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Nuoro: cosa vedere, cosa visitare e cosa fare  

Nuoro: cosa vedere? Attrazioni, idee di viaggio e tour: tutte le cose da vedere e fare e i consigli degli utenti, per una vacanza indimenticabile

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Nuoro, una città difficile da definire, poiché è una città d’arte, sicuro, una città ricca di tradizioni, certo, una città verde, senz’altro, così immersa nelle verdi vallate del Monte Ortobene, una città scelta senza dubbio dagli uomini primitivi che fin dall’antichità hanno trovato qui un territorio ideale per vivere, proliferare, difendersi, come dimostrano le domus de janas e i nuraghi.

E poi, è la città che ha dato i natali a Grazia Deledda, una dei grandi della letteratura, non solo isolana e italiana ma mondiale, visto che ha vinto il premio Nobel nel 1926, rendendo globali le storie uniche della gente nuorese, così schiva e intima. Quella di Nuoro è una provincia dai forti contrasti, in cui mare, collina e montagna si danno la mano, creando paesaggi sempre diversi, dalle sue spiagge ai suoi boschi ai suoi ambienti desertici ad alto livello di fascino.

Uno dei simboli, naturali, di Nuoro è il Monte Ortobene, 955 metri, che vigila sulla città e si raggiunge facilmente imboccando viale Ciusa, nella parte est del centro urbano. È un panettone di granito con torrioni, pinnacoli e qua e là rocce che assumono forme bizzarre, dove spesso sembrano riconoscersi animali o magari esseri umani: è modellato in tante valli grazie al lavorio dei suoi corsi d’acqua, tra cui il rio Marreri, il fiume Cedrino, il Rio Lovuli, solo per citarne alcuni. Sulla sua cima c’è la statua del Redentore, costruita all’inizio del '900. Il suo punto panoramico è il Cuccuru Nigheddu, da cui si può godere di una vista incredibile, dal Monte Albo all'altopiano di Orune. Fra le aree più belle, il Parco di Sedda Ortai, a 740 metri, pini, lecci, una pista ciclabile e una per il pattinaggio. Qui si trova la Chiesetta della Solitudine, costruita negli anni cinquanta su un sito di un edificio seicentesco: qui sono custodite le ceneri di Grazia Deledda.

Gironzolando per Nuoro, da visitare il Museo etnografico, in via Mereu, il più grande del genere in Sardegna con oltre 8000 reperti, tra cui abiti tradizionali, gioielli, strumenti musicali, persino 600 varietà di pani tradizionali, gran parte dei quali ormai da tempo non più preparati. Poi vi è il Museo Deleddiano, casa natale della famosa concittadina Grazia Deledda: si tratta di un edificio della seconda metà dell'Ottocento e si trova a Santu Pedru, il rione dei pastori che, assieme a quello di Seuna, rappresenta il primo abitato della città. In questo quartiere storico si trova pure la secentesca Chiesa di San Borromeo, nella caratteristica pietra rosa.

Da vedere poi la Cattedrale di Santa Maria della Neve, dalle forme neoclassiche, risalente al XIX secolo, e la Chiesa della Madonna delle Grazie, nota come Chiesa Vecchia o Antica, per distinguerla dal nuovo edificio sacro, realizzato nel secolo scorso. Si tratta di una struttura costruita nel XVII secolo ed ha un look tardo gotico e manierista, con affreschi settecenteschi. Interessante, inoltre, la Piazza Sebastiano Satta, dedicata al celebre poeta, dalla forma irregolare e pavimento con lastre di granito con massi pure in granito che ospitano statuine in bronzo che si vedono salendo su appositi scalini. Tutto intorno i palazzi sono dipinti di bianco come erano le case del tempo che fu. In questa carrellata, un’occhiata anche a un ulteriore museo, il Museo Ciusa, in cui è esposta la più completa raccolta di opere di Francesco Ciusa, il primo artista di arte moderna in Sardegna.

Una sosta importante, a nord-est della città, è Colle di Sant’Onofrio, in cui si trova un ampio parco pubblico con il Museo della Vita e delle Tradizioni Popolari Sarde: da qui si vede tutta Nuoro e la vallata sottostante, notando pure la sagoma dei Monti Oliena, un’area molto romantica per via dei suoi famosi tramonti.

In provincia, Nuoro dà altri regali al fortunato visitatore, come le sue spiagge e le sue calette, considerate paradisiache. Tra le prime, da ricordare, due poste nel territorio di Siniscola, come Berchida, sabbia finissima circondata da ginepri secolari che crescono tra piccole dune, caratteristiche pure di Capo Comino che risulta perfetto per lo snorkeling, raggiungendo a nuoto lo scoglio rosso di Isola Ruja. Una spiaggia con "contorno" di stagno in cui i fenicotteri rosa e aironi sono ormai ospiti abituali.

Tra le calette, da segnalare quelle del Golfo di Orosei, come Cala Luna, raggiungibile via terra attraversando un lungo percorso in paesaggi super o via mare, e Cala Fuili dove si arriva attraverso una scalinata scavata nella roccia che porta a un fondale con acque cristalline e ghiaia chiara grossa mista a sabbia. Gli appassionati di trekking adorano questo luogo e pure quelli che praticano i canyoing, poiché ci si può arrivare calandosi nella Codula Fuili, un percorso-cañon faticoso ma davvero incantevole.

