Nola: cosa vedere, cosa visitare e cosa fare
Nola: cosa vedere? Attrazioni, idee di viaggio e tour: tutte le cose da vedere e fare e i consigli degli utenti, per una vacanza indimenticabile
Nola è un tipico esempio di come la nostra Italia nasconda piccoli grandi tesori in cui si decide solo raramente di andare, perché erroneamente si pensa che non offrano molto, tempo libero, relax, natura, arte e storia.
Il profumo della provincia, in cui è piacevole passeggiare e in cui basta poco per trovarsi immersi in una processione con la stessa commozione e la stessa suggestione dei tempi passati. La disponibilità della gente, le antiche chiese, i resti romani, lo spirito del Medioevo, le gesta di misteriosi cavalieri che sono passati di qui: anche questo rappresenta Nola.
Il simbolo della cittadina campana sono loro, i Gigli, già proprio quelli della relativa festa. I Gigli-obelischi di Nola sono otto, costruiti in legno e alti circa 25 metri. Il loro scheletro è a forma di piramide a tre facce, con una base quadrata e con un vertice costituito da una statua o da una croce. Il rivestimento è di pezzi di stucco e cartapesta di vario soggetto. Il nome di ciascun obelisco corrisponde a una delle antiche corporazioni delle arti e dei mestieri, nell'ordine storico, Ortolano, Salumiere, Bettoliere, Panettiere, Beccaio, Calzolaio, Fabbro e Sarto. C'è anche una struttura più bassa a forma di barca che simboleggia il ritorno in patria di San Paolino. Particolare, il movimento dei Gigli, una sorta di danza che infiamma ed entusiasma così tanto che dal 2013, le "macchine" di San Paolino sono Patrimonio orale e immateriale dell'umanità dell'UNESCO.
Nola si inizia a conoscere attraverso i suoi monumenti. In centro, da vedere, la Chiesa di San Biagio, costruita 1300, in stile tardo rinascimentale, abbellita da marmi policromi e dipinti dei più grandi pittori del '600 napoletano. Una visita anche alla Chiesa di Santa Maria Jacobi, piccolo gioiello costruito tra il XIII e il XV secolo. Il Duomo è di inizio ‘900, dato che quello antico fu distrutto da un incendio: all’interno si trova la cripta del patrono, San Felice. C'è poi l’Antiquarium del Seminario Vescovile, ospitato in un palazzo del '700; qui si trovano reperti rinvenuti dalle parti di Cimitile, comune vicinissimo, e risalenti a un’età a partire dell'VIII secolo a.C., tra cui il Cippus Abellanus, cioè il regolamento delle terre sacre del Santuario di Ercole.
Nel Museo Diocesano ci si può perdere nelle collezioni d'arte, sacra e non, che raccontano la storia di Nola.
Di rilievo anche il Museo Etnomusicale "I Gigli", dedicato all'evento più importante per la città. Nel Convento di Sant'Angelo in Palco, si può ammirare un notevole refettorio affrescato del XIV secolo.
Per gli interessati, tipica architettura del ventennio per il cosiddetto Palazzo del Fascio, oggi sede della facoltà di giurisprudenza dell'Università Parthenope di Napoli. A ridosso delle mura romane di età repubblicana, quanto resta dell'Anfiteatro Romano, anche conosciuto come "Anfiteatro laterizio", ascrivibile al I secolo a.C.
Un'esclusiva di Nola è il suo villaggio preistorico, chiamato la Pompei della Preistoria. Molti reperti rinvenuti sono visibili al Museo archeologico, l'ex Convento delle Canossiane, ma nel sito, 1400 metri quadrati, si sono conservate capanne e suppellettili, grazie al fango causato dall'eruzione detta "delle Pomici di Avellino", circa 4mila anni fa.
Ritrovti anche resti vegetali e floreali, oltre a manufatti e utensili domestici, nonché scheletri di animali, un cane, persino alcune capre gravide.
