trapezoidale, il piano di calpestio fu in seguito riabbassato creando pareti rettilinee e ortogonali al suolo. Circa nella metà del percorso, avviene un’altra diramazione che ci porta a tre differenti ambienti, usati in età paleocristiana come luoghi per le sepolture e in età romana come cisterne. A sud, il tutto si conclude con un ambiente voltato, che dà accesso, a un cubicolo tripartito con porte o transenne, testimoniate da fori di fissaggio conservati sugli stipiti. La galleria corre parallela alla costa, al di sotto delle mura che collegavano l’acropoli all’angolo sud della città, e ciò ha fatto supporre un’originaria funzione militare, mentre l’ambiente terminale, per alcuni di epoca ellenistica, sarebbe per latri invece una camera sepolcrale dell’età tardo-romana. Si può osservare, unicamente dall’alto per il crollo della volta, la cripta romana. La parte che si può osservare è l’ultimo tratto della galleria che, partendo dalla città bassa in prossimità del Foro, attraversava il monte in direzione del porto. Per raggiungere l’acropoli, occorre attraversare una moderna rampa che ci segnala l’ingresso con una torre d’impianto romano. Una terrazza belvedere ci fa osservare un paesaggio davvero suggestivo, si affaccia lungo l’ampio litorale cumano, capo Misero, il golfo di Pozzuoli e l’area napoletana meridionale. Il tempio di Apollo, di età augustea, in passato era attrezzato di una terrazza per il belvedere. La cella era divisa in tre navate da pilastri, della peristasi si conservano parti di alcune delle colonne costruite in laterizi e successivamente stuccate. In età paleocristiana il tempio fu trasformato in basilica e l’antica platea furono ritagliate fosse sepolcrali. Oltre al tempio di Apollo c’è il tempio di Giove, che fu profondamente rimaneggiato in età romana e trasformato in seguito in chiesa. Nella città bassa possiamo vedere il Foro, un’ampia piazza rettangolare, racchiusa in parte da un portico a doppio ordine. Nella pizza vi ci affaccia il Capitolium, un edificio su alto podio e in origine periptero, fu ricostruito e restaurato nel periodo repubblicano e imperiale, quando venne dedicato al culto della triade capitolina. L’articolazione della cella, aperta su di un ampio vestibolo e conclusa con un basamento tripartito per sorreggere le colossali statue di culto: Giove, Giunone e Minerva che erano costruite in tecnica acrolitica.. Altro edifico che si affaccia sul foro è un tempio su podio, circondato da una corte scoperta e da portici, e una grande aula, che era un edificio pubblico della città. Infine, un complesso termale, costruito intorno ad una grande sala absidata. Già dal I secolo, l’Arco Felice segnava l’ingresso nella città. Il maestoso fornice in laterizi, contraffortato da archi minori di scarico e arricchito da nicchie per statue, conserva l’originario basolato.

