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Dervio: cosa vedere, cosa visitare e cosa fare  

Dervio: cosa vedere? Attrazioni, idee di viaggio e tour: tutte le cose da vedere e fare e i consigli degli utenti, per una vacanza indimenticabile

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Dervio é un borgo che,fin dall'epoca romana,  era considerato strategico per la sua posizione che collega Milano alla Valtellina.

Negli anni ha avuto un rapido sviluppo economico, in particolare, per quanto riguarda il turismo. Dervio è ormai consacrato come  meta italiana ideale per chi  è appassionato di vela e surf. I suoi numerosi circoli velici,che registrano ogni anno il tutto esaurito, le manifestazioni a livello internazionale, che hanno scelto questa città come tappa per il loro campionato, ha permesso anche lo sviluppo di diverse strutture ricettive, guadagnandosi così il titolo di "paradiso della vela".

Il lago che si estende a lungo raggio,  le numerose spiagge e un paesaggio pieno di verde, rilassante offrono un momento di relax e spensieratezza.

Una delle principali attività del lago è  la pesca, la zona del Lario, è per l'appunto, una delle più pescose, per lungo tempo è stata una delle maggiori fonti di sussistenza per gli abitanti del paese, vantando diverse varietà di pescato: dall'agone, al pesce persico, la trota, l'alborella. L'agone, d'estate, offre anche un momento di spettacolo, in particolare nel periodo tra giugno e luglio, durante il quale si può ammirare una sorta di sfilata di cavalletti di legno verso l'acqua con i pescatori impegnati nella pesca, in attesa di catturare qualche pesce, oppure i pesci stessi che vengono verso la riva per deporre le uova.

Le montagne circostanti fanno da cornice a questo "locus amoenus" per l'anima,  che permettono escursioni in luoghi ancora incontaminati con vista mozzafiato.

Dal punto di vista gastronomico, per l'appunto, questi due aspetti paesaggistici: lago e montagna, convergono, offrendo i più  raffinati sapori del pesce di lago alla griglia o in carpione. Il Missultin è il piatto tipico: l'agone essiccato, cotto alla piastra e presentato con crostini e polenta. La selvaggina ,in particolare quella locale, come lepre, fagiano, è spesso accompagnata dai funghi porcini dei boschi limitrofi e condita con l'olio d'oliva del Lario.

La zona di Dervio custodisce delle preziose opere storiche risalenti all' 814, come la Chiesa di San Quirico e Giulitta, alle pendici della montagna, con un campanile in pietra in stile romanico.

Su una rupe che sovrasta il paese, in pieno stile medievale, il Castello di Orezia, molto ben conservato che domina il territorio.

Nella parte sud di Dervio si erge Castelvedro, con i suoi resti, che lasciano immaginare i fasti gloriosi del passato ed era una delle fortificazioni più grandiose del centro.

Uno scorcio che resta impresso ed è uno dei più  suggestivi è la Casa Dei Magni che si affaccia su piazza Cavour. Ha l'impianto caratteristico delle case patrizie ed è impreziosito da un quadriportico interno, mentre il portale esterno vede insieme lo stile gotico e rinascimentale in un mix davvero notevole.

Imperdibile per chi visita questi posti è Corenno Plinio, frazione di Dervio, una delle zone più rappresentative del lago di Como, che fa fare un tuffo nel passato, dando l'impressione che il tempo si sia fermato. Il nome Plinio venne aggiunto intorno al 1863, in onore del console romano Caio Plinio Cecilio Secondo, che viveva in una villa vista lago.

Le ripide"scalotte",con i gradini intagliati nella roccia, le vie ciottolate e le nobili ville antiche fanno da cornice ad un paesaggio ancora unico, quasi, incontaminato dalla modernità.

Il Castello Andreani, cardine della storia di Corenno,fortezza a forma di quadrilatero, si caratterizza

 per una torre di ingresso, del tipo "a vela" che insieme ad una torre quadrata permetteva il controllo del "Sentiero del Viandante".

A ridosso del castello, sulla piazza, si può trovare la meravigliosa chiesa dedicata al vescovo di Canterbury, San Tommaso Beckett, ucciso brutalmente dai sicari del re Edoardo II d'Inghilterra. Quest' opera architettonica vanta numerosi affreschi  risalenti alla scuola lombarda, ai lati dell'ingresso principale si ergono i monumenti tombali della famiglia Andreani, feudatari di Corenno. Lo stemma araldico della famiglia, si ritrova ripetuto all'interno della chiesa, per ricordare il forte legame degli Andreani a Corenno. Questi sarcofagi vengono riportati e ricordati anche da personaggi importanti: si ritrovano nell'opera sul Lombardo Veneto di Cantù, vengono nominati come "antichi e illustrissimi monumenti degli Andreani" da Anton Gioseffo della Torre di Rezzonico.

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