Il villaggio si trova in località Croce del Papa, al confine tra i comuni di Nola e Saviano, ma quel che si vede sono copie delle capanne originarie. L’esperienza vale ugualmente: le visite in genere ci sono tutte le domeniche.
Shopping, gastronomia, vita notturna: qui a Nola, convergono verso l’area del centro commerciale del "Vulcano Buono".
Numerose e diversificate attività: commercio al dettaglio, attività ricettive e di ristorazione, attività artigianali, per il tempo libero, attività espositive e di aggregazione sociale: il tutto su una superficie coperta di 150mila metri quadri. Un mix di attività sotto l’ombra e all’interno di un vulcano, con un’area di parcheggio che offre 8mila posti auto.
Verso Napoli, Avellino o Benevento, partendo da Nola, le occasioni di arricchimento da diversi punti di vista sono davvero tante. Il consiglio è quello di girare senza fretta, cogliendo ispirazioni, gironzolando nel territorio. Da non perdere le meraviglie di Napoli e del Vesuvio, il vulcano in quiescenza solo dal 1944, alto 1281 metri con una caldera di 4 chilometri.
A Striano, pietra vesuviana e di Sarno per mura, torri, porte.
Ad Acerra, ecco il Museo della Maschera, del Folklore e della Civiltà Contadina.
Verso Avellino, il Castello di Lancellotti di Lauro, dotato di un giardino segreto poi rivisitato completamente nel 1799 da Filippo Massimo Lancellotti. In questa località ci sono anche mura e torri, sempre settecentesche.
Fascino indiscusso per le rovine del Castello di Avella, del XII secolo, e anche quello di Monteforte, eretto tra il VII ed il VIII secolo dai Longobardi.
Verso la costiera, il borgo medievale Marzano di Nola, tra agrumeti e noccioleti, ai piedi di un antico santuario dedicato a Maria SS dell’Abbondanza. Qui si può effettuare, a settembre, l'itinerario enogastronomico "Il Nocciolo e le Strade dei Forni".
Nel borgo di Carbonara, la bella pala d’altare della Chiesa dell’Annunziata, "L’Annunciazione", del XVI secolo, e la chiesa della forme romaniche dei santi Cosma e Damiano, patroni del centro, sorta sulla rovine di un antico tempio pagano.
A Cicciano, dove la Pasqua si festeggia due volte, nel giorno stabilito e nella domenica in Albis, quando si celebra la festa della Madonna degli Angeli, a giugno c'è il Palio dei Quartieri e tutta un'atmosfera che richiama ai cavalieri dell'Ordine di san Giovanni in Gerusalemme che probabilmente, assieme ai Templari, sono stati in zona.
Roccarainola è nel cuore della Foresta Demaniale del Parco del Partenio, otto sentieri tra una gran ricchezza di flora e fauna. Verso Pannarano, ecco la Montagna di Sopra, in cui dalle viscere della terra sgorga la freschissima e pura fonte di Acqua delle Vene.
A San Paolo Belsito da visitare il Parco Archeologico con la sua necropoli preistorica e la ricostruzione di quello che doveva essere un abitato dell’età del bronzo appartenente alla facies di Palma Campania.
A Scisciano, da non lasciarsi sfuggire a novembre la sagra della pizzetta e del vin cuotto.
Nola è collegata all’autostrada A30 Caserta-Salerno e si raggiunge con la ferrovia attraverso la linea nazionale e locale, unita a Napoli dalla linea Napoli-Baiano, la Circumvesuviana.
Numerose le compagnie di bus per raggiungere la città da Roma, Napoli e dalle località del territorio. Sono previste anche corse verso città europee.
Per essere sicuri di visitare Nola e i suoi dintorni nel modo migliore basta l'itinerario di proprio gusto (arte, archeologia, bici, con bambini...) affidandosi agli "Angeli per viaggiatori", una web-community reperibile attraverso il sito www.angeliperviaggiatori.it.