Le botteghe artigiane di Nuoro sono soprattutto concentrate lungo Corso Garibaldi. Qui è facile trovare oggetti di intaglio del legno, pezzi di una certa dimensione, come deliziose cassapanche, o enigmatici come le particolari maschere. Anche i tappeti, tessuti a mano, dai colori forti e vivaci e dai disegni geometrici che richiamano la natura nuorese, sono parecchio gettonati per un regalo, così come i tessuti ricamati e i gioielli d’argento o d’oro in lamina traforata e adornati di perle, che richiamano il gusto di una volta, tipo la fede matrimoniale sarda. Da comprare inoltre l’aranzada, un torrone fatto di mandorle tostate, mescolate al miele e arricchite di bucce d’arancia. Inoltre, vengono prodotte e commercializzate delle presiose ceramiche artistiche. Diversi i centri commerciali: Pratosardo, in via Devoto, Europa, in via Biscollai e Shopping Room in via della Costituzione.

Per stare insieme e tirare tardi, a Nuoro ci sono alcuni locali che gli esperti di vita notturna consigliano, verso il centro storico: Nuovo Trittico, in via Sardegna, è birreria, pub, enoteca e persino libreria con libri a disposizione dei clienti; Bar Cambosu, in via Monsignor Giovanni Bua (vicino alla Cattedrale), locale di tendenza ritrovo dei più giovani; Irene's Pub, in via Enrico De Nicola, aperto fino alle 2 di notte; New Age Castle, birreria-karaoke, in via Attilio Deffenu; Caffetteria Pub Il Galeone, vicolo d’Azeglio.

Per il mangiare, solo alcuni indirizzi tra i numerosi: la trattoria Il Rifugio, vicino alla Cattedrale, via Antonio Mereu, dove poter gustare i sapori della tradizione, tipo Su Filindeu, Fili di Dio, l’antica pasta barbaricina servita con il brodo di pecora e pecorino fresco. Presso Il Portico, in via Monsignor Giovanni Bua, tra cucina sarda, moderna, fusion. Da Bombolo Paninoteca Steakhouse, in viale Sardegna, panini e grigliate.

Nella provincia d Nuoro sono da vedere il villaggio nuragico di Tiscali, all'interno di una dolina di origine carsica sul monte omonimo, parte del Supramonte di Dorgali, ed è un luogo ancora misterioso. In zona Dorgali si possono visitare le Grotta di Ispinigoli dove si trova la stalattite-stalagmite più alta d'Italia, nonché una tra le più alte d'Europa, che con i suoi 38 metri unisce il soffitto della grotta al terreno.

Verso Orune, una trentina di chilometri da Nuoro, c’è l’area archeologica di Su Tempiesu, pozzo sacro nuragico, situato in località Sa Costa 'e Sa Binza, addossato a una ripida parete scistosa, dove sgorga la sorgente. Il complesso fu edificato nelle fasi finali del bronzo e fu frequentato sino alla prima età del ferro, quando una frana ne causò l'abbandono. Qualche chilometro separa Nuoro dal borgo di Lollove, con pochi abitanti e tutto il fascino dei luoghi abbandonati. Sembra che su di esso ci sia ancora un'antica maledizione scagliata da alcune suore della chiesa seicentesca di Santa Maria Maddalena, in fuga dal villaggio perché scandalizzate dal comportamento di alcune loro consorelle che alla vita monastica avevano preferito i pastori del luogo. "Sarai come acqua del mare, non crescerai e non morirai mai", dissero andando via. In effetti, il paese è ancora là con i suoi ruderi e le strade ciottolose e rivive in autunno nel corso della manifestazione Autunno in Barbagia.

Altro paese da conoscere è Mamoiada, a pochi chilometri dai monti del Gennargentu: sorgenti naturali, corsi d’acqua, pascoli, vigneti e alcuni menhir come il Sa Perda Pintà, la pietra dipinta, detta anche Stele di Boeli, e le 56 domus de janas, le case delle fate, con la necropoli di Sa Conchedda Istevene, del neolitico. C’è poi Orgosolo nel Supramonte, con tanti murales dipinti sulle facciate delle case e sulle rocce intorno al paese, con contenuti sociali, artistici e politici. Qui l’Unesco ha messo sotto tutela il coro a tenore, il tradizionale canto corale barbaricino. Da visitare pure la Foresta di Montes, dove ci sono Is pinnettos, le antiche capanne di pastori usate come rifugi.

Nuoro si raggiunge in treno attraverso le linee Cagliari-Macomer-Nuoro o Sassari-Macomer-Nuoro. In auto attraverso la SS 131. L’aeroporto più vicino è quello di Olbia, che dista circa 100 km, da cui partono bus di linea (www.redentours.com). Anche da Cagliari ci sono bus di linea (www.arst.sardegna.it) così come da Olbia (anche www.deplanobus.it - www.turmotravel.it) Per muoversi a Nuoro ci sono i mezzi della ATP (www.atpnuoro.it): biglietti orari e giornalieri, con la possibilità di acquistare carnet da 12 pezzi a prezzi minori.

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